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	<title>FotoNote &#187; In Libreria</title>
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		<title>Gesti dell&#8217;anima</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 09:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa relativo all&#8217;uscita del volume fotografico dal titolo I gesti dell&#8217;Anima, una raccolta di immagini realizzate dal fotografo romano Marco Anelli e dedicate alla musica e ai suoi interpreti. Nel ricco volume sono presenti scatti in b/n che ritraggono tra gli altri, Uto Ughi, Antonio Pappano e Daniel Barenboim. &#8220;Un progetto dedicato ai più grandi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2750" title="Aimard Pierre-Laurent" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/Aimard-270x179.jpg" alt="" width="270" height="179" />Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa relativo all&#8217;uscita del volume fotografico dal titolo I gesti dell&#8217;Anima, una raccolta di immagini realizzate dal fotografo romano Marco Anelli e dedicate alla musica e ai suoi interpreti. Nel ricco volume sono presenti scatti in b/n che ritraggono tra gli altri, Uto Ughi, Antonio Pappano e Daniel Barenboim.</p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">&#8220;<em>Un progetto dedicato ai più grandi interpreti della musica classica a livello internazionale: </em></span></span><em><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><strong>Gesti dell’anima</strong></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"> è un libro che raccoglie 187 fotografie di musicisti e direttori d’orchestra di fama mondiale. </span></span></em></p>
<p><em><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">Ritroviamo in questo lavoro l’interesse per la musica che aveva guidato Marco Anelli nella realizzazione del precedente volume </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">La Musica Immaginata</span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">, frutto della sua lunga collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che ha consentito all’autore di affinare il suo sguardo e coltivare la sua idea di musica. </span></span></em></p>
<p><em><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">Anche qui, come in altri suoi precedenti lavori – ricordiamo </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">Il Calcio</span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"> – il fotografo deve confrontarsi con la necessità di mantenere una certa distanza dal soggetto ritratto. Paradossalmente, fotografare un calciatore o un musicista all’opera impone le stesse regole: non puoi avvicinarti. Con i musicisti si aggiunge una seconda condizione: non puoi fare rumore. Nel nostro caso le fotografie sono quindi silenziosamente distanti eppure profondamente musicali, intime, profonde. </span></span></em></p>
<p><em><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">Nell’impossibilità di una vicinanza, di un contatto, di un rapporto tra il fotografo e il suo soggetto, Marco Anelli decide di ricostruire questa relazione attraverso la giustapposizione, l’assemblaggio delle sue immagini al fine di restituire il senso dell’interpretazione. Sebbene i nomi dei musicisti raffigurati siano importanti, talvolta imponenti, l’interesse dell’autore è tentare di rappresentare la musica nel suo farsi, descrivere il rapporto tra l’esecutore e l’ascoltatore nell’unicità dell’interpretazione.</span></span></em></p>
<p><em> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">Come scrive Giovanna Calvenzi nella postfazione, «</span></span><span style="font-family: American Typewriter;"><span style="font-size: medium;">l</span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">a gestualità dei musicisti è diventata protagonista della sua indagine visiva e gli interpreti, i loro volti, i loro corpi – anche se presenti – passano quasi in secondo piano: Anelli osserva prevalentemente i gesti, quei movimenti intensi e misurati capaci di far nascere da una partitura l’emozione della musica».&#8221; </span></span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Hospital life in Afghanistan</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 12:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hospital life in Afghanistan è il volume (ed. Postcart 2011) che raccoglie le immagini scattate da Laura Salvinelli: 87 foto in b/n per raccontare una guerra senza fine. Da qualche anno, la Cooperazione Italiana e l&#8217;ONG AISPO (Associazione Italiana per la Solidarietà tra i Popoli) operano in sinergia in Afghanistan per rendere il Servizio Sanitario Nazionale sempre più funzionale nel rispondere ai bisogni essenziali delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-2467" title="cover Afghanistan.indd.pdf [ 1 ], page 1 @ Preflight" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/COVER-247x350.jpg" alt="" width="247" height="350" />Hospital life in Afghanistan è il volume (ed. <a href="http://www.postcart.com/" target="_blank"><strong>Postcart </strong></a>2011) che raccoglie le immagini scattate da<a href="http://www.laurasalvinelli.com/" target="_blank"><strong> Laura Salvinelli</strong></a>: 87 foto in b/n per raccontare una guerra senza fine.</p>
<p>Da qualche anno, la Cooperazione Italiana e l&#8217;ONG <a href="http://www.aispo.org/" target="_blank"><strong>AISPO</strong></a> (Associazione Italiana per la Solidarietà tra i Popoli) operano in sinergia in Afghanistan per rendere il Servizio Sanitario Nazionale sempre più funzionale nel rispondere ai bisogni essenziali delle popolazioni, in particolare di quelle più vulnerabili.</p>
<p>Questo cammino congiunto ha contribuito a migliorare l’accesso alle cure sanitarie di fasce della popolazione prima trascurate, a ridurre la mortalità materno-infantile, ad assicurare la presenza di farmaci nelle unità sanitarie periferiche. Grazie a questo progetto alcuni ospedali hanno migliorato il livello delle loro prestazioni e differenziato la loro offerta con servizi specialistici.</p>
<p>La fotografa Laura Salvinelli ha voluto visitare e fotografare quelle strutture sanitarie in cui hanno operato la Cooperazione Italiana e AISPO, e in particolare l&#8217;Ospedale Pediatrico, l&#8217;Ospedale Regionale e il Centro Ustioni di Herat.</p>
<p>Gli scatti testimoniano le sofferenze di una popolazione martoriata che continua a combattere, ma anche gli sforzi e l&#8217;umanità di uomini che ogni giorno lottano per restituire speranza a tutti coloro hanno bisogno di cure.</p>
<p>Le particolari inquadrature e la qualità della luce di ogni scatto, caratteristiche dello stile dell&#8217;autrice, ci restituiscono il coraggio di persone che vivono un dramma ma che non smettono mai di sperare.</p>
<p>www.laurasalvinelli.com</p>
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		<title>Someone to love</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 11:05:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione culturale Spazio Labo’ &#8211; Centro di Fotografia di Bologna presenta questa sera, a partire dalle 19.30, un evento collegato alla uscita del libro Someone to love della fotografa Cristina Nuñez. Presso la sede del centro di fotografia è infatti in programma la presentazione di “Someone to love”, il nuovo libro della fotografa spagnola Cristina Nuñez. L’autrice sara’ presente all’incontro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2455" title="shapeimage_1" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/shapeimage_1.png" alt="" width="400" height="200" />L&#8217;Associazione culturale <a href="http://www.spaziolabo.it/SpazioLabo/___Spazio_Labo___.html" target="_blank"><strong>Spazio Labo’ &#8211; Centro di Fotografia</strong></a> di Bologna presenta questa sera, a partire dalle 19.30, un evento collegato alla uscita del libro Someone to love della fotografa Cristina Nuñez.</p>
<p>Presso la sede del centro di fotografia è infatti in programma la presentazione di “Someone<br />
to love”, il nuovo libro della fotografa spagnola <a href="http://www.cristinanunez.com/" target="_blank"><strong>Cristina Nuñez.</strong></a> L’autrice sara’ presente all’incontro e disponibile per una sessione di book signing a fine presentazione. L’evento è gratuito ed aperto al pubblico.</p>
<p>“Someone To Love” è un doppio libro di oltre trecento pagine. Il primo libro contiene l&#8217;autobiografia visiva dell&#8217;artista attraverso i suoi 22 anni di autoritratti, le sue fotografie di famiglia e i testi; una narrazione emozionale dell&#8217;intensa vita dell&#8217;artista, dall&#8217;infanzia, l&#8217;adolescenza da tossicodipendente, l&#8217;emigrazione in Italia, le sue figlie, la scoperta dell&#8217;autoritratto come strumento auto-terapeutico e quello che lei chiama la sua &#8220;missione&#8221;: la divulgazione del metodo The Self-Portrait Experience per trasformare la sofferenza umana in arte. Il secondo libro è dedicato esclusivamente al metodo: un manuale<br />
completo di autoritratto per esplorare tutti gli aspetti della propria vita, per stimolare il processo creativo e per fortificarsi. Include teoria, esercizi e numerose immagini. Cristina Nuñez è un’artista-fotografa spagnola, autrice di numerosi progetti fotografici, pubblicati ed esposti in Italia e all’estero;  è anche facilitatrice di autoritratto terapeutico secondo il suo metodo che insegna in Italia, Finlandia, Spagna, UK e Stati Uniti, in università, scuole, aziende, carceri e centri di saluteì mentale. Per maggiori informazioni:<a href="http://www.self-portrait.eu/" target="_blank"> self-portrait.eu</a></p>
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		<title>Muccassassina: un trip fotografico nella trasgressione</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 10:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Muccassassina è una serata storica della capitale dedicata alla trasgressione e alla musica. A questo fenomeno di costume che da 20 anni anima le notti romane è stato dedicato un libro fotografico dal titolo Muccassassina, viaggio fotografico nel venerdì notte più trasgressivo d&#8217;Italia, edito da Postcart. Il volume fotografico verrà presentato il 4 dicembre a Più Libri, Più Liberi la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2300" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-2300 " title="14_she male, Fanny Coletta2" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/14_she-male-Fanny-Coletta2.jpg" alt="" width="200" height="142" /><p class="wp-caption-text">She male, Fanny Coletta</p></div>
<p><a href="http://www.muccassassina.com/" target="_blank"><strong>Muccassassina</strong></a> è una serata storica della capitale dedicata alla trasgressione e alla musica. A questo fenomeno di costume che da 20 anni anima le notti romane è stato dedicato un libro fotografico dal titolo <strong>Muccassassina, viaggio fotografico nel venerdì notte più trasgressivo d&#8217;Italia</strong>, edito da <a href="http://www.postcart.com/" target="_blank"><strong>Postcart</strong></a>.</p>
<p>Il volume fotografico verrà presentato il 4 dicembre a <a href="http://www.piulibripiuliberi.it/" target="_blank"><strong>Più Libri, Più Liberi</strong></a> la fiera della piccola e media editoria, giunta alla nona edizione, che si tiene presso il Palazzo dei Congressi di Roma dal 4 all&#8217;8 dicembre.</p>
<p>All&#8217;incontro, in programma per le 20.00, saranno presenti: Diego Longobardi &#8211; Direttore artistico  Muccassassina; Rossana Praitano &#8211; Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario  Mieli; Vladimir Luxuria &#8211; Ex direttore artistico  Muccassassina; Luciano Parisi<strong> </strong>- Ex direttore artistico  Muccassassina; Marco Longo &#8211; Ex direttore artistico  Muccassassina; Massimilian<img class="alignright size-large wp-image-2301" title="muccassassina" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/muccassassina-422x600.jpg" alt="" width="253" height="360" />o<strong> </strong>Lazzari<strong> </strong>- Giornalista de <em>Il Messaggero. </em></p>
<p>Il libro raccoglie le variopinte immagini di 21 fotografi scattate durante la  stagione 2010 e raccoglie il meglio delle serate di Muccassassina, organizzate come da tradizione  ogni venerdì al Qube Disco Club di Roma: i backstage, le mise delle drag-queens,  i corpi dei danzatori e dei gogo-boys, i colori della folla.</p>
<p>All’intero  del libro anche una sezione dedicata alla storia di Muccassassina, una storia  che inevitabilmente si intreccia con le trasformazioni dei costumi e delle  tendenze dell’Italia degli ultimi vent’anni.<br />
Divertente la carrellata di  foto con le celebrities che negli anni hanno frequentato i party di  Muccassassina: tra gli altri Moana Pozzi, Grace Jones, Geri Halliwell, Rupert  Everett, David La Chapell, Ambra Angiolini, Raul Bova.</p>
<p lang="it-IT"><em>&#8220;Ho pensato che solo un libro come questo potesse rendere un giusto omaggio alla storia di Muccassassina. A coloro che l’hanno ideata, a tutti quelli che vi hanno lavorato e ancora vi lavorano, e a tutti quelli che la amano non solo come luogo d’intrattenimento, ma come oasi di libertà. La libertà di essere se stessi, senza condizionamenti e senza paure. Il libro è la preziosa testimonianza fotografica di questa libertà&#8221;. </em>Con queste parole di tolleranza e libertà il direttore artistico Diego Lombardi presenta questo volume fotografico che contribuisce a rimuovere barriere mentali e preconcetti legati al mondo gay e alle sue manifestazioni.</p>
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		<title>in.solito verde in mostra</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 11:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La GOtoECO, Associazione per la valorizzazione del territorio, ha organizzato la mostra fotografica in.solito.verde, una iniziativa nata grazie al concorso indetto a marzo di quest&#8217;anno dalla stessa associazione, con l&#8217;obiettivo di valorizzare il verde spontaneo. L&#8217;esposizione si terrà da mercoledì 15 a mercoledì 22 settembre presso la Galleria La Fortezza di Gradisca d&#8217;Isonzo (Gorizia). L&#8217;evento, realizzato grazie al contributo della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2206" class="wp-caption alignleft" style="width: 348px"><img class="size-large wp-image-2206" title="1_CLASSIFICATO_FRANCESCO_RANIERI(CAMPO SAN PIERO, PD)" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/1_CLASSIFICATO_FRANCESCO_RANIERICAMPO-SAN-PIERO-PD1-338x600.jpg" alt="" width="338" height="600" /><p class="wp-caption-text">La foto 1° classificata: Francesco Ranieri (Campo San Piero, PD)</p></div>
<p>La <a href="http://www.gotoeco.it/" target="_blank"><strong>GOtoECO,</strong></a> Associazione per la valorizzazione del territorio, ha organizzato la mostra fotografica in.solito.verde, una iniziativa nata grazie al<a href="http://www.fotonote.it/2010/04/23/concorso-fotografico-dedicato-al-verde-urbano/" target="_blank"><strong> concorso</strong></a> indetto a marzo di quest&#8217;anno dalla stessa associazione, con l&#8217;obiettivo di valorizzare il verde spontaneo. L&#8217;esposizione si terrà da mercoledì 15 a mercoledì 22 settembre presso la <strong>Galleria La Fortezza</strong> di Gradisca d&#8217;Isonzo (Gorizia).</p>
<p>L&#8217;evento, realizzato grazie al contributo della Banca di Credito Cooperativo di Staranzano e Villesse e patrocinato dal Comune di Gradisca d&#8217;Isonzo, verrà inaugurato con un convegno sul verde urbano spontaneo il giorno 15 settembre alla presenza della commissione giudicatrice composta da Claudia Marcon e Miriam Dellasorte (presidente e vicepresidente dell’associazione GOtoECO), Stefano Graziani (fotografo e docente di fotografia presso la Facoltà di Architettura di Trieste e Venezia), Alessandra Marin (professoressa di Urbanistica, Facoltà di Architettura di Trieste), Adriano Venudo (architetto) e Elena Debetto (dottore agronomo), che ha valutato le opere fotografiche inviate da tutta Italia.</p>
<p>Nell&#8217;articolo di Claudia Marcon, presidente dell&#8217;associazione,  che è stato inserito all&#8217;interno del catalogo della mostra si legge tra l&#8217;altro a proposito di questa interessante iniziativa all&#8217;insegna dell&#8217;ecologia:<em> &#8220;Da tutta Italia sono arrivate settantatré fotografie, delle quali 35 sono state selezionate per la mostra itinerante che inizierà a Gradisca d’Isonzo, presso la galleria d’arte La Fortezza, per arrivare successivamente a Trieste, nella splendida cornice del Parco di San Giovanni, in concomitanza con l’evento, organizzato dalla Provincia di Trieste, “spazio ritrovato”. Obiettivo di GOtoECO è la creazione di una sorta di atlante illustrato delle specie vegetali spontanee presenti nel territorio urbano, attraverso il quale descriverne i principali e possibili utilizzi &#8211; alimentare, medicinale e ornamentale delle essenze. Ciò che vogliamo è che, scorrendo le immagini lungo un ideale percorso, i visitatori della mostra potranno soffermare lo sguardo sulle differenze e sulle caratteristiche delle singole erbe spontanee, dei fiori, degli arbusti, degli alberi e degli ortaggi, modificando così la loro percezione dei luoghi; sarà così che il piazzale abbandonato, lo scarto di un terreno incolto, il ciglio di una strada e i binari della ferrovia, non appariranno più come spazi in disuso ma come nuovi spazi fertili. Non ultimo speriamo, tramite questa mostra, di sensibilizzare il visitatore sul tema dell’ecologia urbana; promuovere nuovi modi di pensare, percepire e vivere la natura; sviluppare una cultura della valorizzazione sostenibile e, ancora, creare un’occasione di festa e divertimento all’insegna del rispetto della natura e del territorio&#8221;</em>.</p>
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		<title>Eclipse: il libro e il concorso fotografico sulla saga di Twilight</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 07:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Saga di Twilight, nata dalla penna della scrittrice Stephenie Meyer, è ormai diventata, grazie anche alla fortunata trasposizione cinematografica, un fenomeno planetario soprattutto tra il pubblico più giovane, ma anche tra i più grandi i fans dei vampiri sono sempre più numerosi. Alla pellicola attualmente nelle sale &#8211; Eclipse, il terzo capitolo della serie &#8211; sono collegate alcune iniziative [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2114" class="wp-caption alignright" style="width: 287px"><img class="size-full wp-image-2114" title="eclipse_backstage_fazi_mark_cotta_vaz" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/eclipse_backstage_fazi_mark_cotta_vaz.jpg" alt="" width="277" height="360" /><p class="wp-caption-text">La cover del libro fotografico edito da Fazi</p></div>
<p>La Saga di Twilight, nata dalla penna della scrittrice Stephenie Meyer, è ormai diventata, grazie anche alla fortunata trasposizione cinematografica, un fenomeno planetario soprattutto tra il pubblico più giovane, ma anche tra i più grandi i fans dei vampiri sono sempre più numerosi.</p>
<p>Alla pellicola attualmente nelle sale &#8211; Eclipse, il terzo capitolo della serie &#8211; sono collegate alcune iniziative dedicate proprio alle immagini dei personaggi e degli attori che li interpretano che sono ormai diventati delle vere e proprie icone per gli appassionati del genere fantasy e non solo.</p>
<p>In libreria  è disponibile un volume fotografico dal titolo Eclipse &#8211; Il Backstage del film (<a href="http://www.fazieditore.it/#" target="_blank"><strong>Fazi Editore</strong></a>) a cura di Mark Cotta Vaz. Il libro, oltre a contenere ghiotti aneddoti sul backstage del film, presenta una serie di scatti realizzati sul set della pellicola, immagini che consentono di vedere in azione Robert Pattinson (alias il vampiro Edward Cullen) &amp; co. alle prese con scene spettacolari e scene romantiche. Un viaggio per immagini tra i segreti della saga che è anche un documento interessante sul making off di una pellicola ricca di effetti speciali.</p>
<p>Oltre al libro appena citato, all&#8217;uscita di Eclipse nelle sale è legato anche un concorso fotografico promosso dal portale <a href="http://www.bestmovie.it/" target="_blank"><strong>Best Movie</strong></a>, che mette in palio premi legati alla amatissima serie!<br />
I partecipanti sono chiamati a dare prova della loro &#8220;febbre da Twilight&#8221;  inviando immagini che li ritraggono nelle vesti dei personaggi della saga.<br />
Al concorso sono ammessi anche fotomontaggi con immagini dei film in cui compaiano sempre anche i fan. Le foto più belle saranno pubblicate sul sito e le migliori, scelte dalla redazione, riceveranno premi targati Eclipse.</p>
<p>Per inviare ulteriori informazioni e per conoscere le modalità di invio delle immagini si rimanda al sito di Bestmovie nella apposita <a href="http://www.bestmovie.it/news/scatta-e-vinci-i-premi-di-eclipse-i-vincitori/41018/" target="_blank"><strong>sezione</strong></a> dedicata all&#8217;iniziativa.</p>
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		<title>Ali bruciate: I bambini di Scampia</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 13:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è inaugurata lo scorso 1° luglio presso la Casa della Memoria e della Storia a Roma &#8211; con una interessante conferenza stampa alla quale erano presenti, oltre all&#8217;autore, il giornalista Corradino Mineo e il giudice Francesco Cascini &#8211; la mostra dal titolo Ali Bruciate, I bambini di Scampia. Davide Cerullo, fotografo non professionista, espone i suoi intensi scatti dedicati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-large wp-image-2077 aligncenter" title="scampia" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/scampia-600x338.jpg" alt="" width="600" height="338" /></p>
<p>Si è inaugurata lo scorso 1° luglio presso la <a href="http://www.culturaroma.it/spaziperlacultura/28/schedacultura.asp" target="_blank"><strong>Casa della Memoria e della Storia</strong></a> a Roma &#8211; con una interessante conferenza stampa alla quale erano presenti, oltre all&#8217;autore, il giornalista Corradino Mineo e il giudice Francesco Cascini &#8211; la mostra dal titolo Ali Bruciate, I bambini di Scampia. Davide Cerullo, fotografo non professionista, espone i suoi intensi scatti dedicati ai piccoli abitanti del quartiere di Napoli, tristemente noto per l&#8217;ampia presenza della criminalità organizzata.</p>
<p>Davide, che a sua volta è stato un bambino cresciuto in quei palazzoni, riesce a cogliere con i suoi ritratti l&#8217;innocenza, le paure e i sogni di questi adulti in miniatura ai quali le circostanze avverse rischiano, però, di togliere la spensieratezza e l&#8217;innocenza. Primi piani con occhi che domandano &#8220;perché&#8221;, giochi pericolosi e precoci con pistole vere, sorrisi che portano nonostante tutto l&#8217;idea di una possibilità: questi i ritratti proposti dall&#8217;autore che attraverso la sua macchina fotografica ha raccontato una<img class="alignright size-medium wp-image-2078" title="cerullo_pronzato_ali_bruciate_06H95_org" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/cerullo_pronzato_ali_bruciate_06H95_org-225x350.jpg" alt="" width="225" height="350" /> storia &#8220;sbagliata&#8221; che è anche la sua.</p>
<p>Alla mostra è legato il progetto editoriale <strong>Ali Bruciate, I bambini di Scampia</strong>, edito dalle <a href="http://www.paoline.it/" target="_blank"><strong>Paoline</strong></a>. Un libro scritto a quattro mani da Cerullo e dal sacerdote e scrittore Alessandro Pronzato: un dialogo, ricco di umanità e storie, che è anche una accusa sociale, un grido di aiuto che non può assolutamente andare perduto. Sfogliando le pagine di questo viaggio coinvolgente ed inquitante nei mali di un certo Sud, però, si percepisce forte la speranza, qquella speranza che ha portato Davide a cambiare la sua vita e che si legge sui volti di questi coraggiosi piccoli uomini.</p>
<p>Il 14 luglio, alle ore 18.00, è previsto un incontro per riflettere sul tema della legalità e sull’urgenza di proporre nuovi percorsi educativi. All’incontro prenderà parte il giornalista di Avvenire, Diego Motta, autore de “Pezzi di vita”,(Edizioni Paoline), libro che racconta storie di speranza dal nord al sud della penisola, e il filosofo Marco Guzzi, direttore della collana editoriale delle Paoline “Crocevia” che vuole proporre nuovi stili di vita. Nel mese di settembre – ottobre sono previsti altri incontri e visite guidate per le scuole.</p>
<p>La mostra resterà aperta fino al 22 ottobre.</p>
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		<title>Lidia, il cielo cade</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 08:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lidia, il cielo cade è il titolo del libro fotografico realizzato dal fotografo romano Maurizio Cogliandro. Il volume, edito da Postcart, raccoglie gli scatti che Cogliandro ha dedicato alla madre, malata di tumore. Nella primavera del 2000 a Lidia viene diagnosticato un tumore alle ovaie. Maurizio Cogliandro, suo figlio, negli ultimi due anni di vita, fino al 14 febbraio 2005 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/covercogliandro.jpg" rel="lightbox[1935]"><img class="alignright size-full wp-image-1936" title="covercogliandro" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/covercogliandro.jpg" alt="covercogliandro" width="209" height="320" /></a>Lidia, il cielo cade è il titolo del libro fotografico realizzato dal fotografo romano Maurizio Cogliandro. Il volume, edito da <a href="http://www.postcart.com/index.php" target="_blank"><strong>Postcart</strong></a>, raccoglie gli scatti che Cogliandro ha dedicato alla madre, malata di tumore.</p>
<p>Nella primavera del 2000 a Lidia viene diagnosticato un tumore alle ovaie. <a href="http://www.fotonote.it/2010/01/07/raccontare-il-quotidiano/" target="_blank"><strong>Maurizio Cogliandro</strong></a>, suo figlio, negli ultimi due anni di vita, fino al 14 febbraio 2005 giorno in cui si è spenta, l’ha accompagnata in ogni momento della malattia insieme alla sua macchina fotografica.  Dalle attese in ospedale, alle cure a casa nel proprio letto, agli ultimi istanti di vita, ne viene fuori un toccante diario fotografico sofferto, intimo, delicato. Una potente testimonianza del legame tra una madre e un figlio nel momento più difficile.</p>
<p>Scatti in bianco e nero delicati e sfuggenti che testimoniano lo spietato avanzamento di una malattia che sconfigge il corpo e lo trasforma, ma anche foto che rappresentano il profondo legame tra una madre e un figlio che dialogano attraverso l&#8217;obiettivo in una situazione dolorosa e struggente.</p>
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		<title>Ernesto Bazan: la vera anima di Cuba</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 15:34:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ernesto Bazan è un fotografo palermitano, ma vive da anni in Messico, che ha dedicato un libro fotografico interamente al suo amore incondizionato per Cuba e per il suo popolo, Bazan Cuba. Bazan ha riassunto in queste pagine, attraverso immagini in b/n e scritti, ben 14 anni di vita e fotografia nell&#8217;Isla grande. Un lavoro corale, hanno partecipato anche molti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/83_cuba_2.jpg" rel="lightbox[1918]"><img class="size-large wp-image-1919 aligncenter" title="83_cuba_2" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/83_cuba_2-600x393.jpg" alt="83_cuba_2" width="600" height="393" /></a></p>
<p><a href="http://www.bazanphotos.com/" target="_blank"><strong>Ernesto Bazan</strong></a> è un fotografo palermitano, ma vive da anni in Messico, che ha dedicato un libro fotografico interamente al suo amore incondizionato per Cuba e per il suo popolo, <a href="http://www.bazanphotos.com/photographyBooks/cuba-bazan/content.html" target="_blank"><strong>Bazan Cuba</strong></a>. Bazan ha riassunto in queste pagine, attraverso immagini in b/n e scritti, ben 14 anni di vita e fotografia nell&#8217;Isla grande. Un lavoro corale, hanno partecipato anche molti degli allievi del fotografo, e intenso che attraverso il linguaggio del reportage restituisce una immagine di Cuba lontana dagli stereotipi e dai luoghi comuni&#8230;</p>
<p><strong>Nel suo libro si legge:&#8221;Per tanti anni Cuba l&#8217;avevo fortemente desiderata come si desidera una donna che incontri e non riesci più a togliertela dalla testa. Sono quasi certo di esserci vissuto in un&#8217;altra vita&#8221;. Lei è nato a Palermo e poi si è innamorato di Cuba e dell’Avana in particolare: quali sono i punti in comune tra queste due città, solo in apparenza lontanissime?</strong><br />
In entrambe si sente forte la presenza spagnola che le due isole hanno vissuto per diversi secoli. Poi arrivando all&#8217;Avana mi sono sentito riportato indietro nel tempo alla Sicilia della mia infanzia e anche prima di quando ero nato. Per questo credo di esserci vissuto in un&#8217;altra vita. Mi sono sentito naturalmente a mio agio. La vita quotidiana che avviene molto per strada mi ricordava molto della mia Palermo dove ho incominciato a muovere i miei primi passi fotografici.</p>
<p><strong>Come è nato e come si è sviluppato questo progetto fotografico così fortemente voluto?</strong><br />
Una volta che siamo stati costretti ad abbandonare l&#8217;isola nel 2006, mi sono reso conto che finalmente era arrivato il momento agognato da tanti anni: fare un libro che raccontasse 14 anni di vita e fotografia. L&#8217;unica certezza era che non volevo affidare questo lavoro ad un editore a causa delle esperienze negative dei miei primi libri. Scrissi ai miei studenti chiedendo il loro aiuto creativo e finanziario per poter autoprodurre il libro. Con mia grande sorpresa 50 di loro mi dissero che erano ben disposti ad aiutarmi. Grazie ai loro preziosi consigli in tutte le fasi di editing, dell&#8217;impaginazione e della stampa del libro e al successivo supporto finanziario, ho avuto il privilegio di diventare editore di me stesso. Abbiamo creato una piccola casa editrice la BazanPhotos Publishing e dopo questa prima esperienza editoriale di BazanCuba che sta superando tutte le mie aspettative, contiamo, nei prossimi anni, di pubblicare altri titoli sia del mio lavoro sia di alcuni dei miei studenti con maggiore talento. Il libro ha vinto vari premi fra cui quello come miglior libro dell&#8217;anno durante il New York Photo festival nel 2009. Dico sempre che una volta che imparerà a camminare da solo non ci sarà più bisogno di accompagnarlo nel suo lungo cammino.<br />
<strong>Quale sono le maggiori difficoltà che ha incontrato questo suo sogno di carta? </strong><br />
Pensavamo ingenuamente che una volta pubblicato il libro avremmo vinto la nostra sfida. In realtà non eravamo che all&#8217;inizio. Nuove sfide si sono susseguite. Una fra tante come distribuire e vendere i libri. L&#8217;idea di fare dei book tour non è stato che il pretesto per raggiungere il nostro audience. La risposta da parte del pubblico Italiano e Americano è stata e continua ad essere veramente commovente. <a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/BazanCubaCover_2.jpg" rel="lightbox[1918]"><img class="alignright size-medium wp-image-1920" title="BazanCubaCover_2" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/BazanCubaCover_2-270x231.jpg" alt="BazanCubaCover_2" width="270" height="231" /></a><br />
<strong>Il suo book tour ha toccato molte città italiane fra cui Bologna, Firenze, Napoli, Perugia, Senigallia, Milano e Roma: lei attualmente vive in Messico, cosa le manca di più del suo paese di origine?</strong><br />
Dico sempre che l&#8217;Italia e la Sicilia in particolare rappresentano il mio passato di cui mi sento molto orgoglioso. Il Messico e tutta l&#8217;America Latina sono invece il mio presente e il mio futuro. Qui, in queste terre, voglio continuare a fotografare per tutti gli anni che mi rimangono. Mi piace molto poter ritornare in Italia dove ho ancora la mia famiglia e molti amici cari.<br />
<strong>Altra passione oltre alla fotografia per lei è l&#8217;insegnamento: quali sono le indicazioni che di solito non omette mai di dare ai giovani fotografi che la seguono?</strong><br />
Diventare maestro è stata una nuova rivelazione dopo che a 17 anni avevo ascoltato una voce in sogno che mi diceva che dovevo fare il fotografo. L&#8217;insegnamento è una missione. Da otto anni cerco di aiutare i miei studenti affinché possano diventare migliori fotografi non perdendo mai di vista il rispetto degli altri, dei nostri soggetti. Dopo dieci giorni di duro lavoro avviene un vero “miracolo”. Dico sempre di loro una volta rientrati a casa di riguardare le foto con cui sono venuti all’inizio del workshop con quelle nuove. Credo che le loro immagini e commenti parlino da soli. Visitando la galleria studentesca sulla mia pagina web <a href="http://www.bazanphotos.com/photographyBooks/cuba-bazan/itl/index.html" target="_blank"><strong>www.bazanphotos.com</strong></a> si ha un’idea di cosa sto cercando di esprimere.<br />
<strong>Qual è, secondo lei, il segreto per realizzare un buon reportage?</strong><br />
La capacità di mettere la propria anima in sintonia con quella dei miei soggetti per poter raccontare quello che sentono nella loro esistenza e quello che provo io a ritrarli. Solamente trascorrendo lunghi periodi di tempo in un luogo si ha la possibilità di scavare sotto la superficie della vita. Dico sempre che bisogna ritornare negli stessi posti tante volte per cercare di cogliere la quinta essenza delle nostre emozioni e sentimenti.<strong><br />
C&#8217;è una caratteristica che maggiormente la colpisce del popolo cubano e che emerge dai suoi ritratti? </strong><br />
La grande dignità e la capacità d&#8217;andare avanti a tutti i costi nonostante la loro vita quotidiana sia molto difficile.<br />
<strong>Come vede il futuro di Cuba e della sua gente?</strong></p>
<p>Io sono molto ottimista e quindi non posso che sperare che il futuro dell&#8217;isola porti cambi positivi per questo popolo straordinario.</p>
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		<title>Dal dagherrotipo al digitale</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 09:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione della XII Settimana della Cultura -16/25 aprile 2010 lo Spazio Labo’ &#8211; Centro di Fotografia di Bologna ospita un incontro con il Prof. Maurizio Rebuzzini durante il quale verrà presentato il suo ultimo libro,  1839-2009. Dalla Relazione di Macedonio Melloni alla svolta di Akio Morita. Come dire, dal dagherrotipo all’acquisizione digitale di immagini. E consecuzioni (Ed. FOTOgraphia Libri, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/rebuzzini.jpg" rel="lightbox[1835]"><img class="alignleft size-full wp-image-1836" title="rebuzzini" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/rebuzzini.jpg" alt="rebuzzini" width="189" height="263" /></a>In occasione della XII Settimana della Cultura -16/25 aprile 2010 lo <a href="http://www.spaziolabo.it/SpazioLabo/___Spazio_Labo___.html" target="_blank"><strong>Spazio Labo’ &#8211; Centro di Fotografia</strong></a> di Bologna ospita un incontro con il Prof. Maurizio Rebuzzini durante il quale verrà presentato il suo ultimo libro, <em> 1839-2009. Dalla Relazione di Macedonio Melloni alla svolta di Akio Morita. Come dire, dal dagherrotipo all’acquisizione digitale di immagini. E consecuzioni </em><span><em>(</em>Ed. FOTOgraphia Libri, 2009)<br />
</span></p>
<p>Venerdì 16 aprile 2010, dalle ore 19 gli spazi della associazione culturale bolognese saranno la sede dell&#8217;incontro, ad ingresso libero  dal titolo <em>Le tecnologie possono cambiare, evolversi, ma i princìpi restano.</em> Maurizio Rebuzzini &#8211; che si occupa di fotografia come redattore, collaboratore o direttore editoriale dal 1972 &#8211; si occupa di linguaggio, tecnica e costume della<br />
fotografia ed è curatore della sezione storica degli apparecchi fotografici al<br />
Museo Nazionale Alinari della Fotografia.</p>
<p><em>&#8220;Rebuzzini ha considerato una storia, quella della fotografia, da angolature classiche e<br />
anticonformiste, come è nella sua natura e preparazione di uomo colto ed intelligente, e come deve essere per non soggiacere a ribollite che oramai si sono consunte, nella cucina poverissima di idee e ridondante di errori che blocca la digestione alle nostre menti. La traccia, proprio per prendere coscienza di che cosa è la fotografia e di quanto abbia inciso sul nostro modo di essere e di vivere, è i grandi momenti che hanno impresso una svolta senza ritorno»</em> si legge nella prefazione al volume scritta da Giuliana Scimé</p>
<p>Il libro di Rebuzzini ricostruisce il percorso dell&#8217;immagine dai suoi albori fino alle recenti innovazioni che ne hanno rivoluzionato modalità e contenuti. Ogni capitolo rappresenta una tappa fondamentale del linguaggio che dal 1839 non smette di cambiare ed evolversi, per arrivare all’operazione voluta da Akio Morita, presidente di Sony, che ha avviato l’acquisizione digitale<br />
delle immagini. Una originale storia della fotografia, non solo per addetti ai lavori, che parte dal dagherrotipo passando per la Box Kodak, di George Eastman (1888), fino alla mitica Leica, di Oskar Barnack (1913-1925), e alla Polaroid.</p>
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