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	<title>FotoNote &#187; erotismo</title>
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		<title>Artistic Nude Photography workshop</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 15:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nudo artistico è uno dei generi fotografici più affascinanti, variamente interpretato negli anni da fotografi del calibro di Man ray, Edward Weston, Robert Mapplethorpe e Helmut Newton solo per citare alcuni dei più grandi. Cimentarsi con un genere così praticato dai Maestri può essere una interessante sfida per un appassionato di fotografia&#8230;
Anche quest&#8217;anno il Centro di Arti Visive Sikanie, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/APocketfulOfNudes-frontcover-klein.jpg" rel="lightbox[1780]"><img class="alignleft size-full wp-image-1781" title="APocketfulOfNudes frontcover-klein" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/APocketfulOfNudes-frontcover-klein.jpg" alt="APocketfulOfNudes frontcover-klein" width="227" height="229" /></a>Il nudo artistico è uno dei generi fotografici più affascinanti, variamente interpretato negli anni da fotografi del calibro di Man ray, Edward Weston, Robert Mapplethorpe e Helmut Newton solo per citare alcuni dei più grandi. Cimentarsi con un genere così praticato dai Maestri può essere una interessante sfida per un appassionato di fotografia&#8230;</div>
<div>Anche quest&#8217;anno il <a href="http://www.sikanie.it/" target="_blank"><strong>Centro di Arti Visive Sikanie</strong></a>, a Catania, ospita del fotografo francese<a href="http://www.pascalbaetens.com/" target="_blank"> <strong>Pascal Baetens</strong></a>, maestro di nudo artistico e   autore di numerose pubblicazioni sull&#8217;argomento.<br />
Il workshop,a numero chiuso e destinato a fotografi e fotoamtori, darà modo ai partecipanti di apprendere, e approfondire, le tecniche per ritrarre il nudo in modo naturale e artistico, privo di sofisticazioni e volgarità, una cifra stilistica propria del fotografo belga.</div>
<p>Il master, che prevede sessioni mattuitine e pomeridiane, si svolgerà dall&#8217;8 al 9 maggio nei locali del Centro di Arti visive Sikanie.</p>
<p>Per ulteriori informazioni circa i costi, le modalità e il programma è possibile consultare il sito e contattare il centro ai <a href="http://www.sikanie.it/WorkshopView.php?idWorkshop=5&amp;back=%2F" target="_blank"><strong>recapiti</strong></a> indicati.</p>
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		<title>Le regine del burlesque</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 16:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sensuale Dita Von Teese ne è la regina indiscussa: si tratta del burlesque, un genere di spettacolo che mescola il cabaret con la sensualità femminile, il tutto immerso in una atmosfera vintage, raffinata e retrò.
La 10b Photogallery di Roma ospita una mostra, aperta fino al prossimo 7 marzo, di Giovanni Cocco dal titolo Burladies. La personale, curata da Francesco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/invito_burladies.jpg" rel="lightbox[1595]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1596" title="invito_burladies" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/invito_burladies-262x350.jpg" alt="invito_burladies" width="262" height="350" /></a>La sensuale Dita Von Teese ne è la regina indiscussa: si tratta del burlesque, un genere di spettacolo che mescola il cabaret con la sensualità femminile, il tutto immerso in una atmosfera vintage, raffinata e retrò.</p>
<p>La <a href="http://www.10bphotography.com/events.html" target="_blank"><strong>10b Photogallery</strong></a> di Roma ospita una mostra, aperta fino al prossimo 7 marzo, di <a href="http://www.giovannicocco.it/" target="_self"><strong>Giovanni Cocco</strong></a> dal titolo Burladies. La personale, curata da <a href="http://www.zizola.com/" target="_blank"><strong>Francesco Zizola</strong></a>, propone una serie di immagini realizzate dal fotografo che documentano la diffusione dell’arte del Burlesque in Italia dal 2007 ad oggi. Scatti di splendide donne, ma anche di i luoghi e di accessori legati a questa forma di spettacolo nata nell&#8217;Inghilterra Vittoriana.</p>
<p>Il fotografo abruzzese così commenta il suo reportage: <em>“Ho iniziato questo lavoro perché attratto dai colori, dalle forme delle acconciature, dagli abiti ma sopratutto dall&#8217;ironia di donne che, pur vivendo in una società ricca di stereotipi, non hanno alcuna difficoltà nel mostrare un corpo pieno di curve. Ho frequentato la scena milanese dell&#8217;Apollo Dancing dove ogni mese le show girl dell&#8217;agenzia internazionale Voodoo De Luxe si esibiscono in numerosi spettacoli e quella romana del Micca club, che ha dato vita al Micca Burlesque Festival, dove nel maggio 2009, si sono alternate star internazionali”</em>.</p>
<p>La mostra di Giovanni Cocco inaugura la serie Talent Scout, un ciclo di esposizioni di autori emergenti, a cura di Francesco Zizola, direttore della galleria.</p>
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		<title>Moana, casta Diva</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 13:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Moana Pozzi è stata molto più di una attrice di porno, la sua immagine algida e sinuosa ha sollecitato, e continua a sollecitare, le fantasie di milioni di fan che l&#8217;hanno consacrata come una icona senza tempo. L’incredibile vita di questa donna misteriosa, dotata di grande personalità e amante della libertà di recente è stata al centro di una fiction, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/moana1.jpg" rel="lightbox[1224]"><img class="alignleft size-full wp-image-1412" title="moana" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/moana1.jpg" alt="moana" width="283" height="340" /></a>Moana Pozzi è stata molto più di una attrice di porno, la sua immagine algida e sinuosa ha sollecitato, e continua a sollecitare, le fantasie di milioni di fan che l&#8217;hanno consacrata come una icona senza tempo. L’incredibile vita di questa donna misteriosa, dotata di grande personalità e amante della libertà di recente è stata al centro di una fiction, interpretata da Violante Placido e andata in onda con successo su Sky, ed ora le celebrazioni postume continuano con una mostra fotografica che si inaugura a Bologna sabato 23 gennaio.</p>
<p>La mostra, dal titolo &#8220;Moana-Casta Diva&#8221;, era stata presentata presso la Casa del cinema di Roma lo scorso 10 dicembre, alla presenza del regista Tinto Brass: un omaggio per immagini interamente dedicato alla pornostar prematuramente, e misteriosamente, scomparsa nel 1994.</p>
<p>Il percorso espositivo, curato da Valerio Dehò, prevede in tutto 22 scatti, di cui 15 inediti, realizzati tra il 1988 e il 1990, dal fotografo di scena <a href="http://www.salisgianfranco.com/" target="_blank"><strong>Gianfranco Salis</strong></a>, allievo di Tazio Secchiaroli, che nella sua carriera ha ritratto bellezze nazionali ed internazionali. Immagini a colori &#8220;morbide&#8221; e glamour che restituiscono intatto il fascino e l&#8217;eleganza di questa diva che con la sua morte, proprio come i veri miti, ha lasciato molti rimpianti e uno strascico di misteri.</p>
<p>La mostra si apre il 23 gennaio presso galleria d&#8217;arte <a href="http://www.contemporaryconcept.it/home.htm" target="_blank"><strong>Contemporary Concept di Bologna</strong></a> per poi chiudersi il 27 marzo 2010: gli scatti verranno poi esposti in altre due tappe della mostra, una a Roma e l’altra a Treviso. Il 30 gennaio presso la galleria verrà anche presentato il libro dedicato ala indimenticabile icona del porno dal titolo &#8220;Casta Diva&#8221; (Mat Edizioni&#8221;), un testo che raccoglie immagini e parole di personaggi della cultura e del mondo dello spettacolo tra i quali Achille Bonito Oliva, Eva Robin&#8217;s e Roberto D&#8217;Agostino.</p>
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		<title>Una mostra a Firenze celebra il seno femminile</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 15:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è aperta lo scorso 19 novembre presso gli spazi del MNAF (Museo Nazionale Alinari della Fotografia), e proseguirà fino al prossimo 10 gennaio 2010, l&#8217;esposizione fotografica dal titolo: &#8220;Quell&#8217;instabile oggetto del desiderio, l&#8217;immaginario del seno femminile nella fotografia d&#8217;autore&#8221;. Il percorso espositivo, che comprende 150 fotografie, consiste in un viaggio estetico-artistico alla scoperta di questo essenziale attributo anatomico femminile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1193" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/seno.jpg" rel="lightbox[1192]"><img class="size-full wp-image-1193" title="seno" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/seno.jpg" alt="seno" width="300" height="301" /></a><p class="wp-caption-text">Jerry Schatzberg, Leaf Homonym, 1997, ©Jerry Schatzberg/ Photographer, New York, NY </p></div>
<p>Si è aperta lo scorso 19 novembre presso gli spazi del <a href="http://www.mnaf.it/" target="_blank"><strong>MNAF (Museo Nazionale Alinari della Fotografia)</strong></a>, e proseguirà fino al prossimo 10 gennaio 2010, l&#8217;esposizione fotografica dal titolo: &#8220;Quell&#8217;instabile oggetto del desiderio, l&#8217;immaginario del seno femminile nella fotografia d&#8217;autore&#8221;. Il percorso espositivo, che comprende 150 fotografie, consiste in un viaggio estetico-artistico alla scoperta di questo essenziale attributo anatomico femminile ma anche in una riflessione sociale e storica sul ruolo della donna: dalla delicata ironia di Erwitt, al freddo erotismo di Mapplethorpe, dagli ambigui giochi di forme Alvarez Bravo, passando per gli incubi di Witkin e il realismo della Arbus, un panorama ampio e variegato sui diversi modi di vedere le forme femminili.</p>
<p>L’iniziativa &#8211; che si è inaugurata in occasione del Congresso Attualità di Senologia, la più importante assemblea scientifica italiana del settore che si tiene ogni due anni – è curata da La Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia, e vanta il patrocinio del Comune di Padova e di <a href="http://www.europadonna-italia.it/" target="_blank"><strong>Europa Donna</strong></a>, il movimento di opinione europeo nato per la lotta alle malattie del seno. Il catalogo, con immagini di grande valore artistico ed emotivo, è stato curato da Alfonso Pluchinotta, medico chirurgo, storico della senologia e cultore dei suoi aspetti psicologici e sociali, in collaborazione con Jan Taal, direttore della School voor Imaginatie di Amsterdam. Il catalogo italiano/inglese ha una presentazione del Prof. Umberto Veronesi e testi di Taal, Pluchinotta e della sociologa americana Marilyn Yalom.</p>
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		<title>Calendario Pirelli 2010: hot-chic o hot-kitsch?</title>
		<link>http://www.fotonote.it/2009/12/10/calendario-pirelli-2010-hot-chic-no-hot-kitsch/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 15:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2010 non è ancora cominciato ma già i calendari hanno iniziato ad invadere il mercato. Come ogni anno il rito dei 12 scatti per 12 mesi prevede che una pioggia di immagini, sexy, trash, o d’autore si presentino puntuali e ineluttabili quasi come l’influenza di stagione!
Il calendario più “blasonato” tra i moltissimi in circolazione è senza alcun dubbio il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/pirelli7.jpg" rel="lightbox[1187]"><img class="alignright size-full wp-image-1188" title="pirelli7" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/pirelli7.jpg" alt="pirelli7" width="400" height="255" /></a>Il 2010 non è ancora cominciato ma già i calendari hanno iniziato ad invadere il mercato. Come ogni anno il rito dei 12 scatti per 12 mesi prevede che una pioggia di immagini, sexy, trash, o d’autore si presentino puntuali e ineluttabili quasi come l’influenza di stagione!</p>
<p>Il calendario più “blasonato” tra i moltissimi in circolazione è senza alcun dubbio il mitico <a href="http://www.pirellical.com/thecal/home.page" target="_blank"><strong>Pirelli</strong></a> che dal 1964 allieta le mensilità di una ristretta cerchia di VIP che ricevono il prezioso ed esclusivo dono direttamente a casa. Quest’anno le immagini del calendario-oggetto del desiderio sono state realizzate da Terry Richardson &#8211; fotografo realista sui generis che ama soprattutto catturare con crudezza la quotidianità delle gente comune &#8211; che ha immortalato in pose provocanti ben 11 top: 11 bellezze assolute, tra le quali nessuna italiana purtroppo, che caratterizzano ogni mese con la loro prorompente e un po’ torbida sensualità.</p>
<p>Richardson per il suo calendario Pirelli 2010 ha scelto la strada dell’ironia, almeno a suo dire, giocando sui luoghi comuni della femminilità anche se il risultato del suo lavoro nel complesso non sembra molto hot-chic ma piuttosto hot-kitsch. Le bellissime modelle sono ritratte in pose provocanti<strong> </strong>nella “splendida cornice” dello stato di Bahia in Brasile. Un esclusivo resort ha fatto da location alle foto che tra mangrovie, fango, polli, banane e addirittura un ignaro e attonito bradipo a dire il vero non brillano molto per originalità e invece di provocare finiscono con lo scivolare nel ridicolo.</p>
<p>Ma che dire in fondo? Il calendario Pirelli, aldilà di ogni giudizio estetico e di ogni critica, rappresenta un intramontabile status symbol, una vera e propria istituzione che volente o nolente ogni anno è destinata a fare storia anche quando il nudo invece di eccitare&#8230; annoia o peggio, in alcuni casi strappa una risata!</p>
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		<title>Immagini per celebrare la bellezza femminile</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 15:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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In un periodo in cui si fa tanto parlare di trans e delle loro caratteristiche fisiche che riproducono, e amplificano ai limiti della distorsione, le peculiarità femminili può essere utile fare un bel tuffo nel mondo delle donne, e rifarsi un po&#8217; gli occhi con quell&#8217;ideale classico di bellezza che i greci ci hanno tramandato e che ormai, a quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/Carol-Alt-–-Roma-2009.jpg" rel="lightbox[1000]"><img class="alignleft size-full wp-image-1001" title="Carol Alt – Roma, 2009" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/Carol-Alt-–-Roma-2009.jpg" alt="Carol Alt – Roma, 2009" width="212" height="300" /></a></p>
<p>In un periodo in cui si fa tanto parlare di trans e delle loro caratteristiche fisiche che riproducono, e amplificano ai limiti della distorsione, le peculiarità femminili può essere utile fare un bel tuffo nel mondo delle donne, e rifarsi un po&#8217; gli occhi con quell&#8217;ideale classico di bellezza che i greci ci hanno tramandato e che ormai, a quanto pare, sta scomparendo.</p>
<p>Si intitola “10 ANNI CELEBRANDO LE DONNE” la mostra, sponsorizzata da <a href="http://www.kemon.it/" target="_blank"><strong>Kemon</strong></a> &#8211; azienda che quest&#8217;anno compie 50 anni &#8211; che raccoglie le immagini del fotografo <a href="http://www.amedeoturello.com/" target="_blank"><strong>Amedeo M. Turello</strong></a>. La personale, che si sta svolgendo presso Palazzo Pichi Sforza a Sansepolcro, in provincia di Arezzo e che sarà possibile visitare fino al prossimo 20 Dicembre. In esposizione 50 scatti dell&#8217;artista che racchiudono bellezza ed emozioni ma che trasmettono anche eleganza e seduzione: immagini, essenziali e sensuali, di donne celebri riprese nei contesti più diversi ma sempre con grande sapienza e raffinatezza.</p>
<p>Turello, che alle spalle ha una formazione di architetto, ha ritratto  50 celebrity italiane e internazionali dalla venere nera Naomi alla regina del burlesque Dita Von Teese, fino alla attrice francese Emmanuelle Seigner, dalla top model Carol Alt alla nostra Isabella Ferrari, passando per la modella, ex di Mickey Rourke, Carrè Otis.</p>
<p>Un universo di donne bellissime e famose, ritratte sia a colori che in bianco e nero, tutto da ammirare per cercare di cogliere la multiforme essenza della bellezza femminile e ritrovarne l&#8217;armonia perduta.</p>
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		<title>Fotografie dall&#8217;eros all&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 14:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è inaugurata lo scorso 24 ottobre e si chiuderà il prossimo 8 dicembre 2009 la mostra, dal titolo semplicemente fotografie, che ospita gli scatti dei due artisti giapponesi Nobuyoshi Araki, Noriaki Yokosuka e dei due italiani Luciano D’Inverno e Michele Zaza.
La quadrupla personale è ospitata nella AREA 24 art gallery a Napoli e mette insieme quattro interessanti, ed eterogee, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_962" class="wp-caption alignleft" style="width: 253px"><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/michele-zaza.JPG" rel="lightbox[961]"><img class="size-medium wp-image-962" title="michele zaza" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/michele-zaza-243x350.jpg" alt="Un'opera di Michele Zaza" width="243" height="350" /></a><p class="wp-caption-text">Un&#39;opera di Michele Zaza</p></div>
<p>Si è inaugurata lo scorso 24 ottobre e si chiuderà il prossimo 8 dicembre 2009 la mostra, dal titolo semplicemente fotografie, che ospita gli scatti dei due artisti giapponesi <a href="http://www.arakinobuyoshi.com/" target="_blank"><strong>Nobuyoshi Araki</strong></a>, Noriaki Yokosuka e dei due italiani <a href="http://www.lucianodinverno.com/" target="_blank"><strong>Luciano D’Inverno</strong></a> e Michele Zaza.</p>
<p>La quadrupla personale è ospitata nella<a href="http://www.adrart.it/area24/" target="_blank"><strong> AREA 24 art gallery</strong></a> a Napoli e mette insieme quattro interessanti, ed eterogee, personalità del mondo della fotografia contemporanea. Araki, nato a Tokyo nel 1940, è noto per i suoi scatti che ritraggono sensuali geishe legate e vestite dei tipici kimono nipponici: immagini dove l’eros e l’innocenza si mescolano negli sguardi e nelle pose di queste donne che sembrano concedersi all’obiettivo con passione e pudore. Anche Yokosuka, scomparso nel 2003, esplora il mondo dell’erotismo offrendone, però, all’occhio dello spettatore un lato più oscuro e misterioso giocando con i corpi come se fossero delle maschere. Diversamente indirizzate sono invece le opere degli italiani. Il fotografo campano D’Inverno effettua con le sue immagini un lavoro quasi introspettivo ricercando nella fotografia una dimensione onirica e profonda. Michele Zaza, infine, attivo fin dagli anni ’70 ha trovato un punto di dialogo tra scultura e fotografia dove le immagini diventano installazioni e viceversa.</p>
<p>Quattro interessanti artisti a confronto, dunque, che hanno saputo trasformare lo scatto in arte e riflessione. La mostra è visitabile dal martedì al venerdì, dalle ore 17.30 alle 20.00 e per appuntamento.</p>
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		<title>Dante e la fotografia: un binomio inedito</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 09:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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Il fotografo e grafico pubblicitario bresciano Jerry Magro &#8211; che oltre a fotografare insegna storia dell&#8217;arte e della fotografia negli istituti superiori &#8211; espone le sue opere presso il Palazzo dell&#8217;Arsenale a Iseo dal 24 ottobre al 1 novembre. Magro ha preso spunto per la sua personale, che in parte è stata esposta la prima volta in occasione della Biennale [...]]]></description>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/jerry-magro.jpg" rel="lightbox[883]"><img class="size-large wp-image-884 aligncenter" title="jerry-magro" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/jerry-magro-540x307.jpg" alt="jerry-magro" width="540" height="307" /></a></p>
<p>Il fotografo e grafico pubblicitario bresciano<a href="http://www.jerrymagro.com/" target="_blank"><strong> Jerry Magro</strong></a> &#8211; che oltre a fotografare insegna storia dell&#8217;arte e della fotografia negli istituti superiori &#8211; espone le sue opere presso il <a href="http://www.arsenaleiseo.it/" target="_blank"><strong>Palazzo dell&#8217;Arsenale </strong></a>a Iseo dal 24 ottobre al 1 novembre. Magro ha preso spunto per la sua personale, che in parte è stata esposta la prima volta in occasione della Biennale Internazionale della Fotografia Città di Brescia, dai versi della Divina Commedia.</p>
<p>La mostra è divisa in due parti: la prima è composta di dodici grandi dittici, con immagini di nudo femminile raffinate e eteree, stampati a plotter, costruiti sugli endecasillabi della Divina Commedia; la seconda contiene, venti scatti da negativo, stavolta stampati singolarmente su carta fotografica baritata. Tutti gli scatti sono stati realizzati su negativo utilizzando un corpo macchina analogico attrezzato con foro stenopeico anamorfico, progettato e costruito dallo stesso Magro.</p>
<p>Magro ha anche pubblicato un volume dal titolo Brescia nel Mito &#8211; Sotto &#8216;l velame de li versi strani, che raccoglie le immagini presenti nella seconda parte della mostra. Così Jerry Magro descrive il suo lavoro nella prefazione del volume fotografico: &#8220;Sono racconti fotografici deformati sospesi tra due istantanee, con endecasillabi della Divina Commedia. I dittici si sono sviluppati per libere associazioni, collegamenti arbitrari e contingenti tra la fotografia e Dante; dalla parola al suo simulacro, e viceversa, in un semantico caos evocativo&#8221;.</p>
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		<title>Dalla sessualità al lato oscuro</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 13:13:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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Darkside I-Photographic Desire and Sexuality Photographed era il titolo della mostra che lo scorso anno è stata ospitata dal Fotomuseum Winterthur in Svizzera e che vedeva in esposizione artisti del calibro di Araki, Mapplethorpe e Man Ray. La rassegna mirava ad offrire una panoramica sul ruolo che la fotografia ha rivestito riguardo alla rappresentazione del corpo ed in particolare della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em></p>
<div id="attachment_737" class="wp-caption alignright" style="width: 431px"><strong><em><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/01bar-am-michel_72dpi_b.jpg" rel="lightbox[736]"><img class="size-full wp-image-737" title="01bar-am-michel_72dpi_b" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/01bar-am-michel_72dpi_b.jpg" alt="Micha Bar-Am Kollaborateure, Samaria, West Bank, 1967 Silbergelatine-Abzug 40 x 50 cm Museum Ludwig, Köln © Micha Bar-Am / Magnum Photos" width="421" height="324" /></a></em></strong><p class="wp-caption-text">Micha Bar-Am Kollaborateure, Samaria, West Bank, 1967 Silbergelatine-Abzug 40 x 50 cm Museum Ludwig, Köln © Micha Bar-Am / Magnum Photos</p></div>
<p>Darkside I-Photographic Desire and Sexuality Photographed </em></strong>era il titolo della mostra che lo scorso anno è stata<strong> </strong>ospitata dal <strong><a href="http://www.fotomuseum.ch/index.php?id=21" target="_blank">Fotomuseum Winterthur</a> </strong>in Svizzera e che vedeva in esposizione artisti del calibro di Araki, Mapplethorpe e Man Ray. La rassegna mirava ad offrire una panoramica sul ruolo che la fotografia ha rivestito riguardo alla rappresentazione del corpo ed in particolare della sessualità e del desiderio legato ad esso. Un tema scottante, in tutti i sensi, che il settembre scorso ha attirato molti visitatori  nel fotomuseo di Zurigo.</p>
<p>Si è inaugurata invece lo scorso 5 settembre, e proseguirà fino al 15 novembre, la mostra che rappresenta il secondo capitolo di questo percorso di riflessioni sui lati oscuri dell&#8217;immagine dal titolo <strong><em>Dark Side II &#8211; Photographic Power and Violence, Disease and Death Photographed</em></strong>.</p>
<p>In esposizione ci sono questa volta immagini disperate e sofferenti che tendono a rappresentare il momento della morte o della vicinanza ad essa come ultima esperienza della vita umana. Tra le immagini ospitate anche quelle di maestri come Antoine d&#8217;Agata, W. Eugene Smith e Weegee, Corpi nudi prima, corpi che soffrono ora: il fotomuseo propone immagini forti, a volte disturbanti, per riflettere ancora una volta sul ruolo dell&#8217;immagine e sui suoi aspetti etici ed estetici.</p>
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		<title>Mapplethorpe incontra Michelangelo</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 11:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una occasione unica per ammirare gli scatti di Robert Mapplethorpe, il fotografo americano, scomparso nel 1987, le cui opere non si vedono spesso, anzi diremo raramente, nelle gallerie e negli spazi museali del nostro paese.
Fino al prossimo 27 settembre alla Galleria dell&#8217;Accademia di Firenze va in scena un particolare abbinamento: quello fra arte e fotografia. Al fianco ai capolavori del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una occasione unica per ammirare gli scatti di<a href="http://www.mapplethorpe.org/" target="_blank"><strong> Robert Mapplethorpe,</strong></a> il fotografo americano, scomparso nel 1987, le cui opere non si vedono spesso, anzi diremo raramente, nelle gallerie e negli spazi museali del nostro paese.</p>
<p>Fino al prossimo 27 settembre alla <a href="http://www.unannoadarte.it/mapplethorpe/#" target="_blank"><strong>Galleria dell&#8217;Accademia</strong></a> di Firenze va in scena un particolare abbinamento: quello fra arte e fotografia. Al fianco ai capolavori del maestro del Rinascimento, infatti, si potranno ammirare gli scatti del grande fotografo americano Robert Mapplethorpe. <a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/robertmapplethorpe.jpg" rel="lightbox[444]"><img class="size-medium wp-image-445 alignleft" title="robertmapplethorpe" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/robertmapplethorpe-270x347.jpg" alt="robertmapplethorpe" width="270" height="347" /></a></p>
<p>La mostra, dal titolo &#8216;La perfezione nella forma&#8217;, propone un sorprendente ed ineditoabbinamento che mette in evidenza la ricerca e l&#8217;attenzione al corpo umano che entrambi gli artisti hanno affrontato nel loro percorso espressivo. Alle opere di Michelangelo come il &#8216;David&#8217; e i &#8216;Prigioni&#8217; sono abbinati 93 scatti di Mapplethorpe, mettendo in evidenza un&#8217;inaspettata similitudine tra due personalità di artisti così distanti nel tempo e nello stile.</p>
<p>La mostra, curata da Franca Falletti e Jonathan Nelson,<strong> </strong>consente di ammirare gli scatti di un fotografo, spesso giudicato scabroso, che ha segnato la storia della fotografia e il modo di concepire il nudo. Gli scatti di Mapplethorpe, che più volte aveva espresso di ispirarsi al maestro rinascimentale, sono morbide sinfonie in bianco e nero, un gioco di vuoti e pieni, di luce ed ombra che scolpisce i corpi proprio come se fossero delle sculture in due dimensioni.</p>
<p>Abbiamo raggiunto con alcune domande i curatori della mostra Franca Falletti e Johnatan Nelson, ecco cosa ci hanno risposto a proposito&#8230;</p>
<p><strong>Come è nata l&#8217;idea di accostare in una mostra Mapplethorpe a Michelangelo? </strong></p>
<p>Questo è un accostamento che è stato fatto più volte dalla critica, perciò nell&#8217;idea di per sé non c&#8217;è nulla di particolarmente originale. Mapplethorpe stesso ha più volte sottolineato il suo debito verso l&#8217;Arte del Rinascimento e verso Michelangelo in particolare.  L&#8217;idea nostra, invece, è nuova in quanto accosta i due artisti sotto lo specifico tema della comune ricerca intorno alla perfezione della Forma. Quando Patti Smith ha cantante e musa di Robert Mapplethorpe ha visitato la galleria nel dicembre del 2007 mi ha parlato (<em>in questo caso è Nelson a rispondere, ndr</em>) di quando Mapplethorpe ammirasse le sculture di Michelangelo e di come il fotografo cercasse allo stesso modo di creare la bellezza attraverso i suoi scatti. L&#8217;osservazione di Patti mi ha aiutato a trarre ispirazione per la mostra, ma già nel 2004  Bruno Cora ebbe l&#8217;idea dia ssociare il David di Michelangelo alle foto di Mapplethorpe. Alcuni critici in passato hanno avvicinato i due artisti proprio per la loro attenzione al nudo maschile ma nessuno aveva mai sottolineato in una mostra che la ricerca della bellezza in Mapplethorpe è ispirata proprio da Michelangelo. Lo scopo della mostra è proprio quello di instaurare un dialogo tra il presente e il passato, fra la scultura e la fotografia.</p>
<p><strong>Come si articola il percorso espositivo? </strong><br />
La mostra si sviluppa in cinque sezioni, di cui la prima (Mapplethorpe e il Rinascimento) è collocata nel corridoio dei Prigioni e nella Tribuna del David; le altre quattro (La geometria della forma, Il frammento come forma, La forma si sdoppia, La forma scultorea) sono collocate negli spazio esposizioni. Ognuna di tali sezioni affronta, quindi, un aspetto inerente al tema generale della perfezione della Forma.</p>
<p><strong>Robert Mapplethorpe è giudicato ancora un fotografo &#8220;scandaloso&#8221; e  almeno in Italia le sue foto si vedono pochissimo&#8230; perché? </strong><br />
Perché in un certo periodo della sua attività (fino a gli inizi degli anni Ottanta) si è dedicato a soggetti che sono stati considerati &#8220;scandalosi&#8221; secondo la morale comune. Ciò ha creato una certa ostilità nei confronti della sua arte in generale e non solo in Italia, dove sicuramente esiste una particolare sensibilità riguardo a certi argomenti.<br />
Ma ciò ha creato (e questo ci interessa particolarmente) una lettura critica della sua opera più rivolta verso i contenuti della medesima che non verso i suoi pregi artistici.<br />
E anche in questo senso la mostra si pone come innovativa, nel senso che intende ridare all&#8217;opera di Mapplethorpe un posto importante nell&#8217;ambito della storia dell&#8217;arte, riconoscimento che gli è dovuto, dato l&#8217;alto livello di qualità delle sue foto, &#8220;scandalose&#8221; o no.</p>
<p><strong>Ci sono in programma altre mostre che metteranno a confronto arte e  fotografia? </strong><br />
Per il momento no, perché non è un argomento particolarmente legato alle nostre collezioni, salvo rare eccezioni come questa.</p>
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