Nino Migliori e l’Italia degli anni ’50

Il Tuffatore, 1951

Sabato pomeriggio di un luglio, torrido per definizione, Roma è svuotata del traffico e dei suoi cittadini che preferiscono riversarsi sul litorale. Il Vittoriano è più bianco e accecante che mai e fa troppo caldo anche per un semplice volo dei soliti gabbiani ghignanti.

La passione per la fotografia e per un fotografo in particolare ci ha portato a varcare la soglia del Complesso del Vittoriano – il Museo che fino a qualche giorno prima ospitava la mostra Da Corot a Monet, La Sinfonia della Natura – scoprendo un mondo di scatti che ha un effetto benefico più potente di una ventata di aria condizionata.

Nino Migliori è un maestro, un artista che ha sempre amato la sperimentazione e in questa mostra vengono presentati i suoi lavori dedicati all’Italia degli anni ’50. Scatti in b/n che ritraggono un nord ed un sud alle prese con le tradizioni e il dopoguerra in un reportage neorealista che Migliori affronta con toni di profonda partecipazione. Scatti di vita quotidiana giocati sulle simmetrie e sui contrasti tra luci ed ombre; foto di gente semplice, spesso ritratta in poveri interni, che trasmettono una sacrale teatralità sospesa tra commedia e tragedia. Il fotografo bolognese, anche a distanza di oltre mezzo secolo, riesce a conquistare e soprendere senza clamore con la tecnica del maestro e l’incisività del poeta: ad aprire la personale in grande formato trionfa l’immagine dal titolo Il tuffatore, una foto simbolo del lavoro dell’artista che racchiude in un attimo sospeso tutta la perfezione e la malinconia della vita. Una visione da non perdere e per la quale vale la pena di sfidare la canicola romana.

La mostra, ad ingresso gratuito, resterà aperta fino al 5 settembre.

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