Time after Time: Piero Gilardi e Steve McCurry

Piero Gilardi, Romanico e Ortensie,anni 2000

Si intitola Time after time la mostra che si inaugura domani a Lucca e che ospita le foto di Piero Gilardi e Steve McCurry.
La doppia personale, a cura di Maurizio Vanni e Alessandro Romanini, è ospitata negli spazi del Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art e chiuderà i battenti il prossimo 5 settembre.

L’esposizione prevede 25 opere dell’artista italiano Piero Gilardi e 20 fotografie del fotografo e fotoreporter statunitense Steve McCurry. Ad ognuno dei due artisti è dedicato un piano del museo creando un percorso ideale che non vuole proporre un confronto diretto tra i due fotografi, che sono diversi per tematiche e tecnica, ma un viaggio parallelo attraverso due diverse riflessioni sul tempo, due modi di interpretare il reale. Il concetto del tempo che passa scandisce la visione degli scatti con i quali l’artista italiano ed il fotoreporter statunitense riescono a dare origine ad una lucida e solenne danza del tempo che suggerisce quanto l’agire umano possa essere condizionato dallo scorrere, più o meno controllabile, degli eventi. 

Si legge nel comunicato stampa della mostra a proposito della cifra stilistaca dei due autori: “Con i suoi “Tappeti-natura”, Piero Gilardi propone da una parte lo scorrere del tempo cronologico attraverso il passaggio delle stagioni e dei luoghi presi in considerazione; dall’altra un frammento di natura ricreato in vitro, ma con un Dna alterato, che richiama, ricorrendo al concetto di tempo esistenziale, a un ordine universale indispensabile per l’armonia di tutte le cose. I suoi “Tappeti-natura” corrispondono ad una personale rielaborazione del concetto di Natura che deve confrontarsi con la storia, con il presente in divenire, con lo spazio e con il tempo in progress della vita vera”. “Con i ritratti della “Ragazza afgana”, realizzati l’uno a distanza di diciassette anni dall’altro, di “Kuchi Shepherd” e di “Shepherdess”, Steve McCurry manifesta l’affascinante, imprevedibile e impietoso scorrere del tempo: “Era un momento preciso nel tempo, eppure oltre il tempo (…). Mi sono reso conto che si trattava della stessa ragazza. I suoi occhi avevano la stessa intensità (…). La pelle mostrava i segni del tempo, c’erano delle rughe, ma il suo aspetto era straordinario come 17 anni prima”. Immagini proposte insieme a scatti quasi meta-reali come “Taj Mahal Reflection”, “Camels in Oil Fire” e “Landscape with Horse” dove, invece, si rivelano i concetti di tempo primordiale, memoriale e ideale. La memoria di ogni luogo sembra essere violata dalla volontà di perpetuarne la sua storia attraverso la fantasia di chi lo percepisce e lo vive”.

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