Leros, anche il nulla ha un nome,

leros_14Si è inaugurata lo scorso 29 gennaio la toccante mostra della fotografa Antonella Pizzamiglio intitolata Leros, anche il nulla ha un nome. Lo spazio Rosa del Parco di San Giovanni di Trieste, città che fece da sfondo alla rivoluzione psichiatrica di Franco Basaglia negli anni ’70,ospita le foto di un intenso reportage che l’artista ha realizzato nel manicomio dell’isola greca di Leros nel 1989.

Fino al prossimo 27 febbraio 2010 sarà possibile visitare la mostra, organizzata dall’Associazione culturale Nadir Pro, che consiste in una serie di immagini forti legate al disagio e all’abbandono di quello che è considerato l’ospedale psichiatrico peggiore del mondo.
Nel 1989 la Pizzamiglio ebbe modo di trascorrere quattro giorni in quell’inferno e da quella esperienza sono venuti fuori scatti spiazzanti e pieni di pathos che denuinciano una condizione insostenibile.
Le foto, vincitrici di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, vengono mostrate al pubblico per la prima volta e come supporto scenografico sono accompagnate da una serie di installazioni metalliche appositamente immaginate e realizzate dalla stessa fotografa.

Ecco come l’autrice descrive la sua esperienza a Leros: “Sono rimasta a Leros 4 giorni, sono scappata il quinto perché mi hanno scoperta. Sono stata fortunata, sono riuscita a tornare. Non ci sono parole per descrivere, restano immagini che parlano da sole. Gli odori e le urla rimangono solo nella mia memoria.”

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