Uso il mirino come occhio ironico, poetico o antropologico, a seconda delle opportunità
Matteo Fulimeni ha 23 anni da compiere e una passione per la fotografia. Il suo album flickr e ricco di emozionanti, delicati ed estemporanei ritratti soprattutto in bianco e nero. Le immagini di questo giovanissimo fotografo sono arricchite da parole che ne amplificano ed enfatizzano il senso. Ecco cosa ci racconta Matteo di se stesso e del suo amore per lo scatto, per la musica e per la parola…
“A lungo ragazzino fanfarone, dopo una conversione spirituale diventa un secchione impenitente. Evita le botte dei bulli grazie ai suoi prodigiosi riflessi. Studia il piano dall’età di sette anni. A casa è impeccabile, ma durante i concerti stecca immancabilmente l’ultimo accordo diventando materia di gustosi aneddoti per genitori annoiati. Salta a piè pari l’adolescenza, scrive, colleziona medie del nove e si ritrova – non si sa per quale motivo – all’università. Lettere e Filosofia. Qui, sbalordito dall’ erudizione dei prof, decide di studiare ventiquattrore su ventiquattro perché non si sente all’altezza. Va a lezione, studia, suona, scrive, poi torna a lezione. Un giorno si sente male e smette di studiare,suonare, scrivere e andare a lezione. Due mesi d’ospedale e un anno sabbatico. Torna all’università e scopre che quello dei prof era uno squallido bluff infilando un trenta e lode dopo l’altro. E’ a qualche esame dalla laurea, ma non dà troppa importanza al fatto. Nel frattempo mastica cinema come chewingam: sragiona per Fellini, Antonioni, Bunuel, Godard e tutti i cineasti orientali. Spinto da un masochismo passionale si fa quattro mesi da spazzino per acquistare la sua Nikon D80 e comincia a fotografare nell’Ottobre 2008. La sua prima foto è una bottiglia di birra con accanto una cicca: ci mette tre ore a scattarla. Niepce, dall’aldilà, gli fa notare che lui c’avrebbe messo di meno. La fotografia lo riavvicina al mondo, come una terapia. Ad un anno di distanza è fedele all’idea della macchina come appendice. Adora Bresson, Doisneau, Erwitt, Giacomelli, Scianna e Anders Petersen. Sogna il cinema, fusione di tutte le arti che ha amato e praticato nella vita. Nel frattempo commette un mucchio di errori ma si augura di vivere belle esperienze”.














