Il mondo dell’infanzia raccontato da vicino

bambini

Si è inaugurata lo scorso 10 ottobre presso la sala espositiva Fotoroma, nel quartiere Monteverde, la mostra fotografica dal titolo Bambini che raccoglie gli scatti realizzati dal fotografo romano Stefano Mirabella.

La mostra è inserita nella rassegna IMAGO ideata dal 2003 da Gianni Pinnizzotto, Direttore dell’Agenzia Fotogiornalistica Graffiti Press e della Scuola Permanente di Fotografia “Graffiti”, e che propone ogni mese una mostra fotografica di giovani autori.

Fino al prossimo 6 novembre – ingresso libero dal lunedì al sabato e dalle  10:00 alle 20:00 – sarà possibile visitare la personale di questo giovane fotografo che ha puntato il suo obiettivo sull’infanzia nel mondo – dal Laos alla Cambogia dalla Siria alla Palestina ma anche nei campi rom della capitale – ponendosi di fronte ai suoi soggetti con estrema semplicità e complicità.

Così Stefano Mirabella descrive il suo lavoro nella presentazione della mostra: “Quando gli si crea un mondo su misura e quando devono sbrigarsi a ritagliarsi un posto in quello che già c’è. Quando vengono ricoperti di attenzioni e quando devono fare attenzione a quello che gli succede intorno. Quando sono costretti a rimanere piccoli a tutti i costi e quando vengono spinti a diventare grandi prima del previsto. Sono i bambini. La “cosa” più bella, più preziosa, ma anche la più fragile e delicata. Cosi simili ma cosi diversi, a seconda della fortuna che gli riserva il caso nel momento in cui vengono al mondo. La fortuna di nascere nel benessere, lontano dalla miseria e dalla povertà. Quella buona sorte che è stata riservata a tutti noi, ma non la stessa toccata alla maggior parte dei bambini che popolano il nostro pianeta. Questa mostra è dedicata a tutti i bambini, di qualsiasi nazionalità, di qualsiasi colore, di qualsiasi religione ed etnia. E’ dedicata a tutti loro, in particolare a quelli che, curiosi o indifferenti, timorosi o sfacciati, tristi o sorridenti, ho avuto la fortuna di incontrare e fotografare. E’ dedicata inoltre a quel bambino, ritratto nell’ultima foto, che mi ha reso zio e che si avvia felicemente a compiere un anno. Al quale faccio un unico augurio, quello di vivere in armonia con il prossimo e del prossimo apprezzarne le differenze, affinché non si trasformino, come troppo spesso avviene, in ostacoli, muri e divisioni, ma bensì in un occasione per imparare, osservare e condividere.”

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