Dalla sessualità al lato oscuro

Micha Bar-Am Kollaborateure, Samaria, West Bank, 1967 Silbergelatine-Abzug 40 x 50 cm Museum Ludwig, Köln © Micha Bar-Am / Magnum Photos

Micha Bar-Am Kollaborateure, Samaria, West Bank, 1967 Silbergelatine-Abzug 40 x 50 cm Museum Ludwig, Köln © Micha Bar-Am / Magnum Photos

Darkside I-Photographic Desire and Sexuality Photographed era il titolo della mostra che lo scorso anno è stata ospitata dal Fotomuseum Winterthur in Svizzera e che vedeva in esposizione artisti del calibro di Araki, Mapplethorpe e Man Ray. La rassegna mirava ad offrire una panoramica sul ruolo che la fotografia ha rivestito riguardo alla rappresentazione del corpo ed in particolare della sessualità e del desiderio legato ad esso. Un tema scottante, in tutti i sensi, che il settembre scorso ha attirato molti visitatori  nel fotomuseo di Zurigo.

Si è inaugurata invece lo scorso 5 settembre, e proseguirà fino al 15 novembre, la mostra che rappresenta il secondo capitolo di questo percorso di riflessioni sui lati oscuri dell’immagine dal titolo Dark Side II – Photographic Power and Violence, Disease and Death Photographed.

In esposizione ci sono questa volta immagini disperate e sofferenti che tendono a rappresentare il momento della morte o della vicinanza ad essa come ultima esperienza della vita umana. Tra le immagini ospitate anche quelle di maestri come Antoine d’Agata, W. Eugene Smith e Weegee, Corpi nudi prima, corpi che soffrono ora: il fotomuseo propone immagini forti, a volte disturbanti, per riflettere ancora una volta sul ruolo dell’immagine e sui suoi aspetti etici ed estetici.

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