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	<title>FotoNote &#187; fotoritocco</title>
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	<description>Appunti di Fotografia</description>
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		<title>L&#8217;Album di Maggie Taylor</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 10:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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Si intitola &#8220;Album&#8221; la mostra fotografica dell&#8217;artista Maggie Taylor, che si tiene presso il Centro internazionale di fotografia Scavi Scaligeri a Verona. L&#8217;esposizione, curata da Mauro Fiorese, propone  una selezione di più di 100 opere realizzate nell&#8217;arco di tempo che va dal 1982 ad oggi da questa soprendente artista. Si tratta della prima completa retrospettiva dell&#8217;artista americana, laureata in filosofia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/maggietaylor.gif" rel="lightbox[599]"><img class="size-full wp-image-600 aligncenter" title="maggietaylor" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/maggietaylor.gif" alt="maggietaylor" width="454" height="454" /></a></p>
<p>Si intitola &#8220;Album&#8221; la mostra fotografica dell&#8217;artista <a href="http://www.maggietaylor.com/" target="_blank"><strong>Maggie Taylor</strong></a>, che si tiene presso il <a href="http://www.comune.verona.it/scaviscaligeri/ALBUM-M.TAYLORWEB/index.htm" target="_blank"><strong>Centro internazionale di fotografia Scavi Scaligeri </strong></a>a Verona. L&#8217;esposizione, curata da Mauro Fiorese, propone  una selezione di più di 100 opere realizzate nell&#8217;arco di tempo che va dal 1982 ad oggi da questa soprendente artista. Si tratta della prima completa retrospettiva dell&#8217;artista americana, laureata in filosofia, che gioca con le immagini digitali, attraverso un uso sapiente di Photoshop, creando interessanti effetti visivi tra il pittorico e il vintage.</p>
<p>Una serie di lavori davvero unici che mescolano il sapore antico con le nuove tecnologie in un modo del tutto creativo. Uno dei lavori più noti e riusciti della Taylor è il ciclo &#8220;Almost Alice&#8221;, un&#8217;interpretazione in chiave contemporanea del libro &#8220;Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie&#8221;. La mostra rimarrà aperta fino al prossimo 6 settembre.</p>
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		<title>Maggie Taylor: il passato in digitale</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 14:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Maggie Taylor è una fotografa americana che usa una tecnica particolare per ottenere immagini che hanno tutto il fascino dell&#8217;antico ma che, per la loro elaborazione tecnica, rimandano alle moderne tecnologie. Maggie, che attualmente è in mostra a Verona con i suoi lavori, ha risposto alle nostre domande sul suo lavoro&#8230;
Hai una laurea in filosofia in apparenza, ma solo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_621" class="wp-caption aligncenter" style="width: 464px"><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/maggietaylor1.gif" rel="lightbox[620]"><img class="size-full wp-image-621" title="maggietaylor1" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/maggietaylor1.gif" alt="Girl with a bee dress, 2004" width="454" height="454" /></a><p class="wp-caption-text">Girl with a bee dress, 2004</p></div>
<p><a href="http://www.maggietaylor.com/" target="_blank"><strong>Maggie Taylor</strong></a> è una fotografa americana che usa una tecnica particolare per ottenere immagini che hanno tutto il fascino dell&#8217;antico ma che, per la loro elaborazione tecnica, rimandano alle moderne tecnologie. Maggie, che attualmente è in <a href="http://www.comune.verona.it/scaviscaligeri/" target="_blank"><strong>mostra</strong></a> a Verona con i suoi lavori, ha risposto alle nostre domande sul suo lavoro&#8230;</p>
<p><strong>Hai una laurea in filosofia in apparenza, ma solo in apparenza, qualcosa di distante dalla fotografia: raccontaci come è nata la tua passione per lo scatto&#8230;</strong><br />
Quando ero al college alla Università di Yale studiavo anche fotografia e dopo che mi sono laureata ho continuato a frequentare la scuola d&#8217;arte. Penso che avere una formazione artistica il più possibile completa è qualcosa di molto positivo: la storia, la filosofia, e la letteratura sono studi che riescono a darti un buon bagaglio di cultura e soprattutto contribuiscono a influenzare il lavoro di un&#8217;artista.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>La mostra che si sta svolgendo a Verona è la prima che fai in Italia?</strong><br />
Si, ed è la mostra più completa che abbia mai fatto finora. Nella personale ci sono molti miei lavori da quelli più vecchi fino alle immagini digitali più recenti e gran parte della serie Almost Alice, il lavoro ispirato ad Alice nel paese delle Meraviglie che ho realizzato tra il 2005 e il 2008.</p>
<p><strong>I tuoi lavori sono molto originali ed interessanti dal punto di vista tecnico: come si svolge in concreto la realizzazione delle tue opere?</strong><br />
Il più delle volte uso lo scanner al posto della macchina digitale. In pratica posiziono un piccolo oggetto (una bambola, una sedia di una casa di bambole, una vecchia fotografia) sul vetro dello scanner e lascio aperto il coperchio. Non uso nessuna luce speciale o aggiuntiva per il mio scanner solo la sua luce naturale. Sul mio computer poi uso Photoshop per unire e ritoccare le scansioni provando il modo migliore in cui abbinarle. Di solito lavoro in contemporanea su più immagini alla volta. Possono passare poche settimane o anche sei mesi finché non sono soddisfatta e quindi posso procedere ad una stampa di prova. Di solito ci sono molte stampe di prova prima di arrivare alla fine del lavoro. Preferisco vedere le immagini stampate perché non sono pienamente convinta vedendo i miei lavori solo sullo schermo. Non so quale sia il lavoro che mi ha preso più tempo, forse il più difficile da realizzare è stato &#8220;Girl with a bee dress&#8221; perché è stato nel mio computer per ben sei mesi prima che io fossi contenta di come fosse venuto.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Nella serie Almost Alice, di cui parlavi prima, hai rivisitato una fiaba molto famosa, piena di simboli e significati nascosti&#8230;</strong><br />
Questa serie di immagini mi ha preso tre anni di lavoro. Tutto è cominciato perché molte persone mi chiedevano se mi piacesse la favola di Lewis Carroll. Si tratta di una storia affascinante, specialmente per l&#8217;uso del linguaggio ed è piena di giochi di parole. Dato che molte persone che mi stavano intorno continuavano a nominarla ho deciso di leggerla di nuovo e ho pensato di realizzare una serie di immagini per illustrarla. Mi è piaciuto lavorare a questa serie. Le bambine che &#8220;interpretano&#8221; Alice nei miei lavori sono diverse ragazze del periodo vittoriano provenienti da vecchi dagherrotipi.</p>
<p>C<strong>ome definiresti il tuo stile? Vintage, retrò, digitale, pittorico&#8230;<br />
</strong>Non sento il bisogno di definire il mio stile in una categoria. Mi piace chiamarla solo arte digitale. Si tratta di uno stile che unisce la fotografia in quello che riguarda la macchina digitale e le vecchie foto che passo nello scanner. Qualche volta realizzo personalmente anche dei disegni a pastello da usare come sfondo.<strong></strong></p>
<div id="attachment_622" class="wp-caption alignright" style="width: 280px"><strong><strong><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/maggietaylor2.gif" rel="lightbox[620]"><img class="size-medium wp-image-622" title="maggietaylor2" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/maggietaylor2-270x270.gif" alt="The Herald, 2006" width="270" height="270" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">The Herald, 2006</p></div>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Hai qualche nuovo progetto in vista? Vuoi parlarcene in anteprima?</strong><br />
Proprio ora sto lavorando su nuove immagini usando foto d&#8217;epoca che ho avuto nel mio studio per un periodo&#8230;. Non so quando finirò questo lavoro ma spero di realizzare delle immagini che lasceranno un segno nella storia della fotografia&#8230; vedremo! A novembre ho in programma una mostra a Boston e spero proprio di avere la nuova serie per quella data.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Quale significato ha la fotografia nella tua vita?</strong><br />
Spero di avere la risposta giusta a questa domanda&#8230; Mi piace il divertimento che c&#8217;è dietro la realizzazione di una immagine e sono contenta che ci sia la tecnologia ad aiutare il mio lavoro. Non sono una brava pittrice ma con l&#8217;aiuto del computer posso realizzare cose che riflettono il senso dei miei sogni. Le persone sulle quali lavoro provengono da dagherrotipi, tintypes e ambrotypes dell&#8217;800. Si tratta di immagini molto vecchie ma che sono affascinanti per me per una serie di ragioni. Per prima cosa rappresentano un periodo in cui le persone subivano il fascino magico della fotografia. Avere un ritratto fatto da un fotografo in studio era una occasione importante e non succedeva così spesso per la maggior parte delle persone&#8230; non come oggi quando scattiamo a raffica con le macchine digitali o i telefonini e possiamo vedere subito il risultato! Nel passato una fotografia era qualcosa di speciale che aveva un posto importante in casa in una cornice o in un prezioso album di famiglia. Le persone ritratte in queste foto d&#8217;epoca dovevano stare immobili a cuasa dei lunghi tempi di esposizione e così di solito non ridevano o cambiavano espressione: sembrano tutti molto seri ma anche in qualche modo tristi. I loro abiti, poi, sono un segno dei tempi passati e sembrano quasi irreali per me. <strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Ami un fotografo del passato o attuale in particolare? </strong><br />
No, non ho un fotografo che amo in particolare.  So che ho visto migliaia di scatti di marito, <a href="http://www.uelsmann.com/#a=0&amp;at=0&amp;mi=2&amp;pt=1&amp;pi=10000&amp;s=0&amp;p=1" target="_blank"><strong>Jerry Uelsmann</strong></a> anche lui fotografo&#8230; di solito guardiamo e commentiamo a vicenda i nostri lavori e in qualche modo ci influenziamo. Sebbene i nostri procedimenti e le modalità di lavoro siano molto simili lui lavora ancora in camera oscura io invece uso il computer.</p>
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		<title>Riccardo Improta: emozioni in grande formato</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 08:31:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

Riccardo Improta è un fotografo romano che si sta dedicando ad una attività poco frequentata in Italia, quella delle stampe fine-art di dimensioni XL. Riccardo, che insegna presso la Scuola Romana di Fotografia ci parla della sua professione e della sua passione per lo scatto che ha saputo trasformare in una professione&#8230;
Quale percorso ti ha portato ad interessarti al mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/improta21.jpg" rel="lightbox[402]"><img class="aligncenter size-large wp-image-410" title="improta21" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/improta21-540x176.jpg" alt="improta21" width="540" height="176" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.riccardoimprota.com/" target="_blank"><strong><strong></strong>Riccardo Improta</strong></a><strong> </strong>è un fotografo romano che si sta dedicando ad una attività poco frequentata in Italia, quella<strong> </strong>delle stampe fine-art di dimensioni XL. Riccardo, che insegna presso la <a href="http://www.scuolaromanadifotografia.it/" target="_blank"><strong>Scuola Romana di Fotografia</strong></a> ci parla della sua professione e della sua passione per lo scatto che ha saputo trasformare in una professione&#8230;</p>
<p><strong>Quale percorso ti ha portato ad interessarti al mondo della fotografia?</strong></p>
<p>Direi un percorso spontaneo. Mio nonno aveva un cinema, passato poi a mio padre. In quella magica e smisurata sala buia  ci sono cresciuto. Un giorno accadde che scoprii la pellicola e credo sia cominciato tutto lì. Mi piaceva contemplare i fotogrammi, per tutto il tempo che volevo; c&#8217;era un altro mondo li dentro, in quel rettangolino. Poi la prima Polaroid, la prima reflex e così via. A differenza di altre grandi passioni, come suonare  il piano, che si sono man mano un po&#8217; perse nel tempo, la fotografia  ha sempre modulato intensamente dentro di me, non ha mai smesso di entusiasmarmi. Decisi quindi che sarebbe stata la mia vita, feci un master qui a Roma e cominciai a lavorare.</p>
<p><strong>Ti occupi principalmente di landscape, scenic , travel, concept&#8230; Hai fatto incursioni in passato in altre tipologie di foto, come per esempio il ritratto, oppure hai scelto da subito la strada da intraprendere?</strong></p>
<p>La curiosità tipica dell&#8217; essere fotografo ti spinge a cercare ovunque e credo che siano proprio l&#8217;esplorazione di percorsi nuovi e la sperimentazione continua ad irrobustire il tuo bagaglio tecnico, espressivo, culturale. Personalmente mi ritengo fortunato, avendo potuto scegliere in libertà di esprimere me stesso in ciò che &#8220;sento&#8221; di piu&#8217; e di questo ringrazio tutti coloro che lavorando con me lo hanno reso possibile.</p>
<p><strong>Stai promuovendo la realtà, poco conosciuta in Italia, della vendita di stampe fine-art di dimensioni XL&#8230; Vuoi parlarci in modo più approfondito di questa tua attività?</strong></p>
<p>Potrebbe sembrare  un discorso puramente commerciale, ma in realtà c&#8217;e&#8217; dell&#8217;altro. Mentre in Italia il concetto di stampa fotografica fine-art è pressoché assente, in altri paesi è ben  radicata l&#8217;idea di &#8220;opera fotografica&#8221; di cui acquistare una copia, magari a tiratura limitata, da esporre nella propria abitazione, per esempio. Ecco, credo molto nella  stampa fotografica fine-art intesa come prodotto d&#8217;arte allo stato dell&#8217;arte ed è mia volontà  rivendicarne un ruolo altrove consueto. Riguardo alle mie immagini, cerco di suscitare nello spettatore un senso di sospensione,  di status  contemplativo; per far questo scelgo attentamente i luoghi e scatto in panoramica grande formato. Ovviamente, per poter parlare di prodotto fine-art, c&#8217;èbisogno  di qualità estrema. Sul mio <a href="http://www.riccardoimprota.com/" target="_blank"><strong>sito</strong></a> illustro brevemente il flusso tecnico che mi permette di mettere sul mercato stampe fino a 3 metri di lunghezza.</p>
<p><strong><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/improta1.jpg" rel="lightbox[402]"><img class="alignright size-medium wp-image-406" title="improta1" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/improta1-270x270.jpg" alt="improta1" width="270" height="270" /></a>Da parecchi anni insegni teoria e tecnica fotografica alla Scuola Romana di Fotografia a Roma. Ti sembra cresciuto l&#8217;interesse relativo al mondo delle immagini nelle nuove generazioni?</strong></p>
<p>Ho cominciato ad insegnare per caso. Anni fa un vecchio amico mi chiese di fare un intervento alla Scuola per illustrare il mio lavoro. Fu una bella esperienza, mi entusiasmò interagire con i ragazzi, good vibrations! Avevo improvvisamente scoperto il piacere di divulgare  e così continuai a farlo, espandendo le mie attività didattiche anche a workshops tematici. L&#8217;interesse relativo al mondo dell&#8217;immagine è notevolmente cresciuto, specialmente nei giovani, complici anche il mezzo digitale, che offre risultati immediati  e a basso costo, e internet. Il  digitale  ha avvicinato molta più gente alla fotografia, amplificando la varietà delle visioni,  ma ha anche prodotto un effetto collaterale: si riflette di meno, si scatta senza star troppo lì a pensarci, tanto si hanno  parecchi Gb sulla scheda&#8230; questo può essere un problema, tende infatti a disorientare dall&#8217;approccio giusto. Su questo insisto molto durante le mie lezioni: lo strumento fotografico è solo il mezzo, il fine è la realizzazione di un &#8216; idea. Accademicamente parlando, bisogna educare a partire dalle idee, a   tirarle fuori  da dentro se  stessi, e fornire una solida base tecnica  che ne permetta la realizzazione in base al proprio sentire.</p>
<p><strong>Quale consiglio ti senti di dare ad un giovane che vuole intraprendere il tuo mestiere?</strong></p>
<p>Diffcile rispondere&#8230; probabilmente tre parole: passione, umiltà, determinazione. E aggiungerei che è il mestiere più bello del mondo!</p>
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		<title>Bianco e nero dal digitale</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 09:37:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco un incontro dedicato a tutti gli amanti delle irripetibili atmosfere che può trasmettere una immagine in bianco e nero.
Produrre degli ottimi scatti in b/n da file digitali non è una impresa impossibile e la magia del bianco e nero a volte può anche passare da una reflex di nuovissima generazione.
La scuola Graffiti di Roma, diretta dal reporter Gianni Pinnizzotto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un incontro dedicato a tutti gli amanti delle irripetibili atmosfere che può trasmettere una immagine in bianco e nero.</p>
<div id="attachment_297" class="wp-caption alignright" style="width: 280px"><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/vitali-shkaruba.jpg" rel="lightbox[296]"><img class="size-medium wp-image-297" title="vitali-shkaruba" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/vitali-shkaruba-270x179.jpg" alt="Una suggestiva immagine realizzata da Vitali Shkaruba" width="270" height="179" /></a><p class="wp-caption-text">Una suggestiva immagine realizzata da Vitali Shkaruba</p></div>
<p>Produrre degli ottimi scatti in b/n da file digitali non è una impresa impossibile e la magia del bianco e nero a volte può anche passare da una reflex di nuovissima generazione.</p>
<p>La scuola <a href="http://www.graffitiscuola.it/animazione%20menu.html" target="_blank"><strong>Graffiti</strong></a> di Roma, diretta dal reporter Gianni Pinnizzotto, dedica a questo attuale ed interessante argomento un seminario incentrato sul legame tra fotografia digitale e bianco e nero.</p>
<p>Lo scopo del seminario, tenuto dal fotografo <strong><a href="http://www.vitalishkaruba.com/" target="_blank">Vitali Shkaruba</a>,</strong> è illustrare i principi fondamentali della fotografia digitale in bianco e nero. Tra i temi che verranno trattati durante l&#8217;incontro anche quelli fondamentali della qualità e delle tecniche di conversione che in certi casi possono veramente fare la differenza.</p>
<p>Il seminario si terrà nella sede della Scuola  il prossimo 27 maggio alle 19.00. Per informazioni è possibile contattare la segreteria.</p>
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		<title>Giorgia Meschini</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 11:21:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Ho studiato architettura e ho imparato qualcosa sulla fotografia architettonica durante l&#8217;università, ma non è l&#8217;unico genere di fotografia che mi appassiona, mi piacciono i ritratti e negli ultimi tempi mi sono dedicata anche alla fotografia sportiva&#8221;
Giorgia Meschini è una fotografa versatile con la passione per le immagini di sport e per il fotoritocco. Sul suo sito è presente un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Ho studiato architettura e ho imparato qualcosa sulla fotografia architettonica durante l&#8217;università, ma non è l&#8217;unico genere di fotografia che mi appassiona, mi piacciono i ritratti e negli ultimi tempi mi sono dedicata anche all<a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/giorgiameschini.jpg" rel="lightbox[151]"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-152" title="giorgiameschini" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/giorgiameschini-174x174.jpg" alt="giorgiameschini" width="174" height="174" /></a>a fotografia sportiva&#8221;</em></p>
<p><strong>Giorgia Meschini</strong> è una fotografa versatile con la passione per le immagini di sport e per il fotoritocco. Sul suo sito è presente un ricco e vario portfolio di immagini come ritratti, foto architettoniche e molte foto rubate sui campi da rugby.</p>
<p><a href="http://www.giorgiameschini.com/" target="_blank"><strong>www.giorgiameschini.com</strong></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Olivier Jules</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 12:15:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il mio modo di fotografare si offre quale una tra le tante risposte al dilemma postmoderno di amalgamare i classici scenari con le innovative tecniche di elaborazione dell&#8217;immagine&#8221;. 
Olivier Jules nel suo modo di scattare è sedotto soprattutto da rarefatti paesaggi e dai ritratti.
Al suo attivo ha già diverse pubblicazioni e alcune mostre.  Gatti, lampioni, stazioni, carte abbandonate, locomotive in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Il mio modo di fotografare <em>si offre quale una tra le tante risposte al dilemma postmoderno di amalgamare i classici scenari con le innovative tecniche di elaborazione dell&#8217;immagine&#8221;</em></em>. <a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/olivierjules.jpg" rel="lightbox[178]"><img class="alignright size-medium wp-image-179" title="olivierjules" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/olivierjules-270x270.jpg" alt="olivierjules" width="270" height="270" /></a></p>
<p><strong>Olivier Jules</strong> nel suo modo di scattare è sedotto soprattutto da rarefatti<strong> </strong>paesaggi e dai ritratti.<br />
Al suo attivo ha già diverse pubblicazioni e alcune mostre.  Gatti, lampioni, stazioni, carte abbandonate, locomotive in disuso: Olivier riesce a fotografare ciò che lo circonda con una<strong> </strong>sensibilità ai limiti dell&#8217;iperreale.</p>
<p><a href="http://www.olivierjules.com/blog/index.php" target="_blank">www.olivierjules.com</a></p>
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		<title>Claudia Pescatori</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 11:04:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fotoritocco]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Continuo ad usare moltissimo il fotoritocco, che un tempo era l&#8217;unico modo per superare i limiti tecnici dell&#8217;attrezzatura e adesso è comunque parte integrante della fotografia&#8221; 
Claudia Pescatori è una fotografa romana con uno smodato amore per Photoshop. Visitando il suo sito ci si imbatte in scatti elaborati: foto intense e ricche di contrasto dove il fotoritocco entra a volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Continuo ad usare moltissimo il fotoritocco, che un tempo era l&#8217;unico modo per superare i limiti tecnici dell&#8217;attrezzatura e adesso è comunque parte integrante della fotografia&#8221; </em><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/claudia.jpg" rel="lightbox[141]"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-145" title="claudiapescatori" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/claudia-174x174.jpg" alt="claudia" width="174" height="174" /></a></p>
<p><strong>Claudia Pescatori</strong> è una fotografa romana con uno smodato amore per Photoshop. Visitando il suo sito ci si imbatte in scatti elaborati: foto intense e ricche di contrasto dove il fotoritocco entra a volte in punta di piedi, a volte in modo prorompente ma mai banale.</p>
<p><a href="http://www.claudiapescatori.com/" target="_blank"><strong>www.claudiapescatori.com</strong></a></p>
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