
Steve McCurry, Sharbat Gula, Afghan Girl, at Nasir Bagh refugee camp near Peshawar, Pakistan, 1984, Copyright Steve McCurry
Gli spazi di Palazzo Reale a Milano ospitano la prima personale, ideata e curata da Tanja Solci, dedicata al grande fotografo americano Steve McCurry. La mostra, che si è inaugurata lo scorso 10 novembre e che si chiuderà al pubblico il prossimo 31 gennaio, prevede un percorso espositivo articolato in quasi 200 scatti che ripercorrono la fortunata carriera trentennale del reporter, uno dei più grandi maestri della fotografia del nostro secolo.
Nelle immagini presenti nelle sei sezioni della mostra emergono colori e atmosfere di di paesi come Afghanistan, India, Tibet, Birmania, realtà e volti in apparenza lontanissimi che grazie al talento, e a una grazia nello scatto davvero unica, di McCurry diventano subito familiari. Il fotografo americano, che è stato premiato ben due volte con il World Press Photo Awards, il Nobel della fotografia, ha fatto del viaggio una sua filosofia di vita ed è riuscito ad unire con successo il talento, la curiosità verso le nuove culture e la volontà di testimoniare Gioie e Dolori dell’Umanità.
“Ho voluto mettere in scena l’anima di un grande artista” ha dichiarato la curatrice durante la presentazione alla stampa della mostra di McCurry “che nel suo percorso creativo e professionale ha avuto la straordinaria capacità di entrare ed uscire dalla tragedia della guerra, uno scatto diventa simbolo di un momento storico, un ritratto acquista la forza di un’icona sacra. E se per un istante fossero i protagonisti di queste immagini a guardare noi?”













