In mostra a Roma l’America di Stephen Shore

J.J. Summers Agency, First Street, Duluth, Minnesota, July 11, 1973

J.J. Summers Agency, First Street, Duluth, Minnesota, July 11, 1973

Il Museo di Roma in Trastevere ospita, fino al prossimo 25 aprile, la mostra dal titolo Biographical Landscape che raccoglie una serie di immagini del fotografo americano Stephen Shore nell’arco del decennio 1969-1979. Il percorso espositivo, composto da 164 foto, è stato curato da Stephan Schimdt-Wulffen ed è prodotto dalla organizzazione no-profit deidcata alla fotografia, Aperture.

Il soggetto degli scatti di Shore è l’America in tutte le sue contraddizioni: foto spoglie e fortemente realistiche che per contenuti risentono l’influenza della cultura pop della Factory di Warhol, frequentata dal fotografo, ma che riecheggiano per certi aspetti anche le opere del pittore Edward Hopper. Parcheggi desolati, pompe di benzina, vetrine, case di legno, scorci urbani insoliti: gli Stati Uniti visti attraverso l’obiettivo di Shore si trasformano in un “set concettuale” dove la prospettiva tende ad annullarsi e il reale e il surreale si intersecano senza soluzione di continuità.

Oltre alla mostra fotografica di Shore, la sede museale romana ospita una interessante retrospettiva dedicata alle opere pittoriche del poeta della beat generation Lawrence Ferlinghetti: una serie di 50 quadri realizzati dall’artista, oggi novantenne, nell’arco di 60 anni di attività.

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