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	<title>FotoNote &#187; trieste</title>
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	<description>Appunti di Fotografia</description>
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		<title>Leros, anche il nulla ha un nome,</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 09:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è inaugurata lo scorso 29 gennaio la toccante mostra della fotografa Antonella Pizzamiglio intitolata Leros, anche il nulla ha un nome. Lo spazio Rosa del Parco di San Giovanni di Trieste, città che fece da sfondo alla rivoluzione psichiatrica di Franco Basaglia negli anni &#8217;70,ospita le foto di un intenso reportage che l&#8217;artista ha realizzato nel manicomio dell&#8217;isola greca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/leros_14.jpg" rel="lightbox[1566]"><img class="alignright size-full wp-image-1567" title="leros_14" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/leros_14.jpg" alt="leros_14" width="300" height="198" /></a>Si è inaugurata lo scorso 29 gennaio la toccante mostra della fotografa <a href="http://www.antonellapizzamiglio.net/" target="_blank"><strong>Antonella Pizzamiglio</strong></a> intitolata Leros, anche il nulla ha un nome. Lo spazio Rosa del Parco di San Giovanni di Trieste, città che fece da sfondo alla rivoluzione psichiatrica di <a href="http://www.fotonote.it/2010/02/18/leros-anche-il-nulla-ha-un-nome/" target="_blank"><strong>Franco Basaglia</strong></a> negli anni &#8217;70,ospita le foto di un intenso reportage che l&#8217;artista ha realizzato nel manicomio dell&#8217;isola greca di Leros nel 1989.</p>
<p>Fino al prossimo 27 febbraio 2010 sarà possibile visitare la mostra, organizzata dall&#8217;Associazione culturale <a href="http://nadirpro.wordpress.com/" target="_blank"><strong>Nadir Pro, </strong></a>che consiste in una serie di immagini forti legate al disagio e all&#8217;abbandono di quello che è considerato l&#8217;ospedale psichiatrico peggiore del mondo.<br />
Nel 1989 la Pizzamiglio ebbe modo di trascorrere quattro giorni in quell&#8217;inferno e da quella esperienza sono venuti fuori scatti spiazzanti e pieni di pathos che denuinciano una condizione insostenibile.<br />
Le foto, vincitrici di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, vengono mostrate al pubblico per la prima volta e come supporto scenografico sono accompagnate da una serie di installazioni metalliche appositamente immaginate e realizzate dalla stessa fotografa.</p>
<p>Ecco come l&#8217;autrice descrive la sua esperienza a Leros: &#8220;Sono rimasta a Leros 4 giorni, sono scappata il quinto perché mi hanno scoperta. Sono stata fortunata, sono riuscita a tornare. Non ci sono parole per descrivere, restano immagini che parlano da sole. Gli odori e le urla rimangono solo nella mia memoria.&#8221;</p>
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		<title>Geri Pozzar: dal nudo alla quotidianità</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 13:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[nudo]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>

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<p><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/prepostuma-1.jpg" rel="lightbox[875]"><img class="alignleft size-medium wp-image-876" title="prepostuma-1" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/prepostuma-1-270x206.jpg" alt="prepostuma-1" width="270" height="206" /></a>Ultimo giorno utile per visitare la mostra di Geri Pozzar il fotografo che dopo 20 anni passati a Londra e alla verde età di 70 anni ha deciso di ritornare a lavorare in Italia.</p>
<p>La <a href="http://151.1.32.160/triestecultura/new/news.asp?pagina=vis_articolo.asp&amp;link=520&amp;tipo=articoli_eventi&amp;ids=13" target="_blank"><strong>Sala Comunale d&#8217;Arte di Trieste</strong></a>, situato nella scenografica e storica piazza dell&#8217;Unità, ospita la mostra dal titolo &#8221;PrePostuma snapshots&#8221; del fotografo triestino. La personale consiste in una raccolta di scatti ripresi a caso negli ultimi 5 anni tra l&#8217;Inghilterra, dove l&#8217;artista ha vissuto, e l&#8217;Italia. Pozzar, i cui soggetti sono di solito sono nudi, ha puntato, invece, il suo obiettivo su situazioni legate alla quotidianità dando vita ad una serie di immagini buffe o comunque originali, il tutto all&#8217;insegna della gioia e dell&#8217;ironia.</p>
<p>Oltre alle foto realizzate dall&#8217;artista saranno esposti anche cinque scatti che ritraggono il fotografo triestino, realizzati da cinque giovani fotografi triestini (Piero Boncompagno, Alba Morassutti Vitale, Carlo Pacorini, Mattia Visintini e Marco Vittur).</p>
<p>La mostra, inaugurata lo scorso 29 settembre, si chiude proprio oggi, lunedì 19 ottobre.</p>
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