Il fenomeno dell’immigrazione è ormai una realtà che, volente o nolente, rientra nelle dinamiche socio culturali della nostra società. Negli ultimi tempi si discute molto di clandestini e di respingimenti ma troppo spesso si affronta l’argomento senza sapere che si sta parlando non di numeri ma di esseri umani, gente disperata che come noi ha mani, occhi e storie, a volte terribili, da raccontare.
Solidarietà ed empatia sono le uniche parola che ci vengono in mente mentre vediamo le immagini scattate da Fabrizio Villa e che fanno parte della mostra dal titolo, parafrasando il celebre libro di Primo Levi, Se questi sono uomini che si inaugura il prossimo 1° novembre presso il Centro per le Arti Visive Sikanie di Catania. Un reportage intenso realizzato da Villa che ha fermato il suo obiettivo attento tra i luoghi della nuova sofferenza dei migranti: da Lampedusa, Portopalo, da Siracusa, a Catania e poi nelle carceri di San Vittore a Milano e Sollicciano a Firenze. Il fotoreporter, che in passato ha già lavorato sul tema dell’immigrazione, e nel 2004 l’UCSI (Unione stampa cattolica italiana) gli ha assegnato il primo premio per la foto pubblicata in prima pagina dal Corriere della Sera sul dramma dell’immigrazione clandestina.
La mostra, che si avvale del patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Catania, si concluderà il prossimo 15 novembre.














