The Bosnian Identity

Cerska, Bosnia Erzegovina 2009. Una vedova nella sua abitazione.

Cerska, Bosnia Erzegovina 2009. Una vedova nella sua abitazione.

Si è inaugurata lo scorso 16 Gennaio, e chiuderà i battenti il prossimo 3 Febbraio, la mostra che raccoglie i lavori che il fotografo Matteo Bastianelli ha scattato durante un viaggio attraverso le città della Bosnia Erzegovina.

L’esposizione raccoglie scatti realizzati dal fotografo laziale nell’ex teatro di Guerra: immagini che puntano l’attenzione su persone e oggetti segnati per sempre dalla crudeltà di un conflitto finito ma che ha lasciato segni profondi. Grazie, infatti, al prezioso lavoro dell’International Commission on Missing Persons (ICMP) di Sarajevo, su tutto il territorio della Bosnia Erzegovina ancora oggi vengono ritrovati oggetti e corpi a cui spesso è difficile restituire un nome e un’identità.

Cerska, Srebrenica, Tuzla, Mostar e Sarajevo sono le città che ancora oggi la nostra memoria associa a battaglie e massacri e sono anche le tappe che Bastianelli ha ripercorso  alla ricerca di identità perdute. «Questo lavoro – spiega l’autore – è nato grazie al volontariato. Il primo viaggio mi ha segnato profondamente. Ho raccolto le storie e i ricordi di più di settanta famiglie, conosciute attraverso un progetto di adozione a distanza dall’Italia, promosso dalla Fondazione Onlus “Il Giardino delle Rose Blu”, un’associazione che alterna campi e progetti di volontariato in alcune aree dei Balcani».

Immagini in bianco e nero che evocano paura e sgomento e che come ultima tappa della mostra, organizzata e ospitata dalla associazione culturale romana  Officine Fotografiche ,saranno esposte, proprio Sarajevo.

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