Antongiorgio Rastelli

La paura di ogni sera

La paura di ogni sera

“Sono affascinato da gesti primitivi e meccanici ripetuti nel tempo superficialmente senza importanza ma che in realtà sono espressione di ciò che siamo”

La prima volta che Antongiorgio Rastelli mi ha parlato dei suo autoscatti ero incuriosita ma a dire il vero un po’ perplessa ma mi è bastato vedere una delle sue foto per rimanere folgorata dal suo stile intimo e vero. Antongiorgio è un giovane informatico con la passione della fotografia e la sua particolarità è nelle sue opere, che realizza in autoscatto, e che ritraggono soprattutto le sue mani affusolate intente in semplici gesti quotidiani. Ne escono fuori immagini sospese e poetiche, che spesso Antongiorgio accomuna a frasi o versi: foto dense di atmosfera che comunicano un senso di attesa, un vortice di stati d’animo che si esprime attraverso il linguaggio di segni simbolici. Il giovane fotografo romano è stato uno dei protagonisti della recente collettiva, dal titolo Interpreto il Bianco e Nero, organizzata dalla Associazione Spaziodarte di Roma.

Ecco cosa ci ha raccontato Antongiorgio a proposito di sè e del suo originale modo di fotografare…
Fotografando le mani in tutta la loro purezza e semplicità cerco di esprimere passione, paura, fobia, gioia e dolore, stati d’animo
che quotidianamente influenzano e modificano il nostro modo di essere. Consulente informatico per sopravvivere, fotografo per esigenza di espressione. Mi piace la fotografia concettuale studiata, pensata, elaborata, che dietro ad un apparente semplicità nasconda più significati. Prendo ispirazione dalle cose più elementari,  sono affascinato da gesti primitivi e meccanici ripetuti nel tempo superficialmente senza importanza ma che in realtà sono espressione di ciò che siamo”.

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