Ernesto Bazan: la vera anima di Cuba

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Ernesto Bazan è un fotografo palermitano, ma vive da anni in Messico, che ha dedicato un libro fotografico interamente al suo amore incondizionato per Cuba e per il suo popolo, Bazan Cuba. Bazan ha riassunto in queste pagine, attraverso immagini in b/n e scritti, ben 14 anni di vita e fotografia nell’Isla grande. Un lavoro corale, hanno partecipato anche molti degli allievi del fotografo, e intenso che attraverso il linguaggio del reportage restituisce una immagine di Cuba lontana dagli stereotipi e dai luoghi comuni…

Nel suo libro si legge:”Per tanti anni Cuba l’avevo fortemente desiderata come si desidera una donna che incontri e non riesci più a togliertela dalla testa. Sono quasi certo di esserci vissuto in un’altra vita”. Lei è nato a Palermo e poi si è innamorato di Cuba e dell’Avana in particolare: quali sono i punti in comune tra queste due città, solo in apparenza lontanissime?
In entrambe si sente forte la presenza spagnola che le due isole hanno vissuto per diversi secoli. Poi arrivando all’Avana mi sono sentito riportato indietro nel tempo alla Sicilia della mia infanzia e anche prima di quando ero nato. Per questo credo di esserci vissuto in un’altra vita. Mi sono sentito naturalmente a mio agio. La vita quotidiana che avviene molto per strada mi ricordava molto della mia Palermo dove ho incominciato a muovere i miei primi passi fotografici.

Come è nato e come si è sviluppato questo progetto fotografico così fortemente voluto?
Una volta che siamo stati costretti ad abbandonare l’isola nel 2006, mi sono reso conto che finalmente era arrivato il momento agognato da tanti anni: fare un libro che raccontasse 14 anni di vita e fotografia. L’unica certezza era che non volevo affidare questo lavoro ad un editore a causa delle esperienze negative dei miei primi libri. Scrissi ai miei studenti chiedendo il loro aiuto creativo e finanziario per poter autoprodurre il libro. Con mia grande sorpresa 50 di loro mi dissero che erano ben disposti ad aiutarmi. Grazie ai loro preziosi consigli in tutte le fasi di editing, dell’impaginazione e della stampa del libro e al successivo supporto finanziario, ho avuto il privilegio di diventare editore di me stesso. Abbiamo creato una piccola casa editrice la BazanPhotos Publishing e dopo questa prima esperienza editoriale di BazanCuba che sta superando tutte le mie aspettative, contiamo, nei prossimi anni, di pubblicare altri titoli sia del mio lavoro sia di alcuni dei miei studenti con maggiore talento. Il libro ha vinto vari premi fra cui quello come miglior libro dell’anno durante il New York Photo festival nel 2009. Dico sempre che una volta che imparerà a camminare da solo non ci sarà più bisogno di accompagnarlo nel suo lungo cammino.
Quale sono le maggiori difficoltà che ha incontrato questo suo sogno di carta?
Pensavamo ingenuamente che una volta pubblicato il libro avremmo vinto la nostra sfida. In realtà non eravamo che all’inizio. Nuove sfide si sono susseguite. Una fra tante come distribuire e vendere i libri. L’idea di fare dei book tour non è stato che il pretesto per raggiungere il nostro audience. La risposta da parte del pubblico Italiano e Americano è stata e continua ad essere veramente commovente. BazanCubaCover_2
Il suo book tour ha toccato molte città italiane fra cui Bologna, Firenze, Napoli, Perugia, Senigallia, Milano e Roma: lei attualmente vive in Messico, cosa le manca di più del suo paese di origine?
Dico sempre che l’Italia e la Sicilia in particolare rappresentano il mio passato di cui mi sento molto orgoglioso. Il Messico e tutta l’America Latina sono invece il mio presente e il mio futuro. Qui, in queste terre, voglio continuare a fotografare per tutti gli anni che mi rimangono. Mi piace molto poter ritornare in Italia dove ho ancora la mia famiglia e molti amici cari.
Altra passione oltre alla fotografia per lei è l’insegnamento: quali sono le indicazioni che di solito non omette mai di dare ai giovani fotografi che la seguono?
Diventare maestro è stata una nuova rivelazione dopo che a 17 anni avevo ascoltato una voce in sogno che mi diceva che dovevo fare il fotografo. L’insegnamento è una missione. Da otto anni cerco di aiutare i miei studenti affinché possano diventare migliori fotografi non perdendo mai di vista il rispetto degli altri, dei nostri soggetti. Dopo dieci giorni di duro lavoro avviene un vero “miracolo”. Dico sempre di loro una volta rientrati a casa di riguardare le foto con cui sono venuti all’inizio del workshop con quelle nuove. Credo che le loro immagini e commenti parlino da soli. Visitando la galleria studentesca sulla mia pagina web www.bazanphotos.com si ha un’idea di cosa sto cercando di esprimere.
Qual è, secondo lei, il segreto per realizzare un buon reportage?
La capacità di mettere la propria anima in sintonia con quella dei miei soggetti per poter raccontare quello che sentono nella loro esistenza e quello che provo io a ritrarli. Solamente trascorrendo lunghi periodi di tempo in un luogo si ha la possibilità di scavare sotto la superficie della vita. Dico sempre che bisogna ritornare negli stessi posti tante volte per cercare di cogliere la quinta essenza delle nostre emozioni e sentimenti.
C’è una caratteristica che maggiormente la colpisce del popolo cubano e che emerge dai suoi ritratti?

La grande dignità e la capacità d’andare avanti a tutti i costi nonostante la loro vita quotidiana sia molto difficile.
Come vede il futuro di Cuba e della sua gente?

Io sono molto ottimista e quindi non posso che sperare che il futuro dell’isola porti cambi positivi per questo popolo straordinario.

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