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	<title>FotoNote &#187; sociale</title>
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	<description>Appunti di Fotografia</description>
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		<title>Ferrovie ed Integrazione</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 11:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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La passione dell&#8217;attrice Gina Lollobrigida per la fotografia è cosa nota e proprio per questo suo talento dietro l&#8217;obiettivo, ma anche per il suo notevole impegno sociale internazionale, che &#8220;la bersagliera&#8221; di Pane Amore e Fantasia è stata scelta come presidente del Concorso fotografico dal titolo “Ferrovie ed Integrazione. Identità e culture di una Europa multietnica”.
Il concorso mira a coinvolgere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2127 aligncenter" title="testata" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/testata.jpg" alt="" width="714" height="156" /></p>
<p>La passione dell&#8217;attrice Gina Lollobrigida per la fotografia è cosa nota e proprio per questo suo talento dietro l&#8217;obiettivo, ma anche per il suo notevole impegno sociale internazionale, che &#8220;la bersagliera&#8221; di Pane Amore e Fantasia è stata scelta come presidente del Concorso fotografico dal titolo “Ferrovie ed Integrazione. Identità e culture di una Europa multietnica”.</p>
<p>Il concorso mira a coinvolgere e sensibilizzare i cittadini europei su temi più che mai attuali e che conivolgono l&#8217;integrazione e il dialogo nella nostra società sempre più multietnica. L&#8217;iniziativa, organizzata da<a href="http://www.immigrazioneoggi.it/onlus/eurocontest/informazioni.html" target="_blank"> <strong>Progetto ImmigrazioneOggi ONLUS</strong></a> e promossa dalle Ferrovie dello Stato con la collaborazione delle cinque reti ferroviarie europee di Spagna, Francia, Belgio, Polonia e Lussemburgo che si riconoscono nei principi della Carta Europea della Solidarietà.</p>
<p>I partecipanti sono chiamati a collegare il tema dell&#8217;integrazione alle stazioni ferroviarie, non luoghi per eccellenza dove si incontrano, transitano e sopravvivono persone di ogni ceto, provenienza e cultura.</p>
<p>Il Concorso è aperto ai fotografi, sia professionisti che dilettanti (residenti in Italia, Francia, Spagna, Polonia, Belgio e Lussemburgo) e ha fissato come termine per l’invio delle foto, che possono essere caricate on line, il prossimo 30 luglio. Dal 31 luglio fino al 5 ottobre 2010 i visitatori del <a href="http://www.immigrazioneoggi.it/onlus/eurocontest/informazioni.html" target="_blank"><strong>sito</strong></a> potranno votare le loro immagini preferite. Ad ottobre, poi, la Giuria, presieduta dalla Lollobrigida, incoronerà i vincitori. L&#8217;iniziativa avrà infine il suo culmine nel mese di novembre con la premiazione e le mostre con le migliori fotografie proprio nelle stazioni di Roma, Parigi, Varsavia, Madrid e Milano.</p>
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		<title>Nino Migliori e l&#8217;Italia degli anni &#8216;50</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 18:13:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato pomeriggio di un luglio, torrido per definizione, Roma è svuotata del traffico e dei suoi cittadini che preferiscono riversarsi sul litorale. Il Vittoriano è più bianco e accecante che mai e fa troppo caldo anche per un semplice volo dei soliti gabbiani ghignanti.
La passione per la fotografia e per un fotografo in particolare ci ha portato a varcare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2152" class="wp-caption aligncenter" style="width: 550px"><img class="size-full wp-image-2152 " title="nino migliori" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/nino-migliori.jpg" alt="" width="540" height="280" /><p class="wp-caption-text">Il Tuffatore, 1951</p></div>
<p>Sabato pomeriggio di un luglio, torrido per definizione, Roma è svuotata del traffico e dei suoi cittadini che preferiscono riversarsi sul litorale. Il Vittoriano è più bianco e accecante che mai e fa troppo caldo anche per un semplice volo dei soliti gabbiani ghignanti.</p>
<p>La passione per la fotografia e per un fotografo in particolare ci ha portato a varcare la soglia del Complesso del Vittoriano &#8211; il Museo che fino a qualche giorno prima ospitava la mostra Da Corot a Monet, La Sinfonia della Natura &#8211; scoprendo un mondo di scatti che ha un effetto benefico più potente di una ventata di aria condizionata.</p>
<p>Nino Migliori è un maestro, un artista che ha sempre amato la sperimentazione e in questa mostra vengono presentati i suoi lavori dedicati all&#8217;Italia degli anni &#8216;50. Scatti in b/n che ritraggono un nord ed un sud alle prese con le tradizioni e il dopoguerra in un reportage neorealista che Migliori affronta con toni di profonda partecipazione. Scatti di vita quotidiana giocati sulle simmetrie e sui contrasti tra luci ed ombre; foto di gente semplice, spesso ritratta in poveri interni, che trasmettono una sacrale teatralità sospesa tra commedia e tragedia. Il fotografo bolognese, anche a distanza di oltre mezzo secolo, riesce a conquistare e soprendere senza clamore con la tecnica del maestro e l&#8217;incisività del poeta: ad aprire la personale in grande formato trionfa l&#8217;immagine dal titolo Il tuffatore, una foto simbolo del lavoro dell&#8217;artista che racchiude in un attimo sospeso tutta la perfezione e la malinconia della vita. Una visione da non perdere e per la quale vale la pena di sfidare la canicola romana.</p>
<p>La mostra, ad ingresso gratuito, resterà aperta fino al 5 settembre.</p>
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		<title>Senza confine</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 13:13:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione  Altidona Belvedere, ha organizzato (con il patrocinio del Comune di Altidona Provincia di Fermo e della Fondazione Cassa Risparmio di Fermo), dal  18 luglio  al 20 agosto 2010 presso il centro storico di Altidona  (in provincia di Fermo) la mostra dal titolo “Senza confine” che ospita gli scatti di Mario Dondero, definito da più parti &#8220;l&#8217;intellettuale delle immagini&#8221;.
L’Associazione &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-large wp-image-2082 alignleft" title="dondero081" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/dondero081-401x600.jpg" alt="" width="401" height="600" />L&#8217;<a href="http://www.altidonabelvedere.it/" target="_blank"><strong>Associazione  Altidona Belvedere</strong></a>, ha organizzato (con il patrocinio del Comune di Altidona Provincia di Fermo e della Fondazione Cassa Risparmio di Fermo), dal  18 luglio  al 20 agosto 2010 presso il centro storico di Altidona  (in provincia di Fermo) la mostra dal titolo “Senza confine” che ospita gli scatti di Mario Dondero, definito da più parti &#8220;l&#8217;intellettuale delle immagini&#8221;.</p>
<p>L’Associazione &#8211; che in passato ha dedicato mostre tra gli altri a Tano D’Amico, Francesco Cito e Romano Cagnoni &#8211; ha allestito in un edificio dentro le mura castellane di Altidona, borgo in collina, a pochi chilometri dal mare, in provincia di Fermo &#8211; una personale dedicata al grande reporter che è divisa in due sezioni, nelle quali saranno esposte ottanta foto selezionate tra la sua vasta produzione.</p>
<p>Il percorso espositivo prevede scatti, noti ed inediti, che fanno parte di reportage realizzati in varie parti del mondo come quelli che ripropongono momenti del Sessantotto in varie città d’Europa attraverso i volti di gente comune ma sono in mostra anche ritratti di grandi artisti tra i quali Beckett, Ionesco, Sartre, Foucault e Francis Bacon.</p>
<p>Si legge nel volume Dondero 4 20 (Forum Editrice) A cura di Danilo De Marco, a proposito dell&#8217;autore:<br />
&#8220;<em>La scelta di fotografie di scrittori e persone di cultura pubblicate in questo libro è commovente. Non solo sono scatti di una persona che ha avuto la costanza e il privilegio di essere presente agli avvenimenti culturali della seconda metà del secolo scorso, ma sono un&#8217;entrata gentile nella loro intimità. Spesso, nei commenti che Mario aggiunge alle fotografie, dice &#8220;Eravamo amici&#8221;, &#8220;l&#8217;ho molto amato&#8221;. Mario Dondero fotografa ciò che ama. E&#8217; la sua forma letteraria. I volti degli scrittori, i luoghi che li rappresentano, i loro gesti nei loro luoghi. A chi guarda resta una impressione profonda, un contesto, molto differente da tutto un mondo in cui ormai anche gli scrittori sono inseriti, fatto di luci, di pose, di tecnica&#8221;.<br />
</em></p>
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		<title>Ali bruciate: I bambini di Scampia</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 13:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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Si è inaugurata lo scorso 1° luglio presso la Casa della Memoria e della Storia a Roma &#8211; con una interessante conferenza stampa alla quale erano presenti, oltre all&#8217;autore, il giornalista Corradino Mineo e il giudice Francesco Cascini &#8211; la mostra dal titolo Ali Bruciate, I bambini di Scampia. Davide Cerullo, fotografo non professionista, espone i suoi intensi scatti dedicati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-large wp-image-2077 aligncenter" title="scampia" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/scampia-600x338.jpg" alt="" width="600" height="338" /></p>
<p>Si è inaugurata lo scorso 1° luglio presso la <a href="http://www.culturaroma.it/spaziperlacultura/28/schedacultura.asp" target="_blank"><strong>Casa della Memoria e della Storia</strong></a> a Roma &#8211; con una interessante conferenza stampa alla quale erano presenti, oltre all&#8217;autore, il giornalista Corradino Mineo e il giudice Francesco Cascini &#8211; la mostra dal titolo Ali Bruciate, I bambini di Scampia. Davide Cerullo, fotografo non professionista, espone i suoi intensi scatti dedicati ai piccoli abitanti del quartiere di Napoli, tristemente noto per l&#8217;ampia presenza della criminalità organizzata.</p>
<p>Davide, che a sua volta è stato un bambino cresciuto in quei palazzoni, riesce a cogliere con i suoi ritratti l&#8217;innocenza, le paure e i sogni di questi adulti in miniatura ai quali le circostanze avverse rischiano, però, di togliere la spensieratezza e l&#8217;innocenza. Primi piani con occhi che domandano &#8220;perché&#8221;, giochi pericolosi e precoci con pistole vere, sorrisi che portano nonostante tutto l&#8217;idea di una possibilità: questi i ritratti proposti dall&#8217;autore che attraverso la sua macchina fotografica ha raccontato una<img class="alignright size-medium wp-image-2078" title="cerullo_pronzato_ali_bruciate_06H95_org" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/cerullo_pronzato_ali_bruciate_06H95_org-225x350.jpg" alt="" width="225" height="350" /> storia &#8220;sbagliata&#8221; che è anche la sua.</p>
<p>Alla mostra è legato il progetto editoriale <strong>Ali Bruciate, I bambini di Scampia</strong>, edito dalle <a href="http://www.paoline.it/" target="_blank"><strong>Paoline</strong></a>. Un libro scritto a quattro mani da Cerullo e dal sacerdote e scrittore Alessandro Pronzato: un dialogo, ricco di umanità e storie, che è anche una accusa sociale, un grido di aiuto che non può assolutamente andare perduto. Sfogliando le pagine di questo viaggio coinvolgente ed inquitante nei mali di un certo Sud, però, si percepisce forte la speranza, qquella speranza che ha portato Davide a cambiare la sua vita e che si legge sui volti di questi coraggiosi piccoli uomini.</p>
<p>Il 14 luglio, alle ore 18.00, è previsto un incontro per riflettere sul tema della legalità e sull’urgenza di proporre nuovi percorsi educativi. All’incontro prenderà parte il giornalista di Avvenire, Diego Motta, autore de “Pezzi di vita”,(Edizioni Paoline), libro che racconta storie di speranza dal nord al sud della penisola, e il filosofo Marco Guzzi, direttore della collana editoriale delle Paoline “Crocevia” che vuole proporre nuovi stili di vita. Nel mese di settembre – ottobre sono previsti altri incontri e visite guidate per le scuole.</p>
<p>La mostra resterà aperta fino al 22 ottobre.</p>
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		<title>Concorso fotografico Vita da rally</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 12:55:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiama “Vita da Rally” il concorso fotografico dedicato alla memoria del fotoreporter sportivo genovese Antonio Ferretti, scomparso lo scorso anno. L&#8217;iniziativa, sponsorizzata da Nikon, ha una duplice finalità: da una parte il desiderio di ricordare Ferretti, sempre presente nelle gare di rally, e dall’altra, quello benefico, che consentirà di devolvere le quote delle iscrizioni a sostegno dell&#8217; &#8220;Associazione Pubblica  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2053" title="1985 Sam Remo Lancia 037 Rallye" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/1985-Sam-Remo-Lancia-037-Rallye-270x174.jpg" alt="" width="270" height="174" />Si chiama “Vita da Rally” il concorso fotografico dedicato alla memoria del fotoreporter sportivo genovese Antonio Ferretti, scomparso lo scorso anno. L&#8217;iniziativa, sponsorizzata da <a href="http://www.nital.it/" target="_blank"><strong>Nikon</strong></a>, ha una duplice finalità: da una parte il desiderio di ricordare Ferretti, sempre presente nelle gare di rally, e dall’altra, quello benefico, che consentirà di devolvere le quote delle iscrizioni a sostegno dell&#8217; &#8220;Associazione Pubblica  Assistenza Fontanigorda&#8221; di Genova, presso la quale Antonio Ferretti prestava servizio di volontariato.</p>
<p>Per partecipare al concorso basta iscriversi entro e non oltre il 15 Settembre 2010. La partecipazione è aperta a tutti gli amanti della fotografia senza distinzione di età, sesso e nazionalità, con esclusione naturalmente dei professionisti del settore</p>
<p>Il vincitore avrà la possibilità di seguire  l&#8217; ultima prova del campionato Italiano Rally 2010, il 28° Trofeo città di Como, dal 21 al 23 Ottobre 2010, a stretto contatto con i professionisti del settore, disponendo per la sola durata della manifestazione di un corredo fotografico professionale Nikon.</p>
<p>Per ulteriori informazioni è possibile contattare l&#8217;organizzazione alla mail concorsoantonioferretti@gmail.com</p>
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		<title>Workshop di fotografia sociale Brasile 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 12:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Giulio Di Meo, in collaborazione con Arci e Movimento dei Sem Terra, ha organizzato un workshop con destinazione Brasile dal 16 al 29 Luglio 2010. Giunta alla quarta edizione, l&#8217;iniziativa prevede lezioni teoriche: dall&#8217;introduzione al reportage alla storia sviluppo della fotografia documentaria in Europa e in USA passando per il comportamento del fotografo e la costruzione della storia. I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuliodimeo.it/" target="_blank"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2042" title="dimeo_giulio_1" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/dimeo_giulio_1.jpg" alt="" width="375" height="279" /> Giulio Di Meo</strong></a>, in collaborazione con Arci e <a href="http://www.mst.org.br/" target="_blank"><strong>Movimento dei Sem Terra</strong></a>, ha organizzato un workshop con destinazione Brasile dal 16 al 29 Luglio 2010. Giunta alla quarta edizione, l&#8217;iniziativa prevede lezioni teoriche: dall&#8217;introduzione al reportage alla storia sviluppo della fotografia documentaria in Europa e in USA passando per il comportamento del fotografo e la costruzione della storia. I partecipanti avranno anche modo di applicare le nozioni acquisite attraverso ore di pratica che si svolgerannodiversi accampamenti e assientamentos del MST ospiti delle famiglie di agricoltori in modo da avere una visione globale, ma ravvicinata, di questo grande movimento sociale nato per difendere i diritti dei più deboli contro lo strapotere dei latifondisti.</p>
<p>Ecco come Di Meo, allievo del fotografo<a href="http://www.fotonote.it/2010/04/28/ernesto-bazan-la-vera-anima-di-cuba/" target="_blank"><strong> Ernesto Bazan</strong></a>, ha efficacemente presentato il workshop nel comunicato stampa:  <em>&#8220;Le immagini con cui continuiamo, nel nostro immaginario collettivo, a rappresentare il Brasile spesso nascono e allo stesso tempo alimentano un gran numero di stereotipi. È cosi ad esempio se pensiamo al caffé, al carnevale, al calcio, alle proverbiali bellezze femminili o alla grande diffusione della violenza e della criminalità. Questi luoghi comuni, o meglio queste rappresentazioni, oggi sempre più veicolate proprio attraverso le immagini, se pur reali, altro non sono che delle semplificazioni che rischiano di frapporsi, come densi filtri, alla comprensione di una realtà culturale, economica e sociale ben più complessa. Da qui nasce quindi l&#8217;esigenza di avvicinarsi anche attraverso la fotografia a quegli scorci della società brasiliana che facilmente ci possono apparire meno consueti, perché spesso solo sfiorati dalle grandi vie della comunicazione. E&#8217; in questo modo che i volti dei contadini, la gioia dei bambini, i ritmi delle giornate di lavoro scandite dal sole e dal caldo, la terra aspra e rossa, le feste, i canti, la nostra &#8220;bella ciao&#8221;, il riso e fagioli, la birra e la cachaça acquistano una dimensione diversa, reale&#8221;. </em></p>
<p>Per ulteriori informazioni su modalità e costi del workshop è possibile contattare lo stesso Giulio Di Meo all&#8217;indirizzo e-mail giuliodimeo@yahoo.it  oppure workshop@giuliodimeo.it</p>
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		<title>6 miliardi di Altri</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 12:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Si inuagura oggi, e prosegue fino al 26 settembre, a Roma la mostra dal titolo 6 Miliardi di altri. Nella suggestiva location dei Mercati di Traiano il fotografo francese Yann Arthus-Bertrand presenta un ambizioso e interessante progetto realizzato con il sostegno del gruppo bancario BNL BNP PARIBAS. Il fotografo, che è anche giornalista e fondatore dell&#8217;associazione ecologista GoodPlanet.org, è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-large wp-image-2035 aligncenter" title="Projet6milliards" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/6mA_mosai¦êque1-600x424.jpg" alt="" width="600" height="424" /></p>
<p>Si inuagura oggi, e prosegue fino al 26 settembre, a Roma la mostra dal titolo 6 Miliardi di altri. Nella suggestiva location dei <a href="http://www.mercatiditraiano.it/" target="_blank"><strong>Mercati di Traiano</strong></a> il fotografo francese <a href="http://www.yannarthusbertrand.org/" target="_blank"><strong>Yann Arthus-Bertrand</strong></a> presenta un ambizioso e interessante progetto realizzato con il sostegno del gruppo bancario BNL BNP PARIBAS. Il fotografo, che è anche giornalista e fondatore dell&#8217;associazione ecologista <a href="http://www.goodplanet.org/" target="_blank"><strong><em><em>GoodPlanet.org</em>,</em></strong></a> è stato l&#8217;autore di lavori celebri come <a href="http://www.altitude-photo.com/" target="_blank"><strong>La Terra vista dal cielo</strong></a> dove, armato della sua macchina fotografica, ha sorvolato i paesaggi più belli del pianeta offrendone una visione aerea &#8220;inedita&#8221; ed estremamente spettacolare.</p>
<p>Il percorso espositivo prevede 5600 video interviste &#8211; realizzate con la collaborazione di diversi registi tra i quali Sybille d&#8217;Orgeval e Baptiste Rouget-Luchaire &#8211; filmate in 78 paesi e che propongono un vasto campionario di umanità alle prese con le domande esistenziali che ognuno di noi si pone indipendentemente dalla sua razza, dal sesso o dal suo credo religioso. <em>Cosa hai imparato dai tuoi genitori? Cosa ti rende felice? Ti senti libero?</em> Queste alcune delle domande alle quali gli intervistati, ripresi in primissimo piano con la camera fissa, hanno cercato di rispondere: dal pescatore brasiliano al contadino afgano, tutti uniti nel cercare il senso della vita passando per la propria esperienza personale e la propria sensibilità. 6 miliardi di altri, dunque, che si raccontano ogni giorno in un coro di voci che si fonde sotto un unico cielo. <img class="alignright size-medium wp-image-2037" title="6mA_YannArthus-Bertrand" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/6mA_YannArthus-Bertrand-270x179.jpg" alt="" width="270" height="179" /></p>
<p>&#8220;Roma da sempre è una città di accoglienza&#8221; ha sottolineato il sovraintendente ai beni culturali del Comune di Roma Umberto Broccoli durante la conferenza stampa di presentazione dell&#8217;evento, &#8220;un simbolo della aggregazione e del melting pot culturale&#8221; . Sempre durante la conferenza stampa Arthus Bertrand ha definito questo progetto come &#8220;una storia d&#8217;amore&#8221;, &#8220;una avventura durata anni che rappresenta uno specchio di tutte le domande che ognuno di noi si pone&#8221;.</p>
<p>La capitale, che negli ultimi mesi ci sta sorprendendo favorevolmente con la sua attenzione all&#8217;arte soprattutto contemporanea, ha accolto, dunque, il lavoro di Yann in uno spazio museale unico  che certamente saprà imprimere alle immagini, che hanno già entusismato e commosso il pubblico francese, una forza amplificata dal peso della nostra Storia antica.</p>
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		<title>Spazzi di memoria</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 09:25:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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Si è inaugurata lo scorso 14 maggio e chiuderà i battenti il prossimo 14 giugno la mostra fotografica ospitata da Spazzi La locanda degli arrivanti a Torino.  Gli spazi del centro polifunzionale, dedicato al gusto e alla cultura, fanno da sfondo ad una mostra dal titolo &#8220;Spazzi di memoria&#8221; che raccoglie gli scatti di Luca Cassiani.
Un percorso di trenta immagini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/lucacassiani.JPG" rel="lightbox[2005]"><img class="size-large wp-image-2006 aligncenter" title="lucacassiani" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/lucacassiani-600x403.jpg" alt="lucacassiani" width="600" height="403" /></a></p>
<p>Si è inaugurata lo scorso 14 maggio e chiuderà i battenti il prossimo 14 giugno la mostra fotografica ospitata da <a href="http://www.spazzi.org/" target="_blank"><strong>Spazzi La locanda degli arrivanti</strong></a> a Torino.  Gli spazi del centro polifunzionale, dedicato al gusto e alla cultura, fanno da sfondo ad una mostra dal titolo &#8220;Spazzi di memoria&#8221; che raccoglie gli scatti di Luca Cassiani.</p>
<p>Un percorso di trenta immagini, realizzate durante un Viaggio nella memoria effettuato nel 2009, che raccontano in modo asciutto ed efficace un sofferto percorso emotivo nei lager di Auschwitz, Birkenau, Mauthausen, Bergen Belsen e Natzweiler-Struthof.</p>
<p>Il fotografo, che ricopre la carica di consigliere comunale a Torino, così presenta al visitatore le immagini della sua mostra: &#8220;Non ci sono le persone, le loro facce, i loro corpi martoriati nel lager, nel carcere, nel manicomio, nel ghetto, al di qua del muro ci siamo tutti noi. L&#8217;ossessione identitaria ci perseguita da sempre. Il matto, lo straniero, il diverso, ci fanno paura. Come superare questa ossessione? La memoria non è il passato, ma viene dal passato. Essa vive solo se sapremo darle un futuro&#8221;.</p>
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		<title>Una mostra per sostenere i bambini di Haiti</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 08:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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Domenica 30 maggio si inaugura a Montalbano Elicona, in provincia di Messina, la mostra fotografica della fotografa milanese Albertina d&#8217;Urso dal titolo Ti Moun Yo, Children of Haiti, titolo semplice ed emblematico, che racchiude in sé il significato di questa iniziativa dedicata ai piccoli sopravvissuti al devastante terremoto che ha colpito l&#8217;isola lo scorso gennaio.
Ti Moun Yo in creolo significa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/albertina-durso.jpg" rel="lightbox[1995]"><img class="size-large wp-image-1996 aligncenter" title="albertina d'urso" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/albertina-durso-600x399.jpg" alt="albertina d'urso" width="600" height="399" /></a></p>
<p>Domenica 30 maggio si inaugura a <a href="http://151.13.190.60/montalbanoelicona/" target="_blank"><strong>Montalbano Elicona</strong></a>, in provincia di Messina, la mostra fotografica della fotografa milanese Albertina d&#8217;Urso dal titolo<strong> </strong><strong>Ti Moun Yo, Children of Haiti</strong>, titolo semplice ed emblematico, che racchiude in sé il significato di questa iniziativa dedicata ai piccoli sopravvissuti al devastante terremoto che ha colpito l&#8217;isola lo scorso gennaio.</p>
<p>Ti Moun Yo in creolo significa “bambini” e proprio l&#8217;infanzia è la protagonista di questi scatti, realizzati dalla d&#8217;Urso, che documentano le condizioni critiche di sofferenza della parte più debole e indifesa della popolazione: una situazione allarmante sulla quale è sceso un preoccupante velo di silenzio.</p>
<p><a href="http://www.albertinadurso.com/" target="_blank"><strong>Albertina d’Urso</strong></a>, che per i suoi lavori ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali, aveva già dedicato, prima del distruttivo sisma, un reportage al tema delle condizioni dell’infanzia ad Haiti che era confluito in una mostra e in un libro fotografico pubblicato nel 2009 da Contrasto. La mostra ospitata dal Castello svevo-aragonese si concluderà il prossimo 30 giugno e raccoglie un percorso espositivo di 30 immagini in bianco e nero: foto intense e partecipi che trasmettono una grande forza emotiva, esse ci fanno riflettere sull’ingiustizia che troppo spesso colpisce coloro che sono nati nel “posto sbagliato”.</p>
<p>Il comune di Montalbano Elicona (Me) non è nuovo a queste iniziative che sposano il sociale alla fotografia qualche tempo fa, infatti, aveva ospitato la mostra <strong>Volti di donne dalle crisi umanitari</strong>e, anch’essa dedicata ai problemi delle popolazioni del quarto mondo.</p>
<p>I proventi delle foto acquistate dai visitatori durante l’esposizione, verranno donati alla<a href="http://www.nphitalia.org/" target="_blank"><strong> Fondazione Francesca Rava &#8211; N.P.H Italia Onlu</strong></a>s, per sostenere le attività della Fondazione in favore dei bambini di Haiti.</p>
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		<title>Cina 1990: Costruendo il Dragone d&#8217;Acciaio</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 12:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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Si intitola Cina 1990:Costruendo il Dragone d&#8217;Acciaio la mostra del fotografo svedese Börje Tobiasson che si può visitare, fino al prossimo 15 giugno, presso il centro culturale VersOriente di Roma.
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<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/Costruendo_dragone_locandina2.jpg" rel="lightbox[1986]"><img class="size-full wp-image-1989 aligncenter" title="Costruendo_dragone_locandina2" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/Costruendo_dragone_locandina2.jpg" alt="Costruendo_dragone_locandina2" width="819" height="579" /></a></p>
<p>Si intitola <strong>Cina 1990:Costruendo il Dragone d&#8217;Acciaio</strong> la mostra del fotografo svedese Börje Tobiasson che si può visitare, fino al prossimo 15 giugno, presso il centro culturale <a href="http://www.versoriente.net/" target="_blank"><strong>VersOriente</strong></a> di Roma.<br />
La personale, a cura di Annarita Curcio, analizza attraverso le immagini l&#8217;ascesa di un paese lontano che è rimasto sospeso tra il progresso e la tradizione. Pechino e Shangai negli anni &#8216;90, travolte dalla frenesia del boom economico e proiettate verso il futuro, questi sono gli scatti presentati da Tobiasson che con il suo obiettivo scruta nelle pieghe degli edifici, tra le facce di un popolo sorridente ma enigmatico.</p>
<p>In occasione della mostra si terranno due incontri a cui interverranno specialisti del settore per discutere, partendo dalle immagini in mostra,  dei cambimaneti socio-culturali che intervengono a modificare la società cinese dagli anni ’90 in poi: il      28 Maggio ore 18.00 sarà la volta di “Cambiamenti urbanistici e sociologici nelle metropoli cinesi degli anni ’90”</p>
<p><em>&#8220;Ogni volta che la fotografia si fa testimone del cambiamento di un popolo, di una nazione, grazie alla sua indiscussa qualità di saper “conservare” ciò che per definizione non permane, il tempo, essa svolge un ruolo pari a quello degli uomini libro nel celebre romanzo Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, ovvero preservare per noi oggi, e per chi ancora deve venire, il senso del passato e della storia su cui non bisogna mai smettere di interrogarsi.&#8221;</em> Queste le parole con cui Annarita Curcio presenta una mostra che aiuta a capire e riflettere su una nazione sempre più vicina.</p>
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