1 Year, 1 Mile, 1 Lens: il viaggio intimo di Todd Gipstein

1 Year, 1 Mile, 1 Lens è il titolo della mostra che ospita gli scatti di Todd Gipstein. Gli spazi della Galleria Browning ad Asolo,  in collaborazione con il Festival Fantadia, ospitano dal 7 al 16 giugno 2013 la personale dell’artista americano, da anni collaboratore del National Geographic.

La mostra è tratta dalla serie di immagini ‘X100’, un progetto di viaggio intimo e personale che ha coinvolto il fotografo dando vita a scatti semplici ed intensi in un affascinante bianco e nero. Un viaggio non è solo un partire per luoghi lontani e sconosciuti ma può essere anche un momento di confronto con se stessi: 1000 chilometri o solo 1000 metri, non importa, quello che conta e aprirsi ed osservare… meglio se con una macchina fotografica tra le mani.

Ecco cosa ha dichiarato Gipstein a proposito di questa sua ennesima “avventura”: “Io e mia moglie spesso passeggiamo lungo lo splendido miglio da casa nostra al faro. Si tratta di una passeggiata lungo l’oceano presso Groton, in Connecticut, nel New England negli Stati Uniti. Lungo il percorso si passa vicino ad un campo da golf, alle vecchie case vittoriane, all’oceano, a quartieri tranquilli, ad una spiaggia, a rocce drammatiche, ad altalene e ad un campo da basket, ad uno stagno tranquillo, ad un giardino scultura, alla tomba di un cane, ad una passerella commemorativa e, infine, al faro. Quando ho comprato la Fuji X100 con 35 millimetri lente fissa, e quando mi sono reso conto che potevo vedere direttamente il mondo in bianco e nero, mi sono innamorato della semplicità di questo mezzo che mi ricordava gli esordi della mia carriera. Ho deciso di scattare lungo quel miglio per un anno con una sola lente. Ho voluto focalizzare il mio sguardo riducendo al minimo le possibilità di distrazione. Lavorando con questi limiti di tempo, spazio e lente, speravo di liberare la mia visione. (…) Vorrei raccomandare un progetto come questo ad ogni fotografo. È facile andare in un posto “esotico” e fare fotografie interessanti. È più difficile fotografare ciò che è familiare. Spesso siamo accecati dal suo potenziale. È un tipo di progetto che può insegnare anche ad un professionista esperto come vedere davvero. L’anno trascorso a piedi, lungo il miglio del mio quartiere, è stato uno dei miei progetti fotografici preferiti. È stato un regalo che mi sono dato, e che ora condivido con gli altri. Mi mancherà.”

 

 

 

 

 

 

 

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