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	<title>FotoNote &#187; bianco e nero</title>
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	<description>Appunti di Fotografia</description>
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		<title>La Libia vista dall&#8217;obiettivo</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 10:05:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si intitola LIBYA la mostra fotografica, inaugurata presso la Shots Gallery di Bergamo, che raccoglie gli scatti del reporter Pietro Masturzo. Fino al prosssimo 28 gennaio 2012 sarà possibile vedere gli scatti tratti dal reportage realizzato da Masturzo nel tormentato paese africano durante la guerra contro il regime del Colonnello Gheddafi: una selezione di 20 scatti in bianco e nero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-large wp-image-2836 aligncenter" title="Pietro Masturzo,  Bengasi. Un soldato sventola la bandiera dei ribelli, Libia, aprile 2011. Guerra in Libia" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Pietro-Masturzo-Bengasi.-Un-soldato-sventola-la-bandiera-dei-ribelli-Libia-aprile-2011.-Guerra-in-Libia-600x400.jpg" alt="" width="480" height="320" /></p>
<p>Si intitola LIBYA la mostra fotografica, inaugurata presso la<a href="http://www.shotsgallery.it/" target="_blank"><strong> Shots Gallery</strong></a> di Bergamo, che raccoglie gli scatti del reporter <a href="http://pietromasturzo.viewbook.com/" target="_blank"><strong>Pietro Masturzo</strong></a>.</p>
<p>Fino al prosssimo 28 gennaio 2012 sarà possibile vedere gli scatti tratti dal reportage realizzato da Masturzo nel tormentato paese africano durante la guerra contro il regime del Colonnello Gheddafi: una selezione di 20 scatti in bianco e nero che raccontano in modo asciutto ma allo stesso tempo drammatico i terribili giorni di un popolo in rivolta. Foto rigorose e ancorate alla realtà che sono documenti di una Storia che inesorabilmente avanza e trascina con sè persone comuni e grandi personaggi.</p>
<p><em>“Ho  deciso di andare in Libia per lo stesso motivo per cui ho scelto di fare il  fotoreporter: essere testimone oltre che narratore, essere dentro a ciò che  cerco di raccontare … una guerra non è solo un confronto militare ma è anche e  soprattutto paura, per chi la vive e per chi la racconta.” </em>Ha dichiarato Masturzo in merito a questo suo lavoroin Libia.</p>
<p>Nel comunicato stampa si legge tra l&#8217;altro questo estratto dal testo critico al catalogo della mostra di Oliviero Bergamini, che definisce il senso di questo intensa prova del fotografo napoletano, già premiato con il World Press Photo of the Year 2009:</p>
<p><em>&#8220;Nelle foto di Masturzo si percepisce la miscela di euforia e smarrimento dei libici, la difficoltà di costruire una struttura civile nel grande vuoto del deserto con il suo cuore di petrolio. Sullo sfondo del mare di Bengasi, indifferente sotto la frusta del vento della notte.&#8221; </em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Roma vs Milano: due maestri della fotografia in mostra</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 10:02:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma e Milano si sfidano ancora una volta a colpi di fotografia. La metropoli lombarda è già dotata di un suo museo della fortografia, il FORMA, ormai da qualche anno mentre Roma continua a latitare su questo fronte. Ultimamente si è parlato di un Museo della fotografia anche per la Capitale e la sede dovrebbe essere il Macro di Testaccio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2831" class="wp-caption alignleft" style="width: 397px"><img class="size-full wp-image-2831" title="mapplethorpe" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/mapplethorpe.jpg" alt="" width="387" height="383" /><p class="wp-caption-text">Autoritratto, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation</p></div>
<p>Roma e Milano si sfidano ancora una volta a colpi di fotografia. La metropoli lombarda è già dotata di un suo museo della fortografia, il FORMA, ormai da qualche anno mentre Roma continua a latitare su questo fronte. Ultimamente si è parlato di un Museo della fotografia anche per la Capitale e la sede dovrebbe essere il <a href="http://www.macro.roma.museum/" target="_blank"><strong>Macro</strong></a> di Testaccio, La Pelanda. In attesa di vedere finalmente un luogo deputato ad accogliere degnamente i maestri dello scatto anche a Roma è possibile averne un assaggio, proprio al Macro, fino al 29 aprile, con la grande mostra dedicata al reporter <a href="http://www.stevemccurryroma.it/" target="_blank"><strong>Steve McCurry</strong></a>.</p>
<p>Quindi mentre il<a href="http://www.formafoto.it/_com/asp/page.asp?g=h&amp;s=i&amp;l=ita" target="_blank"><strong> Forma</strong></a> dal 2 dicembre, e fino al 9 aprile, accoglie i lavori provocatori e affascinanti del grande <a href="http://www.formafoto.it/_com/asp/page.asp?g=m&amp;s=c&amp;l=ita&amp;id_pag={49093267-B5CF-4F55-983C-371E662D2BF4}" target="_blank"><strong>Robert Mapplethorpe</strong></a>, un vero evento da non perdere, Roma risponde con le immagini scattate intorno al pianeta da Steve McCurry: scatti come opere d&#8217;arte quelle del fotografo americano, morto di AIDS nel 1989, e scatti come raffinata documentazione della realtà quelli invece, di McCurry reporter per vocazione.</p>
<p>Il percorso espositivo al Macro di Roma presenta, oltre alla visione di documentari che riassumono il lavoro del fotografo (tra i quali quello sulla ormai celebre ragazza afgana), una ampia selezione di lavori, ben 200, di Steve McCurry più volte vincitore dell World Press Photo Awards. Un allestimento &#8220;emozionale&#8221; pensato &#8211; come si legge nel comunicato stampa &#8211; &#8220;come un villaggio nomade&#8221;: si tratta di una serie di &#8220;igloo&#8221; in acciaio dove dominano, divise per tematiche, le immagini.  Una vera e propria full immersion per il visitatore che viene avvolto da volti, suoni, colori provenienti dalle parti più &#8220;calde&#8221; del mondo. Tra gli scatti è possibile vederne anche alcuni che rendono omaggio al nostro paese in occasione dei 150 della sua Unità: dalla Sicilia, a Gubbio fino a Roma, foto che documentano l&#8217;Italia con l&#8217;occhio di un maestro.  <img class="alignright size-full wp-image-2832" title="mccurry" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/mccurry.jpg" alt="" width="247" height="359" /></p>
<p>Sul fronte milanese, invece, la Fondazione Forma per la Fotografia di Milano risponde con la mostra dal titolo &#8220;Robert Mapplethorpe&#8221;, un omaggio ad un artista che si vede davvero poco in Italia. Si tratta, infatti, della prima retrospettiva tanto completa sull&#8217;artista relaizzata nel nostro paese con il supporto, della Robert Mapplethorpe Foundation che dal 1988 promuovere l&#8217;arte fotografica e finanzia la ricerca contro l’AIDS. Un soprendente percorso espositivo che raccoglie 178 immagini, che ripercorrono la carriera di un artista sensibile e discusso che con i suoi copri nudi e i suoi fiori sensuali è riuscito a rivoluzionare il senso estetico di una intera generazione.</p>
<p>Per chiudere due frasi significative di due mostri sacri dello scatto che racchiudono il senso stesso di fare fotografia:</p>
<p>“Se fossi nato cento o duecento anni fa, avrei potuto fare lo scultore, ma la fotografia è un mezzo molto veloce per vedere e per fare scultura” (Robert Mapplethorpe)</p>
<p>&#8220;La mia vita si fonda sul bisogno di viaggiare ed osservare&#8230; e la macchina fotografica è il mio passaporto&#8221; (Steve McCurry)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Hand&#8217;s Portraits</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 10:47:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ecco una mostra di fotografia che ci fa piacere segnalare per la sua originalità. Nel mondo della fotografia si è sempre in cerca, soprattutto di questi tempi, di una idea che sia capace di attirare mente e occhio del fruitore&#8230; Il fotografo Giorgio Ferri ci prova con grande tecnica e sensibilità proponendo una serie di ritratti che partono dalla mano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2760" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-2760" title="hands" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/hands.jpg" alt="" width="480" height="480" /><p class="wp-caption-text">Name: Lorenzo - Age: 24 years old - Occupation: Student - Hand&#39;s special uses: Guitar, Bass, Cycling</p></div>
<p>Ecco una mostra di fotografia che ci fa piacere segnalare per la sua originalità. Nel mondo della fotografia si è sempre in cerca, soprattutto di questi tempi, di una idea che sia capace di attirare mente e occhio del fruitore&#8230; Il fotografo Giorgio Ferri ci prova con grande tecnica e sensibilità proponendo una serie di ritratti che partono dalla mano, e dai suoi solchi e segni, per raccontare la storia del suo possessore. Gli scatti sono in mostra fino al 6 novembre presso il calisto Cafè di Vailate (Cr). Di seguito il comunicato stampa relativo alla mostra:</p>
<p><em>“Hand&#8217;s Portraits” consiste in una serie di tredici scatti fotografici raffiguranti altrettanti dorsi di mani, appartenenti a soggetti differenti.</em></p>
<p><em>La genesi dell’opera affonda le sue radici in spunti riflessivi di matrice differente, prima tra tutte l’analisi darwiniana delle fondamentali divergenze tra uomo e primate: nella mano lo studioso identifica la sorgente del potenziale distaccamento dell’essere umano dal mondo animale, risorsa che da un lato consente l’innalzamento dal punto di vista tecnico pratico, dall’altro affranca da un’esistenza di soli istinti.</em></p>
<p><em>Strettamente connesso a quest’ambito di ragionamento è un passaggio particolare della filosofia elaborata da Engels, in cui l’identità fisica della mano si traduce in sinonimo simbolico di “attività”, emblema della forza creatrice in potenza dell’uomo.</em></p>
<p><em> Il taglio intimista degli scatti, rafforzato dalla scelta estetica del bianco e nero, focalizza in secondo luogo l’attenzione sull’aspetto patetico ed emotivo; facendo appello alla tradizione gitana della chiromanzia, in particolare, in senso lato, alla pratica della lettura della mano, di quest’ultima viene messa in luce la portata di vissuto esperienziale dell’individuo, trasformandola in una sorta di “specchio della personalità”.</em></p>
<p><em>La mano non si riduce così a mero mezzo d’azione, ma assurge al ruolo di finestra sulla vita, di compendio riguardante epos e genos dell’individuo stesso.</em></p>
<p><em> In “Hand&#8217;s Portraits” ogni vena, ogni taglio, ogni solco o scalfitura nella superficie della pelle si trasforma in testimonianza, diventa marcatore del vissuto dell’individuo, delle sue scelte, della sua personalità, segni risultanti di una vita intera in cui ogni azione compiuta ha lasciato marchio indelebile di sè.&#8221;</em></p>
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		<title>Cinque donne</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 10:23:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si inaugura il 12 novembre e prosegue fino al 26 dello stesso mese la mostra dal titolo Cinque donne, dalla quale è stato tratto anche un volume. La personale, ospitata a Roma dalla galleria Spaziottagoni, è dedicata agli scatti del fotografo Gabriele Morrione, un artista che dedica la sua attenzione già da qualche anno al mondo femminile. Ecco il comunicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2754" title="Locandina_Morrione_CinqueDonne" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/Locandina_Morrione_CinqueDonne-248x350.jpg" alt="" width="248" height="350" />Si inaugura il 12 novembre e prosegue fino al 26 dello stesso mese la mostra dal titolo Cinque donne, dalla quale è stato tratto anche un volume. La personale, ospitata a Roma dalla galleria<strong><a href="http://www.spaziottagoni.com/" target="_blank"> Spaziottagoni</a>,</strong> è dedicata agli scatti del fotografo <a href="http://www.gabrielemorrione.it/" target="_blank"><strong>Gabriele Morrione</strong></a>, un artista che dedica la sua attenzione già da qualche anno al mondo femminile.</p>
<p>Ecco il comunicato stampa che ci è gentilmente stato inviato e che noi prontamente pubblichiamo:</p>
<p><em>&#8220;Gabriele Morrione prosegue nella sua ormai tradizionale esplorazione dell’universo femminile contaminando la ricerca dell’immagine con un difficile affiancamento alla parola scritta. In questo caso il suo intento è quello di dar voce ai soggetti fotografati, che si riprendono, con la parola, il diritto di parlare di sé, di presentarsi agli altri.</em></p>
<p><em>Adele Ceraudo, artista, Ilaria D’Ottavi, giornalista radiofonica, Laura Nardi, attrice, Maria Eleonora Maccari, architetto e Sarah Velardi, studentessa, sono protagoniste delle storie, mentre l’autore le fotografa in studio, nella loro casa, nel contesto del lavoro, con le persone più care.</em></p>
<p><em>I testi scritti dalle cinque donne, anziché affiancare le immagini, si alzano in volo e riacquistano la dimensione esaltante della libertà ritrovata. Centoquindici fotografie, selezionate per la pubblicazione, sono il risultato finale del lavoro, che ha occupato l’autore per circa due anni.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scrive Giovanni Andrea Semerano nella presentazione del libro (che sarà in vendita a prezzo speciale a Spaziottagoni nel periodo della mostra, pubblicato da La Camera Verde di Roma):</em></p>
<p><em>“… La fotografia di Gabriele Morrione ci sorprende da più punti di vista: innanzi tutto il corpo del bianco e nero, dove ombre e luci tagliano lo spazio e creano zone dense di grigi. Un bianco e nero, quello di Morrione, carico di memoria e rimandi a Man Ray per lo sviluppo ideale del gioco del ritratto in un interno; a Cartier-Bresson nella capacità di estrarre quel frammento reale e coglierlo nello scatto. E un altro punto di vista è la tenerezza, etica e filosofica, che l’obiettivo di Morrione svela raccontando le storie, l’incontro con le cinque donne.</em></p>
<p><em>Questa mostra e ancor più questo libro costruiscono un centro che è della comprensione e dell’avvicinamento. Siamo dentro una lanterna magica capace di imprimere quel movimento che rende necessario il tempo – il tempo dello sviluppo di un’idea – e Morrione attraverso la fotografia rende alla poesia il corpo”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gesti dell&#8217;anima</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 09:58:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa relativo all&#8217;uscita del volume fotografico dal titolo I gesti dell&#8217;Anima, una raccolta di immagini realizzate dal fotografo romano Marco Anelli e dedicate alla musica e ai suoi interpreti. Nel ricco volume sono presenti scatti in b/n che ritraggono tra gli altri, Uto Ughi, Antonio Pappano e Daniel Barenboim. &#8220;Un progetto dedicato ai più grandi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2750" title="Aimard Pierre-Laurent" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/Aimard-270x179.jpg" alt="" width="270" height="179" />Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa relativo all&#8217;uscita del volume fotografico dal titolo I gesti dell&#8217;Anima, una raccolta di immagini realizzate dal fotografo romano Marco Anelli e dedicate alla musica e ai suoi interpreti. Nel ricco volume sono presenti scatti in b/n che ritraggono tra gli altri, Uto Ughi, Antonio Pappano e Daniel Barenboim.</p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">&#8220;<em>Un progetto dedicato ai più grandi interpreti della musica classica a livello internazionale: </em></span></span><em><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><strong>Gesti dell’anima</strong></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"> è un libro che raccoglie 187 fotografie di musicisti e direttori d’orchestra di fama mondiale. </span></span></em></p>
<p><em><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">Ritroviamo in questo lavoro l’interesse per la musica che aveva guidato Marco Anelli nella realizzazione del precedente volume </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">La Musica Immaginata</span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">, frutto della sua lunga collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che ha consentito all’autore di affinare il suo sguardo e coltivare la sua idea di musica. </span></span></em></p>
<p><em><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">Anche qui, come in altri suoi precedenti lavori – ricordiamo </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">Il Calcio</span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"> – il fotografo deve confrontarsi con la necessità di mantenere una certa distanza dal soggetto ritratto. Paradossalmente, fotografare un calciatore o un musicista all’opera impone le stesse regole: non puoi avvicinarti. Con i musicisti si aggiunge una seconda condizione: non puoi fare rumore. Nel nostro caso le fotografie sono quindi silenziosamente distanti eppure profondamente musicali, intime, profonde. </span></span></em></p>
<p><em><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">Nell’impossibilità di una vicinanza, di un contatto, di un rapporto tra il fotografo e il suo soggetto, Marco Anelli decide di ricostruire questa relazione attraverso la giustapposizione, l’assemblaggio delle sue immagini al fine di restituire il senso dell’interpretazione. Sebbene i nomi dei musicisti raffigurati siano importanti, talvolta imponenti, l’interesse dell’autore è tentare di rappresentare la musica nel suo farsi, descrivere il rapporto tra l’esecutore e l’ascoltatore nell’unicità dell’interpretazione.</span></span></em></p>
<p><em> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">Come scrive Giovanna Calvenzi nella postfazione, «</span></span><span style="font-family: American Typewriter;"><span style="font-size: medium;">l</span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">a gestualità dei musicisti è diventata protagonista della sua indagine visiva e gli interpreti, i loro volti, i loro corpi – anche se presenti – passano quasi in secondo piano: Anelli osserva prevalentemente i gesti, quei movimenti intensi e misurati capaci di far nascere da una partitura l’emozione della musica».&#8221; </span></span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Daniele Pollice</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 09:22:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La fotografia è il modo che ho per stare con me stesso anche se solo per qualche secondo. Daniele Pollice è un fotografo napoletano che usa il bianco e nero per raccontare con profondità e grande sensibilità  paesaggi soprattutto legati alla sua Napoli. Le sue immagini sono eleganti e misteriose e catturano al primo sguardo con un tocco intimistico che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-large wp-image-2641 aligncenter" title="Study 3#1 Torregaveta-Napoli(1024)" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/Study-31-Torregaveta-Napoli1024-600x401.jpg" alt="" width="600" height="401" /></p>
<blockquote><p><em>La fotografia è il modo che ho per stare con me stesso anche se solo per qualche secondo.</em></p></blockquote>
<p><a href="http://danielepollice.com/" target="_blank"><strong>Daniele Pollice</strong></a> è un fotografo napoletano che usa il bianco e nero per raccontare con profondità e grande sensibilità  paesaggi soprattutto legati alla sua Napoli. Le sue immagini sono eleganti e misteriose e catturano al primo sguardo con un tocco intimistico che va oltre quello che è un semplice scatto&#8230;</p>
<p>Ecco come Daniele si racconta a Fotonote:</p>
<p><em>&#8220;Nato a Napoli nel 1978, mi avvicino alla fotografia sei anni orsono, quando ritrovo nella stessa un linguaggio creativo nel quale riesco a riconoscermi e con il quale riuscire a &#8220;descrivere&#8221; il mio quotidiano.</em></p>
<p><em>Fotografo per il gusto di farlo, non ho velleità da artista, anche se i miei scatti (per alcuni, oscuri ed introversi) possono lasciar pensare il contrario.</em></p>
<p><em>Non appartengo, nè frequento circoli artistici o pseudo tali, poichè non ne riconosco le dinamiche nè le gerarchie.</em></p>
<p><em>Insomma, mi interessa fare fotografie ed elaborare dei progetti senza dover seguire filoni o tendenze; in altre parole non mi piace lasciarmi risucchiare in un contenitore, ragion per cui, ad esempio, utilizzo indifferentemente l&#8217;analogico ed il digitale a seconda delle esigenze che mi ritrovo dinanzi, senza dovermi necessariamente etichettare come un tradizionalista o meno.</em></p>
<p><em>I miei progetti nascono da ricerca interiore, fatta di lunghe &#8220;passeggiate fotografiche&#8221;, volte, forse anche a scopo un pò terapeutico, a ritrovare un equilibrio, cercando di evadere dal caos.</em></p>
<p><em>Non pianifico i miei scatti, passeggio, contemplo e mi soffermo portando a casa, a volte un buono scatto ed altre volte, la serenità di essermi riappropriato del mio tempo. E&#8217; forse per questo che prediligo le lunghe esposizioni. Non mi piace la frenesia, preferisco essere &#8220;lento&#8221;, cerco di trasmettere, attraverso la fotografia, la mia inquietudine, ma sussurrandola per lo più. Il muovermi tra l&#8217;imbrunire e la notte ne è una naturale conseguenza, poichè in determinate condizioni di luce, dovendo effetuare delle pose che vanno dai 40 secondi ai venti/quaranta minuti sei inevitabilmente costretto a pensare, a soffermarti ed a curare maggiormente i particolari dovendo immagazzinare in un unica immagine il fluire del tempo, che sia tramite il movimento dell&#8217;acqua, delle nuvole o di una palma&#8221;.</em></p>
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		<title>Interiors</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 09:24:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Interiors, è il titolo della mostra, ospitata dalla galleria Massimo Minini di Brescia, che raccoglie le immagini del fotografo Paolo Novelli. La personale, curata da Arturo Carlo Quintavalle, raccoglie degli scatti intimi che nascono da una riflessione sul paesaggio esterno vissuto come &#8220;mondo interiore&#8221; : una serie di lavori che per la prima volta vengono esposti al pubblico proprio in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2606" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><img class="size-large wp-image-2606" title="Paolo Novelli -The hole n.18 (2007)" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Paolo-Novelli-The-hole-n.18-2007-600x393.jpg" alt="" width="600" height="393" /><p class="wp-caption-text">Paolo Novelli, The-hole n.18, 2007</p></div>
<p><span style="font-size: small;"><strong><em>Interiors, </em></strong>è il titolo della mostra, ospitata dalla galleria<a href="http://www.galleriaminini.it/" target="_blank"><strong> Massimo Minini </strong></a>di Brescia, che raccoglie le immagini del fotografo<a href="http://www.paolonovelli.com/" target="_blank"><strong> </strong></a><a href="http://www.photographers.it/free/paolonovelli/" target="_blank"><strong>Paolo Novelli</strong>.</a> La personale, curata </span>da Arturo Carlo Quintavalle, raccoglie degli scatti intimi che nascono da una riflessione sul paesaggio esterno vissuto come &#8220;mondo interiore&#8221;<span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">: una serie di lavori che per la prima volta vengono esposti al pubblico proprio in occasione di questa personale.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Immagini in bianco e nero dove gli elementi si distinguono a fatica, dove i bianchi e i grigi sono le incrostazioni sulle superfici curve delle gallerie o i bagliori delle luci. Niente altro. Non sono riprese le auto in corsa o i bus di linea che percorrono gallerie coperte. L’ambiente è vuoto, scarno, lugubre.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Non si trovano prospettive geometriche o campi lunghi, il tunnel è qui inteso unicamente come spazio chiuso, senza uscita, angusto, simbolicamente teatro dei travagli interiori dell’uomo, luogo di conflitti, trasposizione di ciò che si consuma, anche inconsciamente, nel fisico e nell’animo umano. </span></p>
<p lang="it-IT">La mostra si inaugura il 28 maggio e chiuderà i battenti il rpossimo 17 settembre 2011.</p>
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		<title>Omaggio ad Ansel Adams</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 09:21:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal 7 maggio al 25 giugno la Galleria Repetto di Acqui Terme (in provincia di Alessandria) ospiterà la mostra fotografica Omaggio ad Ansel Adams Cattedrali di pietra &#8211; Cattedrali dell&#8217;anima. Il percorso espositivo prevede 30 opere, con protagonista la montagna, del grande maestro americano che nei suoi magnifici scatti in b/n celebra una natura misteriosa ed ancestrale. In  mostra ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2552" class="wp-caption alignright" style="width: 280px"><img class="size-medium wp-image-2552" title="Anselm Adams_Half dome and moon" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Anselm-Adams_Half-dome-and-moon-270x348.jpg" alt="" width="270" height="348" /><p class="wp-caption-text">Anselm Adams Half dome and moon, 1960  fotografia in bianco e nero </p></div>
<p>Dal 7 maggio al 25 giugno la<a href="http://" target="_blank"><strong> Galleria Repetto</strong></a> di Acqui Terme (in provincia di Alessandria) ospiterà la mostra fotografica <strong>Omaggio ad Ansel Adams</strong><em><strong> Cattedrali di pietra &#8211; Cattedrali dell&#8217;anima</strong></em>.</p>
<p>Il percorso espositivo prevede 30 opere, con protagonista la montagna, del grande maestro americano che nei suoi magnifici scatti in b/n celebra una natura misteriosa ed ancestrale.</p>
<p>In  mostra ci sono anche altri lavori storici di grandi fotografi: da Albert Steiner (<em>Cattedrali di pietra)</em> a Luigi Ghirri<em> (Cattedrali dell&#8217;anima)</em> in un insieme di immagini che dialogano al ritmo del silenzio delle montagne.</p>
<p>Si legge nel comunicato stampa: <em>&#8220;Il magico occhio della fotografia che indaga la natura come luogo divino. La montagna come un’epifania o manifestazione del sacro. Le rocce, il cielo, le nuvole, la luna, i ghiacci, i laghi, gli alberi, i prati, l&#8217;immenso orizzonte come segni di una divinità pervasiva e nascosta, presente e misteriosa. Gli arabeschi delle pietre, i geroglifici di una corteccia, le pagine dei campi; le infinite lettere dell’universo in una simbologia senza tempo; l’immenso libro dell’aria dove le pietre e le nuvole appaiono come una scrittura semplice e indecifrabile. La montagna come ascesa al punto più alto, fuori e dentro di noi&#8221;.</em></p>
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		<title>La fine è il mio inizio</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 14:25:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In concomitanza con l’uscita del film La fine è il mio inizio, con Elio Germano e  Bruno Ganz, la pellicola ispirata ai libri ed alle esperienza di vita di Tiziano Terzani, a Roma si inaugura una mostra fotografica che raccoglie scatti del giornalista e scrittore scomparso. La mostra, che si inaugura a Palazzo Incontro a  Roma il prossimo 23 marzo,  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2506" title="terzani" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/terzani.jpg" alt="" width="300" height="202" />In concomitanza  con l’uscita del film La fine è il mio inizio, con Elio Germano e  Bruno Ganz, la pellicola ispirata ai libri ed alle esperienza di vita di Tiziano Terzani, a Roma si inaugura una mostra fotografica che raccoglie scatti del giornalista e scrittore scomparso. <strong><br />
</strong></p>
<p>La mostra, che si inaugura a <a href="http://www.fandangoincontro.it/" target="_blank"><strong>Palazzo Incontro</strong></a> a  Roma il prossimo 23 marzo,  si intitola &#8220;Tiziano Terzani Clic! 30 anni  d’Asia. La mostra&#8221; ed offre al visitatore un percorso composta da un centinaio di foto che  sono anche una chiave d’accesso a “un altro mondo”, un mondo che era rimasto  antico e misterioso. In bianco e nero. Un percorso attraverso i Paesi dell’Asia  dove Terzani ha vissuto e viaggiato. Il Vietnam, la Cina di una volta, le  Filippine, il Giappone, l’India. Il percorso seguito da Terzani corrisponde  anche al percorso dello sviluppo delle sue idee e del suo modo  d’essere.</p>
<p>L’esposizione, curata dal figlio,  Folco Terzani, si chiude il prossimo 29 maggio 2011 ed<strong> </strong>è promossa dalla<strong> Provincia di Roma-Progetto ABC</strong>,  organizzata da <strong>Civita </strong>in  collaborazione con <strong>Fandango</strong>. Il  catalogo della mostra è pubblicato da <strong>Fandango  Libri</strong>.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Veolia Environnement Wildlife Photographer of the Year</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 13:15:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è tempo fino al prossimo 8 marzo per candidare le proprie fotografie in una delle nove categorie del concorso Veolia Environnement Wildlife Photographer of the Year attraverso il sito internet dedicato alla iniziativa. Giunto ormai alla sua 47esima edizione, il concorso è l’espressione più significativa del mondo della fotografia naturalistica e intende promuovere l’impegno nella difesa delle diversità e delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-2385" title="visiting-related-new" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/visiting-related-new.jpg" alt="" width="350" height="233" />C&#8217;è tempo fino al prossimo 8 marzo per candidare le proprie fotografie in una delle nove  categorie del concorso <em>Veolia  Environnement Wildlife Photographer of the Year</em> attraverso il<a href="http://www.nhm.ac.uk/visit-us/whats-on/temporary-exhibitions/wpy/" target="_blank"><strong> sito</strong></a> internet  dedicato alla iniziativa.</p>
<p>Giunto  ormai alla sua 47esima edizione, il concorso è l’espressione più significativa  del mondo della fotografia naturalistica e intende promuovere l’impegno nella  difesa delle diversità e delle bellezze del pianeta attraverso immagini capaci  di generare un senso di reverenziale meraviglia e rispetto nei confronti della  complessa realtà che ci circonda. Il concorso si rivolge a fotografi  professionisti e non.</p>
<p>Durante  la prossima primavera, un team di esperti del settore esaminerà tutte le  fotografie pervenute con l’obiettivo di scegliere la migliore per ognuna delle  nove categorie: <em>Animali nel loro  ambiente</em>, <em>Comportamento</em>, <em>Mondo sottomarino</em>, <em>Ritratti di animali</em>, <em>In onore di piante e funghi</em>, <em>Natura urbana</em>, <em>Natura in bianco e nero</em>, <em>Visioni creative della natura</em> e <em>Luoghi selvaggi</em>.</p>
<p>Sono  previsti inoltre quattro premi speciali: <em>Fotoreporter naturalistico dell’anno</em>, <em>Il pianeta Terra, Premio Gerald Durrell per  le specie in via di estinzione</em>, <em>Premio Eric Hosking </em>per giovani  fotografi (under 27).</p>
<p>Per i vincitori del concorso è previsto un premio in denaro, oltre  all’inserimento degli loro scatti in un catalogo commemorativo dell’edizione  2011 che verrà tradotto in più lingue e la menzione in  un supplemento speciale della rivista <em>BBC Wildlife</em> nel mese di  novembre.</p>
<p>Le fotografie più significative dell’edizione saranno inoltre  protagoniste di una mostra itinerante che inaugurerà nel mese di ottobre al  prestigioso <a href="http://www.nhm.ac.uk/" target="_blank">Museo di Storia Naturale</a> di Londra, per poi proseguire con le tappe successive  in numerose città del mondo. Durante l’anno di esposizione si prevedono circa  due milioni e mezzo di visitatori.</p>
<p>Per  ulteriori informazioni sul concorso, sulle categorie e sul regolamento è possibile accedere al ricchissimo ed esauriente  <a href="http://www.nhm.ac.uk/visit-us/whats-on/temporary-exhibitions/wpy/" target="_blank"><strong>sito . </strong></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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