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	<title>FotoNote &#187; Fotografi</title>
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	<description>Appunti di Fotografia</description>
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		<title>Una &#8220;app&#8221; per Giacomelli</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 11:20:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Steve Jobs ha cambiato per sempre il nostro modo di rapportarci al computer: un genio assoluto che ha intuito per primo che la &#8220;macchina&#8221; deve prima di tutto facilitarci la vita rendendola più ricca, di informazioni e contatti, e se non più felice almeno più serena e aperta al mondo e qalla conoscenza. Quando la tecnologia incontra l&#8217;arte allora possono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2785" title="appgiacomelli" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/appgiacomelli-270x180.jpg" alt="" width="270" height="180" />Steve Jobs ha cambiato per sempre il nostro modo di rapportarci al computer: un genio assoluto che ha intuito per primo che la &#8220;macchina&#8221; deve prima di tutto facilitarci la vita rendendola più ricca, di informazioni e contatti, e se non più felice almeno più serena e aperta al mondo e qalla conoscenza.</p>
<p>Quando la tecnologia incontra l&#8217;arte allora possono nascere binomi moderni e ricchi di spunti universali al tempo stesso: l&#8217;una non esclude l&#8217;altra ma al contrario la arricchisce di significati e contenuti accessibili.</p>
<p>Stiamo parlando della applicazione realizzata da <a href="http://www.contrasto.it/" target="_blank"><strong>Contrasto</strong></a> per celebrare la potenza creativa e la profondità intellettuale del fotografo <a href="http://www.mariogiacomelli.it/" target="_blank"><strong>Mario Giacomelli</strong></a>: una app ricca, articolata e imperdibile per chi è appassionato di questo Maestro ma destinata anche a chi ama la fotografia e magari ancora non si è imbattuto nel genio di Giacomelli. Se è vero che &#8220;per tutto c&#8217;è una app&#8221; di certo non poteva mancarne uno così dettagliata per ripercorrere vita ed opere di uno dei più grandi fotografi italiani.</p>
<p>&#8220;L’applicazione consente di vivere le immagini di Mario Giacomelli in un modo mai conosciuto prima grazie alla ricchezza dei materiali presentati, all’interattività e alla grande qualità della visualizzazione. L’app disponibile in italiano e in inglese sia per iPad che per iPhone, contiene 273 immagini, navigabili singolarmente o con slideshow.&#8221; Queste sono le premesse su l&#8217;App store che presenta l&#8217;opera sottolineandone la ricchezza di contributi video, interviste a critici e fotografi, immagini interattive e una visita virtuale alla ultima grande mostra di Mario Giacomelli. Oltre a immagini private e ad una dettagliata parte biografica, a cura del figlio del maestro, Simone Giacomelli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Daniele Pollice</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 09:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fotografia è il modo che ho per stare con me stesso anche se solo per qualche secondo. Daniele Pollice è un fotografo napoletano che usa il bianco e nero per raccontare con profondità e grande sensibilità  paesaggi soprattutto legati alla sua Napoli. Le sue immagini sono eleganti e misteriose e catturano al primo sguardo con un tocco intimistico che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-large wp-image-2641 aligncenter" title="Study 3#1 Torregaveta-Napoli(1024)" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/Study-31-Torregaveta-Napoli1024-600x401.jpg" alt="" width="600" height="401" /></p>
<blockquote><p><em>La fotografia è il modo che ho per stare con me stesso anche se solo per qualche secondo.</em></p></blockquote>
<p><a href="http://danielepollice.com/" target="_blank"><strong>Daniele Pollice</strong></a> è un fotografo napoletano che usa il bianco e nero per raccontare con profondità e grande sensibilità  paesaggi soprattutto legati alla sua Napoli. Le sue immagini sono eleganti e misteriose e catturano al primo sguardo con un tocco intimistico che va oltre quello che è un semplice scatto&#8230;</p>
<p>Ecco come Daniele si racconta a Fotonote:</p>
<p><em>&#8220;Nato a Napoli nel 1978, mi avvicino alla fotografia sei anni orsono, quando ritrovo nella stessa un linguaggio creativo nel quale riesco a riconoscermi e con il quale riuscire a &#8220;descrivere&#8221; il mio quotidiano.</em></p>
<p><em>Fotografo per il gusto di farlo, non ho velleità da artista, anche se i miei scatti (per alcuni, oscuri ed introversi) possono lasciar pensare il contrario.</em></p>
<p><em>Non appartengo, nè frequento circoli artistici o pseudo tali, poichè non ne riconosco le dinamiche nè le gerarchie.</em></p>
<p><em>Insomma, mi interessa fare fotografie ed elaborare dei progetti senza dover seguire filoni o tendenze; in altre parole non mi piace lasciarmi risucchiare in un contenitore, ragion per cui, ad esempio, utilizzo indifferentemente l&#8217;analogico ed il digitale a seconda delle esigenze che mi ritrovo dinanzi, senza dovermi necessariamente etichettare come un tradizionalista o meno.</em></p>
<p><em>I miei progetti nascono da ricerca interiore, fatta di lunghe &#8220;passeggiate fotografiche&#8221;, volte, forse anche a scopo un pò terapeutico, a ritrovare un equilibrio, cercando di evadere dal caos.</em></p>
<p><em>Non pianifico i miei scatti, passeggio, contemplo e mi soffermo portando a casa, a volte un buono scatto ed altre volte, la serenità di essermi riappropriato del mio tempo. E&#8217; forse per questo che prediligo le lunghe esposizioni. Non mi piace la frenesia, preferisco essere &#8220;lento&#8221;, cerco di trasmettere, attraverso la fotografia, la mia inquietudine, ma sussurrandola per lo più. Il muovermi tra l&#8217;imbrunire e la notte ne è una naturale conseguenza, poichè in determinate condizioni di luce, dovendo effetuare delle pose che vanno dai 40 secondi ai venti/quaranta minuti sei inevitabilmente costretto a pensare, a soffermarti ed a curare maggiormente i particolari dovendo immagazzinare in un unica immagine il fluire del tempo, che sia tramite il movimento dell&#8217;acqua, delle nuvole o di una palma&#8221;.</em></p>
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		<title>Photoaid: una avventura speciale</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 10:57:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un’avventura speciale, un’esperienza “vera” ed unica nel suo genere è ora possibile anche per te. L’Associazione Photoaid, Agenzia non profit per il reportage sociale e l’Associazione Archè Onlus invitano a partecipare al Photoaid Contest 2011/Archè dal titolo “Anche tu fotoreporter”. In linea con lo spirito della Agenzia il concorso fotografico desidera valorizzare i reportage fotografici ispirati dalla tematica sociale. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;"><img class="alignright size-large wp-image-2612" title="logo contest def" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/logo-contest-def-317x600.jpg" alt="" width="317" height="600" />Un’avventura speciale, un’esperienza “vera” ed unica nel suo genere è ora possibile anche per te. L’<a href="http://www.photoaid.eu/" target="_blank"><strong>Associazione Photoaid,</strong></a> Agenzia non profit per il reportage sociale </span></span><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;">e l<strong><a href="http://www.arche.it/" target="_blank">’Associazione Archè Onlus</a> </strong></span></span><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong> </strong></span></span><span style="font-family: Cambria,serif;"> </span><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;">invitano a partecipare al Photoaid Contest 2011/Archè dal titolo  “Anche tu fotoreporter”. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;">In linea con lo spirito della Agenzia il concorso fotografico desidera valorizzare i reportage fotografici ispirati dalla tematica sociale. Il concorso è </span></span><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>aperto a tutti </strong></span></span><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>coloro che amano raccontare con le immagini le persone e le loro esperienze di vita quotidiana, per inventare ogni giorno la speranza. </strong></span></span><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;">Possono partecipare fotografi professionisti e non sia italiani che stranieri. Si potranno presentare fotografie in </span></span><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;">bianco e nero e a colori</span></span><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;">. Il tema è libero, il linguaggio più appropriato è quello vivace e dinamico del reportage esaltato da un approccio fotografico “rispettoso” ma anche concreto, ottimista e sensibile.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;">Le iscizioni scadono il prossimo il 18 settembre 2011. Il Presidente della Giuria è il reporter di fama internazionale Paolo Pellegrin (fotografo dell’Agenzia Magnum).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;">Il vincitore del concorso avrà la possibilità di vivere </span></span><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>un’esperienza unica affiancando un fotografo di Photoaid durante un lavoro di reportage all’estero;</strong></span></span><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;"> sempre al primo classificato verrà inoltre data in premio una reflex NIKON digitale (d300s) ed un corso organizzato da Marianna Santoni (</span></span><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;">Guru del digital imaging)</span></span><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;">Il regolamento del Photoaid Contest è visibile direttamente su </span></span><a href="http://www.photoaid.eu/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>www.photoaid.eu</strong></span></span></span></span><span style="font-family: Cambria,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong> .</strong></span></span></a></p>
<p><a href="http://www.photoaid.eu/" target="_blank"> </a></p>
<p><a href="http://www.photoaid.eu/" target="_blank"> </a></p>
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		<title>After the Crash</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 07:46:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; After the Crash è il titolo della mostra, a cura di Camilla Boemio, in programma al Museo &#8211; Orto Botanico di Roma a partire dal prossimo 11 giugno. In mostra ci saranno gli scatti degli artisti: Justine Cooper ,Wout Berger, Damir Ocko, Ravi Agarwal ,Gino De Dominicis , Cassander Eeftinck Schattenkerk ,Trevor Paglen ,Klaus Thymann ,Francesco Patriarca , Donato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;" lang="en-GB">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2583" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-large wp-image-2583" title="Justine Cooper !" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Justine-Cooper--600x459.jpg" alt="" width="600" height="459" /><p class="wp-caption-text">Justine Cooper  Orange Herpetology Cabinets   Courtesy the artist </p></div>
<p lang="en-GB">After the Crash è il titolo della mostra, a cura di <a href="http://www.camillaboemio.com/" target="_blank"><strong>Camilla Boemio</strong></a>, in programma al Museo &#8211; Orto Botanico di Roma a partire dal prossimo 11 giugno.</p>
<p>In mostra ci saranno gli scatti degli artisti:<em> Justine Cooper ,Wout Berger</em><em>, Damir Ocko, Ravi Agarwal ,Gino De Dominicis , Cassander Eeftinck Schattenkerk ,Trevor Paglen ,Klaus Thymann ,Francesco Patriarca , Donato Piccolo , Emmanuelle Villard , Marek Kvetan with Bra</em></p>
<p>La collettiva, realizzata in collaborazione con l’ <strong>Orto Botanico </strong>del <strong>Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza Università di Roma</strong> , si inserisce nell’ ambito della manifestazione <strong>Arte in Orto </strong>ideata per aprire uno dei luoghi più belli di Roma ad un pubblico più vasto ed eterogeneo .</p>
<p>La mostra fa parte del progetto Europeo SCIART che propone un  approccio sperimentale ed innovativo alla Scienza e all’Arte e che mira ad avvicinare le giovani generazioni ad una nuova e dinamica visione delle due classiche discipline.</p>
<p>L’ Allestimento della mostra vede coinvolte e partecipi le Green Houses dell’ Orto Botanico coinvolgendo lo spettatore in un tour tra la vegetazione alla scoperta dei lavori , che a tratti diventano tutto uno con lo spazio espositivo, a tratti emergono sovvertendo i confini .</p>
<p>Il desiner inglese Rick Casson ha progettato degli inediti banners per guidare il visitatore in un viaggio nel quale l’ intento vuole fare emergere il legame con il cosmo e la natura , fonti primarie della scienza e risorsa creativa inesauribile .</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Sabato 11 Giugno si terrà , dalle 10.30 , un workshop nella quale saranno presenti gli scienziati e gli artisti La mostra sarà presentata ad Ancona nei mesi successivi .</p>
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		<title>Workshop di ritratto a Roma</title>
		<link>http://www.fotonote.it/2010/11/30/workshop-di-ritratto-a-roma/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 15:41:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;L’Associazione culturale Prospettiva 8 propone per il prossimo 4 dicembre 2010, a Roma in zona piazza Bologna, un workshop fotografico di ritratto in luce ambiente con il supporto della docente Paola Casali. Un workshop tendenzialmente pratico, in cui saranno trattati inizialmente gli aspetti teorici della fotografia di ritratto per dare poi ampio spazio all’attività di ripresa fotografica, ciascun partecipante potrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2270" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2270 " title="paola casali" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/paola-casali.jpg" alt="" width="550" height="354" /><p class="wp-caption-text">Uno scatto di Paola Casali</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p>&#8220;L’Associazione culturale <a href="http://www.prospettivaotto.it/home/" target="_blank"><strong>Prospettiva 8</strong> </a>propone per il prossimo 4 dicembre 2010, a Roma in zona piazza Bologna, un  workshop fotografico di ritratto in luce ambiente con il supporto della docente <a href="http://www.pfcimmagini.it/" target="_blank"><strong>Paola Casali.</strong></a></p>
<p>Un workshop tendenzialmente pratico, in  cui saranno trattati inizialmente gli aspetti teorici della fotografia di  ritratto per dare poi ampio spazio all’attività di ripresa fotografica, ciascun  partecipante potrà infatti esercitarsi sia in gruppo sia da solo con una modella  professionista e con la guida costante della docente. Obiettivo del workshop è mparare a valorizzare il soggetto utilizzando al meglio la  luce ambiente e a valutare gli effetti che essa produce, minimizzandoli o al  contrario massimizzandoli, al fine di ottenere dei ritratti corretti dal punto  di vista tecnico e in grado di trasmettere emozioni.</p>
<p>Per info, iscrizioni e per conoscere altre iniziative è possibile visitare il <a href="http://www.prospettivaotto.it/attivita/attivita_elenco.asp" target="_blank"><strong>sito</strong></a> della associazione culturale.</p>
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		<title>I set di Fellini</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 13:52:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fino al 5 marzo 2011 sarà possibile visitare, presso lo spazio espositivo di Cinecittadue Arte Contemporanea a Roma, la mostra fotografica dal titolo “I set di Fellini &#8211; Federico Fellini al lavoro, 100 magnifici scatti”. Il percorso espositivo, ospitato all&#8217;ultimo piano del Centro Commerciale Cinecittà 2,  prevede un totale di cento scatti che mostrano non solo il  privato del Grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2254 aligncenter" title="federico fellini" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/federico-fellini.jpg" alt="" width="440" height="200" /></p>
<p>Fino al 5 marzo 2011 sarà possibile visitare, presso lo spazio espositivo di<a href="http://www.fotonote.it/2010/05/16/mario-giacomelli-in-mostra-a-roma/" target="_blank"><strong> Cinecittadue Arte Contemporanea</strong></a> a Roma, la mostra fotografica dal titolo “I set di Fellini &#8211; Federico Fellini  al lavoro, 100 magnifici scatti”. Il percorso espositivo, ospitato all&#8217;ultimo piano del Centro Commerciale Cinecittà 2,  prevede un totale di cento scatti che mostrano non solo il  privato del Grande Maestro ma anche, e soprattutto,  il suo lavoro di  regista. Una serie di immagini che ripercorre la storia di un personaggio che ha contribuito a fare grande il cinema italiano attraverso i suoi occhi, citando Ennio Flaiano (sceneggiatura di alcuni deisuoi film più significativi) di sognatore con i &#8220;piedi ben piantati tra le nuvole&#8221;.</p>
<p>La mostra, curata dal Direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca  Farinelli, si inserisce nelle celebrazioni per i 50 anni del film “La Dolce  Vita” che comprende anche l&#8217;esposizione Labirinto Fellini fino al 30 gennaio presso il<a href="http://www.macro.roma.museum/mostre_ed_eventi/mostre/labirinto_fellini" target="_blank"><strong> Macro Testaccio</strong></a>.<br />
<strong><em><br />
</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Globalisation was here</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 13:20:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Fermata Kudanshita (uscita 2) sulle linee Tozai, Hanzomon, Toei Shinjuku. Uscendo dalla stazione, andare dritto, girare a sinistra al secondo semaforo (senza attraversare la strada) e proseguire fino ad un passaggio pedonale sopraelevato, sulla sinistra si trova un palazzo (bianco e rosso), sede dell’Istituto&#8221;. Nella presentazione della mostra si legge così alla voce &#8220;Indicazioni Metropolitana&#8221; ma questo non deve sorpendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2247" title="Alessio Guarino,  014" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/Alessio-Guarino-014-270x187.jpg" alt="" width="270" height="187" />&#8220;Fermata Kudanshita (uscita 2) sulle linee Tozai, Hanzomon, Toei Shinjuku. Uscendo dalla stazione, andare dritto, girare a sinistra al secondo semaforo (senza attraversare la strada) e proseguire fino ad un passaggio pedonale sopraelevato, sulla sinistra si trova un palazzo (bianco e rosso), sede dell’Istituto&#8221;. Nella presentazione della mostra si legge così alla voce &#8220;Indicazioni Metropolitana&#8221; ma questo non deve sorpendere dato che nella caotica Tokyo non esistono nomi delle strade e identificare il nome di una fermata metro non è certo la cosa più facile del mondo&#8230;</p>
<p><a href="http://www.fotonote.it/2010/06/10/alessio-guarino/" target="_blank"><strong>Alessio Guarino, </strong></a> che vive tra Italia e Giappone, ha scelto come originale e dinamica location proprio la metropoli nipponica che fino al 20 dicembre 2010 ospita la sua mostra Globalisation was here.  La sala foyer dell&#8217;<a href="http://www.iictokyo.esteri.it/IIC_Tokyo" target="_blank"><strong>Istituto italiano di cultura di Tokyo</strong></a> fa da sfondo agli scatti in bianco e nero del fotografo napoletano: una serie di immagini, fatte di sapienti geometrie, che rappresentano un progetto fotografico puntato sull&#8217;architettura e sul moderno concetto di metropoli.</p>
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		<title>Andrea De Paoli</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 09:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bianco e nero]]></category>
		<category><![CDATA[giovani fotografi]]></category>
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		<description><![CDATA[Tramite la fotografia cerco la semplicità, la chiarezza, non mi piace essere incerto nel significato, preferisco suscitare emozioni multiple, magari complesse, anche contrastanti, comunque non ambigue. Andrea De Paoli è un giovane e sensibile fotografo romano classe 1976. Dopo aver conseguito la maturità linguistica, Andrea si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche. Gli studi, però, sono difficili e l’ambiente de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2060" class="wp-caption aligncenter" style="width: 586px"><img class="size-full wp-image-2060  " title="andreadepaoli" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/andreadepaoli.jpg" alt="Uno scatto realizzato su pellicola a Cuba " width="576" height="410" /><p class="wp-caption-text">Uno scatto realizzato su pellicola a Cuba</p></div>
<p style="text-align: center;">
<blockquote><p>Tramite la fotografia cerco la semplicità, la chiarezza, non mi piace essere incerto nel significato, preferisco suscitare emozioni multiple, magari complesse, anche contrastanti, comunque non ambigue.</p></blockquote>
<p><a href="http://andreadepaoli.wordpress.com/" target="_blank"><strong>Andrea De Paoli</strong></a> è un giovane e sensibile fotografo romano classe 1976. Dopo aver conseguito la maturità linguistica, Andrea si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche. Gli studi, però, sono difficili e l’ambiente de La Sapienza pure e incerto sul proprio futuro, come molti della sua generazione, Andrea comincia a lavorare in modo discontinuo prima in un supermercato, poi per una società che organizzava mostre d’arte, come cameriere e commesso di abbigliamento. Nel frattempo, attratto dal mondo del cinema, partecipa come comparsa e figurante speciale in film e pubblicità, e con i soldi guadagnati riesce a permettersi la sua prima Nikon FM2. Tanti scatti ma ancora nessuna vera ambizione. L’occasione di un lavoro come redattore in una rivista e poi a tempo pieno in una società di comunicazione gli consentono di raggiungere la tanto desiderata indipendenza prima di molti suoi coetanei. La routine però gli va stretta e allora con grandi sacrifici termina gli studi e si laurea con buoni risultati, cerca la propria voce tramite lezioni di canto, si iscrive al corso di fotografia della Scuola di Scienza e Tecnica del Comune di Roma. Attualmente realizza book fotografici per attori e reportage di viaggio. Gli scatti di Andrea sono realizzati principalmente su pellicola, l&#8217;analogico è la sua dimensione ideale, e i suoi ritratti mostrano una spontaneità e una particolare interazione con il soggetto, un rapporto che dura uno scatto ma che cerca di mettere a nudo le emozioni più profonde&#8230;<br />
Ecco cosa ci ha raccontato Andrea a proposito del suo modo di &#8220;vivere&#8221; le emozioni legate alla fotografia&#8230;</p>
<p><em>&#8220;Tramite la fotografia cerco la semplicità, la chiarezza, non mi piace essere incerto nel significato, preferisco suscitare emozioni multiple, magari complesse, anche contrastanti, comunque non ambigue. Quando realizzo un ritratto sono costretto ad avvicinarmi, ad entrare in relazione, e per me non è mai stato facile. Io sono stato abituato ad essere parsimonioso con le emozioni e fermarmi a conoscere le persone mi aiuta ad essere più generoso, più espansivo, mi sento più libero. L’empatia fra soggetto e fotografo è molto importante in un ritratto e in viaggio a volte ci vuole anche molta pazienza, la stessa che ci vorrebbe per scrivere una buona storia. Con gli attori è spesso più facile, loro sono certo più disponibili a scoprirsi, a farsi vedere, ma devo comunque prima conquistarmi la loro fiducia. Il bello sta nel capire chi sono, indagare l’idea che hanno di loro stessi, farli lavorare su qualcosa di nuovo. Sono spesso giovani e mi piace la loro passione. È anche un modo per entrare in contatto col mondo del cinema che mi ha sempre affascinato e che mi piacerebbe conoscere meglio.&#8221;</em></p>
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		<title>Guido Caruso</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 08:08:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una continuazione di me stesso, una “penna” che non fa errori, che mi permette di raccontare quello che osservo o avverto con un margine d’errore pari allo 0,01% Guido Caruso è uno studente universitario palermitano che nell&#8217;era del digitale ha fatto una scelta &#8220;rivoluzionaria&#8221;: scattare in analogico. I suoi lavori sono spiazzanti, evanescenti e surreali, mescolano la quotidianità al sogno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2046 aligncenter" title="guido caruso" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/guido-caruso.jpg" alt="" width="600" height="533" /></p>
<blockquote><p>Una continuazione di me stesso, una “penna” che non fa errori, che mi permette di raccontare quello che osservo o avverto con un margine d’errore pari allo 0,01%</p></blockquote>
<p><a href="http://www.fotocommunity.it/pc/account/myprofile/733591" target="_blank"><strong>Guido Caruso</strong></a> è uno studente universitario palermitano che nell&#8217;era del digitale ha fatto una scelta &#8220;rivoluzionaria&#8221;: scattare in analogico. I suoi lavori sono spiazzanti, evanescenti e surreali, mescolano la quotidianità al sogno, la realtà alla interiorità creando un effetto intenso che cattura e incuriosisce al primo sguardo&#8230;</p>
<p>Ecco come Guido ci ha raccontato il suo rapporto con la fotografia&#8230;.</p>
<p><em>&#8220;Una continuazione di me stesso, una “penna” che non fa errori, che mi permette di raccontare quello che osservo o avverto con un margine d’errore pari allo 0,01%. Rappresenta una mia visione, una mia interpretazione della disposizione degli oggetti nello spazio, non tutti vediamo le cose allo stesso modo. Dentro l’obiettivo è come se vedessi un’orchestra disordinata, pigra. Tanto più veloce sono a riordinarla ad organizzarla, quanto prima ottengo l’armonia che ricerco. La scelta di un istante: si, no, si, non più, si, no, Boom e schiaccio l’otturatore. Attraverso la realizzazione di astrattismi cerco di trasmettere “concetti” facilmente e diversamente interpretabili dall’osservatore.<br />
Nei soggetti che ritraggo cerco di evidenziare ciò che mi interessa e nascondo quello che ha meno importanza. Ecco perché uso un bianco e nero così contrastato, estremo. A volte mi capita di ottenere risultati diversi dall’originale, ma siccome si avvicinano molto a quanto avevo visto prima, non le distruggo. Mi diverte studiare le scene, organizzare piccole sale di posa, prediligo luci basse e scenari freddi, angoscianti, spesso con pochi motivi d’esistenza. Uso spesso materiali poveri, riciclo, trasformo.<br />
In questo periodo fotografo con una scatola che mi sono costruito, un dagherrotipo. Fotografo a posa e poi in camera oscura sviluppo.<br />
I risultati sono notevoli. Non ho mai usato  una macchina fotografica digitale&#8221;.</em></p>
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		<title>Alessio Guarino</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 12:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca De Meis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[bianco e nero]]></category>
		<category><![CDATA[giovani fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Potessi cambiare i miei inutili anni a studiare fotografia con altri viaggi lo farei senza pensarci un attimo Alessio Guarino è nato a Napoli e ha studiato Scultura all&#8217;Accademia di Belle Arti di Napoli, successivamente si è dedicato agli studi di fotografia al CFP Bauer di Milano. Ha lavorato come assistente di Sergio Merli e Enrico Conti nella fotografia pubblicitaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-large wp-image-2030 aligncenter" title="alessio guarino" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/DSC_00155-600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" /></p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Potessi cambiare i miei inutili anni a studiare fotografia con altri viaggi lo farei senza pensarci un attimo</p>
</blockquote>
<p><a href="http://www.alessioguarino.it/" target="_blank"><strong>Alessio Guarino</strong></a> è nato a Napoli e ha studiato Scultura all&#8217;Accademia di Belle Arti di Napoli, successivamente si è dedicato agli studi di fotografia al CFP Bauer di Milano. Ha lavorato come assistente di Sergio Merli e Enrico Conti nella fotografia pubblicitaria e con Francesco Radino nella fotografia di architettura. Ha esposto alla Biennale della fotografia di Torino e alla Fondazione Cesare Correnti di Milano e in diverse collettive in Italia.<br />
Dal 1995 iniziano, poi, i suoi viaggi e le collaborazioni con l&#8217;editoria occupandosi prevalentemente di architettura, ritratti e reportage socio-antropologico. Cura un <a href="http://www.twodogs.it/" target="_blank"><strong>web magazine</strong></a> fotografico. I suoi lavori sono stati pubblicati su molte riviste italiane e straniere. Attualmente vive e lavora a Tokyo.  I lavori in B/n di Guarino scrutano le architetture metropolitane in modo morbido e rigoroso: scatti dove le linee degli edifici si sposano alla poesia dei paesaggi e alla discreta presenza delle figure umane. Nei ritratti, poi, l&#8217;artista presenta in modo asciutto, e spesso contestualizzato, i suoi soggetti con i quali sembra intessre un dialogo che non ha bisogno di parole. Ecco come Guarino si racconta a Fotonote&#8230;</p>
<p><em>&#8220;Ho sempre considerato la fotografia un mezzo per raccontare delle storie, le mie storie. e forse e in questo caso che ho prodotto le cose migliori i lavori a cui sono legato.  Non ho mai amato la fotografia professionale nonostante mi sia utile per guadagnare denaro. Amo la fotografia di chi viaggia, di chi ha imparato quelle poche regole fermo durante lo scalo in un qualche aeroporto in giro per il mondo tra una lettura di un libro o altro. Potessi cambiare i miei inutili anni a studiare fotografia con altri viaggi lo farei senza pensarci un attimo. Ho comprato molta macchine fotografiche tra una esperienza e l&#8217;altra ma  l&#8217;unica a cui tengo è  una Plaubel Makina  con un 55 mm Nikon,  amica di tanti viaggi&#8221;.</em></p>
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