Fabrizio De Andrè – che la poetessa da poco scomparsa Fernanda Pivano definì “il più grande poeta italiano degli ultimi cinquant’anni del Novecento” - ci ha lasciati un decennio fa lasciando un buco nei nostri cuori. Il ricordo, però, rimane vivo in chi è cresciuto, non solo fisicamente, al ritmo della sua voce “imperfetta” e dei suoi versi graffianti e profondi. La fotografia è il modo migliore per mantenere in vita la memoria: Sguardi Randagi è il titolo della mostra fotografica dedicata a Faber che si tiene, fino al prossimo 19 gennaio, nello spazio espositivo Bipielle Arte di Lodi.
Gli scatti sono stati raccolti dal fotografo e giornalista musicale Guido Harari, per vent’anni grande amico di De Andrè, che ha già pubblicato le sue foto dedicate al cantautore in due libri, Evaporati in una nuvola Rock e Una Goccia di splendore, nei quale documenta in modo essenziale e discreto il Faber artista, uomo e poeta.
Nella mostra Sguardi randagi sono presenti 100 immagini, molte delle quali inedite o esposte per la prima volta, che ripercorrono ventanni di vita di Faber attraverso lo sguardo del suo amico. De Andrè appare ritratto nella sua dimesione di artista come quando si esibì sul palco con la PFM in un leggendario Tour ma non solo, Harari coglie anche il lato più personale e intimo di Faber cogliendolo in attimi di vita privata nella sua tenuta in Sardegna.













