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	<title>FotoNote &#187; guerra</title>
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	<description>Appunti di Fotografia</description>
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		<title>Hospital life in Afghanistan</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 12:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hospital life in Afghanistan è il volume (ed. Postcart 2011) che raccoglie le immagini scattate da Laura Salvinelli: 87 foto in b/n per raccontare una guerra senza fine. Da qualche anno, la Cooperazione Italiana e l&#8217;ONG AISPO (Associazione Italiana per la Solidarietà tra i Popoli) operano in sinergia in Afghanistan per rendere il Servizio Sanitario Nazionale sempre più funzionale nel rispondere ai bisogni essenziali delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-2467" title="cover Afghanistan.indd.pdf [ 1 ], page 1 @ Preflight" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/COVER-247x350.jpg" alt="" width="247" height="350" />Hospital life in Afghanistan è il volume (ed. <a href="http://www.postcart.com/" target="_blank"><strong>Postcart </strong></a>2011) che raccoglie le immagini scattate da<a href="http://www.laurasalvinelli.com/" target="_blank"><strong> Laura Salvinelli</strong></a>: 87 foto in b/n per raccontare una guerra senza fine.</p>
<p>Da qualche anno, la Cooperazione Italiana e l&#8217;ONG <a href="http://www.aispo.org/" target="_blank"><strong>AISPO</strong></a> (Associazione Italiana per la Solidarietà tra i Popoli) operano in sinergia in Afghanistan per rendere il Servizio Sanitario Nazionale sempre più funzionale nel rispondere ai bisogni essenziali delle popolazioni, in particolare di quelle più vulnerabili.</p>
<p>Questo cammino congiunto ha contribuito a migliorare l’accesso alle cure sanitarie di fasce della popolazione prima trascurate, a ridurre la mortalità materno-infantile, ad assicurare la presenza di farmaci nelle unità sanitarie periferiche. Grazie a questo progetto alcuni ospedali hanno migliorato il livello delle loro prestazioni e differenziato la loro offerta con servizi specialistici.</p>
<p>La fotografa Laura Salvinelli ha voluto visitare e fotografare quelle strutture sanitarie in cui hanno operato la Cooperazione Italiana e AISPO, e in particolare l&#8217;Ospedale Pediatrico, l&#8217;Ospedale Regionale e il Centro Ustioni di Herat.</p>
<p>Gli scatti testimoniano le sofferenze di una popolazione martoriata che continua a combattere, ma anche gli sforzi e l&#8217;umanità di uomini che ogni giorno lottano per restituire speranza a tutti coloro hanno bisogno di cure.</p>
<p>Le particolari inquadrature e la qualità della luce di ogni scatto, caratteristiche dello stile dell&#8217;autrice, ci restituiscono il coraggio di persone che vivono un dramma ma che non smettono mai di sperare.</p>
<p>www.laurasalvinelli.com</p>
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		<title>Workshop ad Artefoto</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 09:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito di ARTÉFOTO &#8211; Festival Internazionale di Fotogiornalismo, che si  svolgerà dal 28 maggio al 6 giugno in provincia di Ancona, sono in programma ben tre workshop tenuti da altrettanti fotografi noti a livello internazionale. Gli incontri si terranno nei locali di Palazzo Luminari. Il primo appuntamento è il 1° giugno con il reporter Giovanni Marrozzini con un workshop dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1943" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/giovanni-marrozzini.jpg" rel="lightbox[1942]"><img class="size-large wp-image-1943 " title="giovanni marrozzini" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/giovanni-marrozzini-600x393.jpg" alt="giovanni marrozzini" width="600" height="393" /></a><p class="wp-caption-text">Uno scatto del reporter Giovanni Marrozzini</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p>Nell&#8217;ambito di <a href="http://www.artefotofestival.org/" target="_blank"><strong>ARTÉFOTO &#8211; Festival Internazionale di Fotogiornalism</strong></a>o, che si  svolgerà dal 28 maggio al 6 giugno in provincia di Ancona, sono in programma ben tre workshop tenuti da altrettanti fotografi noti a livello internazionale. Gli incontri si terranno nei locali di Palazzo Luminari.<br />
Il primo appuntamento è il 1° giugno con il reporter Giovanni Marrozzini con un workshop dal titolo <strong>Memorie allo specchio, raccontare con il reportage.</strong> Come raccontare una storia? Il reportage può assumere diversi tagli narrativi, da testimonianza diretta a diario di viaggio. Attraverso la sua esperienza Giovanni Marrozzini guiderà allo studio e all&#8217;esercizio della struttura narrativa del reportage. L&#8217;obiettivo del workshop è quello di combinare la capacità del fotografo con la sua esigenza di informare e prevede anche una lettura del portfolio dei partecipanti.<br />
Il secondo workshop in programma verte, invece, sul tema La post produzione nel fotogiornalismo e sarà tenuto da Claudio Palmisano che si concentrerà sulla elaborazione delle immagini oltre che su riflessioni di ordine stilistico legate alle nuove tecnologie.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è per il 2 Giugno sempre nei locali di Palazzo Luminari a Rosora (AN). Il workshop è aperto a tutti, ma naturalmente, per meglio seguire lo svolgimento dei lavori, è consigliata una conoscenza di livello medio di Photoshop e della fotografia in genere. Si parte, però, dal 31 maggio con il workshop di <a href="http://www.munemwasif.com/" target="_blank"><strong>Munem Wasif</strong></a>,un giovane fotografo di grande talento il cui valore è ampiamente riconosciuto a livello internazionale. L&#8217;incontro vedrà il fotoreporter discutere sui seguenti temi: Qual è stato il suo percorso formativo e le tappe del suo folgorante inizio di carriera? I giusti passi compiuti e gli errori, i successi e gli insuccessi. Come si è orientato e mosso nell&#8217;ambiente per nulla semplice e il più delle volte chiuso del fotogiornalismo mondiale?</p>
<p>Il Festival, giunto alla terza edizione non prevede solo workshop ma anche un fitto <a href="http://www.artefotofestival.org/2010/programma.html" target="_blank"><strong>programma</strong></a> fatto di mostre, incontri, presentazione di libri e molto altro: un appuntamento per fare il punto e confrontarsi sulla situazione del fotogiornalismo nell&#8217;era dove l&#8217;immagine domina ma non sempre racconta come dovrebbe la realtà.</p>
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		<title>Una antologica dedicata a Francesco Cito</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 09:52:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La wavephotogallery inaugura domani alle ore 19,00 presso la sua sede di Brescia una mostra antologica dedicata al fotogiornalista Francesco Cito. Fino al 3 marzo saranno esposte oltre cento immagini che ripercorrono la carriera dell&#8217;autore dagli anni ‘70 fino ad oggi. Il fotoreporter napoletano è stato testimone di eventi in molti luoghi caldi del pianeta, come Afghanistan, Palestina, Bosnia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/©Francesco-Cito.jpg" rel="lightbox[1478]"><img class="size-full wp-image-1479 aligncenter" title="©Francesco Cito" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/©Francesco-Cito.jpg" alt="©Francesco Cito" width="448" height="295" /></a></p>
<p>La <a href="http://www.wavephotogallery.com/?m=home&amp;lg=ita" target="_blank"><strong>wavephotogallery</strong></a> inaugura domani alle ore 19,00 presso la sua sede di Brescia una mostra antologica dedicata al fotogiornalista Francesco Cito. Fino al 3 marzo saranno esposte oltre cento immagini che ripercorrono la carriera dell&#8217;autore dagli anni ‘70 fino ad oggi.</p>
<p>Il fotoreporter napoletano è stato testimone di eventi in molti luoghi caldi del pianeta, come Afghanistan, Palestina, Bosnia e Kossovo ma ha anche scattato nel nostro paese fotografando, ad esempio, il Palio di Siena o realizzando reportage sulla mafia e sulla camorra.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La lunga carriera di Cito, viene dunque celebrata con questa esposizione omonima che ripercorre per immagini la biografia di una grande della fotografia: si va<strong> </strong>dal 1975, quando Cito era A Londra come fotografo-free-lance ed inizia per il <em>Sunday Times Magazine</em>, che gli dedica la prima copertina con il reportage &#8220;La mattanza &#8221; fino ai lavori più recenti.</p>
<p>Un interessante excursus sul lavoro di un fotografo eclettico, a detta di molti il miglior fotogiornalista italiano, che usa con sapienza il bianco e nero per raccontare, con passione e acume, curiosità, contraddizioni e laceranti conflitti di questo nostro mondo.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>James Natchwey in mostra</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 12:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[James Natchwey è uno dei più grandi fotoreporter internazionali, con i suoi reportage possiede la capacità di coinvolgere a prescindere da ogni manierismo o virtuosismo tecnico: un testimone prezioso che con la sua macchina fotografica riesce a produrre una documentazione raffinata ed epica dei grandi conflitti che affliggono il mondo, una riflessione che parte dal profondo senza puntare al clamore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1457" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/jamesnatchway.jpg" rel="lightbox[1456]"><img class="size-large wp-image-1457 " title="jamesnatchwey" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/jamesnatchway-600x409.jpg" alt="Una celebre foto di Natchway realizzata nel 1996 in Afghanistan " width="600" height="409" /></a><p class="wp-caption-text">Una celebre foto di Natchway realizzata nel 1996 in Afghanistan </p></div>
<p><a href="http://www.jamesnachtwey.com/" target="_blank"><strong>James Natchwey</strong></a> è uno dei più grandi fotoreporter internazionali, con i suoi reportage possiede la capacità di coinvolgere a prescindere da ogni manierismo o virtuosismo tecnico: un testimone prezioso che con la sua macchina fotografica riesce a produrre una documentazione raffinata ed epica dei grandi conflitti che affliggono il mondo, una riflessione che parte dal profondo senza puntare al clamore ma all’essenza dell’immagine. Un grande fotografo che eccezionalmente sarà presente il prossimo 30 gennaio al <a href="http://www.palazzomediceo.com/mostre.html" target="_blank"><strong>Palazzo Mediceo</strong></a> di Seravezza come ospite di punta della rassegna <a href="http://www.comune.seravezza.lucca.it/" target="_blank"><strong>SeravezzaFotografia</strong></a> giunta quest’anno alla settima edizione.</p>
<p>Nell’ambito della rassegna, che si svolge nella cittadina della provincia di Lucca, è prevista la mostra che raccoglie i lavori del reporter dal titolo “Inferno &#8211; l’Occhio Testimone”. Il 30 gennaio, giorno dell’inaugurazione, sarà presente anche il fotoreporter americano  in persona, in un incontro con le autorità e la stampa per presentare la sua personale. La mostra si chiuderà il prossimo 5 aprile.</p>
<p>La mostra dedicata a Natchwey si inserisce nel programma della manifestazione ServaezzaFotografia, una kermesse che prevede incontri, mostre ed eventi legati all&#8217;immagine, organizzata dalla Fondazione “Terre Medicee”, dal Comune di Seravezza, dalla FIAF (Federazione Italiana AssociazioniFotografiche) e dal <a href="http://cfaltissimo.myblog.it/" target="_blank"><strong>Circolo Fotografico “L’Altissimo”.</strong></a></p>
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		<title>The Bosnian Identity</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 14:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è inaugurata lo scorso 16 Gennaio, e chiuderà i battenti il prossimo 3 Febbraio, la mostra che raccoglie i lavori che il fotografo Matteo Bastianelli ha scattato durante un viaggio attraverso le città della Bosnia Erzegovina. L’esposizione raccoglie scatti realizzati dal fotografo laziale nell’ex teatro di Guerra: immagini che puntano l’attenzione su persone e oggetti segnati per sempre dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1408" class="wp-caption alignleft" style="width: 410px"><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/Cerska-Bosnia-Erzegovina-2009.-Una-vedova-nella-sua-abitazione..jpg" rel="lightbox[1407]"><img class="size-full wp-image-1408" title="thebosnianidentity" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/Cerska-Bosnia-Erzegovina-2009.-Una-vedova-nella-sua-abitazione..jpg" alt="Cerska, Bosnia Erzegovina 2009. Una vedova nella sua abitazione." width="400" height="267" /></a><p class="wp-caption-text">Cerska, Bosnia Erzegovina 2009. Una vedova nella sua abitazione.</p></div>
<p>Si è inaugurata lo scorso 16 Gennaio, e chiuderà i battenti il prossimo 3 Febbraio, la mostra che raccoglie i lavori che il fotografo Matteo Bastianelli ha scattato durante un viaggio attraverso le città della Bosnia Erzegovina.</p>
<p>L’esposizione raccoglie scatti realizzati dal fotografo laziale nell’ex teatro di Guerra: immagini che puntano l’attenzione su persone e oggetti segnati per sempre dalla crudeltà di un conflitto finito ma che ha lasciato segni profondi<em>.</em> Grazie, infatti, al prezioso lavoro dell’<strong><a href="http://www.ic-mp.org/" target="_blank">International Commission on Missing Persons</a> </strong>(ICMP) di Sarajevo, su tutto il territorio della Bosnia Erzegovina ancora oggi vengono ritrovati oggetti e corpi a cui spesso è difficile restituire un nome e un’identità.</p>
<p>Cerska, Srebrenica, Tuzla, Mostar e Sarajevo sono le città che ancora oggi la nostra memoria associa a battaglie e massacri e sono anche le tappe che Bastianelli ha ripercorso  alla ricerca di identità perdute. «Questo lavoro &#8211; spiega l’autore &#8211; è nato grazie al volontariato. Il primo viaggio mi ha segnato profondamente. Ho raccolto le storie e i ricordi di più di settanta famiglie, conosciute attraverso un progetto di adozione a distanza dall’Italia, promosso dalla Fondazione Onlus “<a href="http://www.ilgiardinodelleroseblu.org/" target="_blank"><strong>Il Giardino delle Rose Blu</strong></a>”, un’associazione che alterna campi e progetti di volontariato in alcune aree dei Balcani».</p>
<p>Immagini in bianco e nero che evocano paura e sgomento e che come ultima tappa<strong> </strong>della mostra, organizzata e ospitata dalla associazione culturale romana  <strong><a href="http://www.officinefotografiche.org/" target="_blank">Officine Fotografiche </a><em>,</em></strong>saranno esposte, proprio Sarajevo.</p>
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		<title>Effetti Collaterali</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 15:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Effetti collaterali è il titolo del volume fotografico, edito da Graffiti, che raccoglie una serie di scatti trealizzati da diversi fotografi nell&#8217;arco di 10 anni di viaggi in Palestina organizzati proprio dalla Graffiti. Gli autori delle foto sono: Fady Adwan, Patrizia Gravina, Alesssia Leonello, Danila Lioce, Laura Montanari, Sarah Morando, Emiliano Pinnizzotto, Gianni Pinnizzotto, Sabrina Zimmitti e Simona Zimmitti. Tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/730_graffiti_effetti_cover_fronte.jpg" rel="lightbox[1282]"><img class="size-full wp-image-1283 aligncenter" title="730_graffiti_effetti_cover_fronte" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/730_graffiti_effetti_cover_fronte.jpg" alt="730_graffiti_effetti_cover_fronte" width="709" height="570" /></a></p>
<p>Effetti collaterali è il titolo del volume fotografico, edito da <a href="http://www.graffitiscuola.it/Menu%20principale.html" target="_blank"><strong>Graffiti,</strong></a> che raccoglie una serie di scatti trealizzati da diversi fotografi nell&#8217;arco di 10 anni di viaggi in Palestina organizzati proprio dalla Graffiti. Gli autori delle foto sono: Fady Adwan, Patrizia Gravina, Alesssia Leonello, Danila Lioce, Laura Montanari, Sarah Morando, Emiliano Pinnizzotto, Gianni Pinnizzotto, Sabrina Zimmitti e Simona Zimmitti.</p>
<p>Tra le oltre 200 immagini, che partono dagli anni ‘90, sono riassunti anche gli “effetti collaterali” della operazione militare, denominata, “Piombo Fuso” con la quale gli Israeliani lo scorso anno hanno voluto dare un duro colpo ad Hamas ed al terrorismo ma che ha finito per coinvolgere civili inermi, soprattutto bambini. Il bollettino è stato quello di una vera e propria guerra: 1400 palestinesi morti, di cui 400 bambini e migliaia di feriti.</p>
<p>Gianni Pinnizzotto, fondatore e animatore della Scuola Graffiti e della omonima agenzia, in occasione della uscita di questo nuovo volume &#8211; dedicato alla guida &#8220;ufficiale&#8221; in Palestina della Graffiti Kamal scomparsa due anni fa &#8211; ha dichiarato “<em>Abbiamo voluto sfidare i grandi network, tutti perlopiù allineati con Israele, producendo un nuovo libro fotografico, ricco anche di contenuti scritti, tra cui gli interventi di chi vive da sempre su quella martoriata terra. Lo abbiamo fatto nella consapevolezza che un libro rimane negli anni, non termina la sua opera di narrazione quando si spengono le luci come succede spesso dopo l’inaugurazione di una mostra o alla fine di un dibattito</em>”. Un libro da sfogliare, leggere e conservare per non dimenticare mai gli orrori che l’odio ha causato, e continua a generare, in questo sfortunato e conteso lembo di terra.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ZADAR 1991. La guerra all&#8217;improvviso</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 14:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ZADAR 1991. La guerra all&#8217;improvviso è il titolo del volume, edito da Postcart, del fotografo croato Robert Marnika che sarà presentato domani, venerdì 23 ottobre, alle ore 19.00 presso la s.t. foto libreria galleria di Roma. Alla  presentazione, che sarà accompagnata con slideshow del libro,  interverranno l&#8217;autore Robert Marnika, Valeria Brancato, curatrice dei testi Sarah Zuhra Lukanic, scrittrice e collaboratrice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/cover_zadar_1991web.jpg" rel="lightbox[891]"><img class="alignleft size-medium wp-image-892" title="cover_zadar_1991web" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/cover_zadar_1991web-249x350.jpg" alt="cover_zadar_1991web" width="249" height="350" /></a>ZADAR 1991. La guerra all&#8217;improvviso è il titolo del volume, edito da<a href="http://www.postcart.com/" target="_blank"><strong> Postcart</strong></a>, del fotografo croato <a href="http://www.robertmarnika.com/" target="_blank"><strong>Robert Marnika</strong></a> che sarà presentato domani, <strong>venerdì 23 ottobre, alle ore 19.00 presso la<a href="http://www.stsenzatitolo.it/content/presentazione-del-volume-zadar-1991-la-guerra-allimprovviso-robert-marnika" target="_blank"> s.t. foto libreria galleria</a> di Roma. </strong></p>
<p>Alla  presentazione, che sarà accompagnata con slideshow del libro,  interverranno l&#8217;autore <strong>Robert Marnika</strong>, <strong>Valeria Brancato</strong>, curatrice dei testi <strong>Sarah Zuhra Lukanic</strong>, scrittrice e collaboratrice di <em>Internazionale</em> e <strong>Claudio Corrivetti</strong>, editore di Postcart.</p>
<p>Un libro che esplora la guerra jugoslava del 1991-1995, con una profondità e una lucidità davvero uniche con l&#8217;occhio di un fotoreporter che non solo vuole documentare ma che cerca anche di capire, con assoluta empatia, le ragioni di un odio così devastante.</p>
<p>&#8220;<em>Robert stava li perché quella era, semplicemente, la sua casa, la sua vita, e la fotografia la sua passione; e, se per varie vicissitudini portava un fucile, sull&#8217;altra spalla aveva una macchina fotografica</em>&#8220;, si legge nella prefazione del libro realizzata da <strong><em>Cristina Paglionico della </em></strong>Federazione Italiana Associazioni Fotografiche</p>
<p>Attualmente Marnika continua l&#8217;attività di fotografo freelance, programmando periodicamente corsi di fotografia base e tecniche avanzate di stampa.</p>
<p>Dal 2002 organizza workshop fotografici in isole sperdute della Croazia, scegliendo come setting per le proprie lezioni luoghi lontani dai flussi turistici e dalla confusione della vita quotidiana.  Ha pubblicato, esposto in Italia e all&#8217;estero numerose mostre fotografiche.</p>
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		<title>Miller e Vaccaro: scatti di Guerra</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 11:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Roma fino al prossimo 30 agosto presso le Scuderie del Quirinale è possibile visitare la mostra dal titolo &#8220;Scatti di Guerra. Lee Miller e Tony Vaccaro  dallo sbarco in Normandia a Berlino&#8221;. La rassegna, curata da Marco Delogu e Umberto Gentiloni, raccoglie immagini riguardanti le fasi finali della Seconda Guerra Mondiale, dallo sbarco in Normandia fino alla Liberazione, raccontate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/leemiller.gif" rel="lightbox[606]"><img class="alignright size-full wp-image-607" title="leemiller" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/leemiller.gif" alt="leemiller" width="227" height="172" /></a>A Roma fino al prossimo 30 agosto presso le <a href="http://www.scuderiequirinale.it/canale.asp?id=789" target="_blank"><strong>Scuderie del Quirinale </strong></a>è possibile visitare la mostra dal titolo <strong>&#8220;Scatti di Guerra. Lee Miller e Tony Vaccaro  dallo sbarco in Normandia a Berlino&#8221;</strong>. La rassegna, curata da Marco Delogu e Umberto Gentiloni, raccoglie immagini riguardanti le fasi finali della Seconda Guerra Mondiale, dallo sbarco in Normandia fino alla Liberazione, raccontate da <a href="http://www.leemiller.co.uk/" target="_blank"><strong>Lee Miller</strong></a> &#8211; bellissima modella prima e poi raffinata fotografa cresciuta vicino all&#8217;ambiente dei Surrealisti Francesi &#8211; e da <strong>Tony Vaccaro</strong>, soldato dell&#8217;esercito americano e fotogiornalista.</p>
<p>Oltre 100 immagini, realizzate dal 1944 al 1945, che rappresentano due modi distinti di vivere e vedere la Guerra che ora sono diventate un libro, edito dalla casa editrice <a href="http://www.punctumpress.com/" target="_blank"><strong>Punctum</strong></a>, che permette di vedere e rivedere queste foto storiche che oltre ad essere una documentazione di un periodo cruciale per le sorti del Mondo sono anche una testimonianza artistica di due personaggi diversi tra loro  che hanno fatto la storia della fotografia.<br />
<strong><br />
</strong></p>
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