All’est, all’est

allestdellestIl fotografo francese, di origini slovene, Klavdij Sluban ha realizzato un diario fotografico del suo lungo viaggio, svoltosi dal 2002 al 2008, lungo le linee ferroviarie che collegano l’Europa ai più remoti paesi dell’Est. L’itinerario si snoda lungo le grandi vie ferroviarie dell’Est come la transiberiana, da Mosca a Pechino, da Pechino a Lasa, per poi attraversare i paesaggi innevati della Siberia, dei Balcani ma anche attraverso le città di Odessa e San Pietroburgo.

Il volume, edito da Peliti Associati, ricostruisce in più di 100 pagine e 67 fotografie un percorso che non è solo geografico ma che è soprattutto interiore, una riflessione sui muri e sulle barriere che per anni ci hanno separato da una parte dell’Europa rendendola nemica e lontanissima.

Ad accompagnare gli scatti sono i testi del giornalista e scrittore Erri De Luca che nella presentazione al libro scrive: “Il viaggio del fotografo più che dirigersi a un est inteso come tempo precedente, penetra un futuro, apre una breccia nel suo muro. Il fotografo visita l’est da pellegrino che interroga un oracolo. Ne ottiene visioni tra vapori e fumi. L’est è un futuro sbaragliato, la prolunga di un tempo a venire dell’umanità, che ancora scodinzola ma debolmente.”

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