Cristina Cocullo

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Vedere e non solo guardare e’ la chiave della mia fotografia.

Cristina è una giovane fotografa dalle idee molto chiare! Il suo spazio flickr è una vera miniera di spunti e colori tutto da sfogliare…
Ecco come si è raccontata Cristina a Fotonote…

“Nata a Pavia, mi sono trasferita a Milano per studiare pubblicita’ allo IED, dove mi sono laureata nel 1994. Dopo la laurea ho aperto con alcuni amici creativi un’agenzia di graphic design ma la mia passione e’ sempre stata la fotografia. Ho iniziato a studiare, frequentando diversi corsi, dal bianco e nero e la camera oscura allo still-life e oltre fino al reportage e fotogiornalismo. Ho lavorato come assistente in studi fotografici fino a quando, qualche anno dopo, ho iniziato la carriera di free lance; un lungo percorso che mi ha portato, nel giro di alcuni anni a collaborare con riviste, studi fotografici e lavori su commissione.

Nel 2002 mi sono trasferita a Londra dove risiedo e lavoro, sempre come free lance, questo pero’ non ha mai interrotto i miei rapporti con l’Italia, dove continuo a intrattenere collaborazioni. Una delle piu’ durature e, allo stesso tempo, molto gratificanti collaborazioni e’ sicuramente con lo scultore/artista Giacomo Benevelli per il quale ho curato diverse pubblicazioni sul suo lavoro. Alcune mie fotografie hanno corredato la pubblicazione “Seven Short Poems” del poeta Daniel Weissbort, pubblicato dalla casa editrice Signum, Italia.

La fotografia ha giocato un ruolo molto importate anche nella mia “vita artistica” da uno dei primi riconoscimenti attraverso l’edizione del 2000 dello “Young European Art Prize”, la mia prima mostra personale “The Human Side of Toys” nel 2001, diverse mostre collettive come “Mani” che ha girato le maggiori citta’ del nord Italia; “We are all photographers now!” al Musée de l’Elysée, Losanna; “Breakthrough” alla galleria SFAC, San Francisco, USA; 3° premio nella categoria “Trees” del concorso della RHS (Royal Horticultural Society), Londra; ad altre mostre personali come “Undicistanti”, Fuondry, Londra; fino ad arrivare a marzo di quest’anno con una mostra “congiunta” con un’altra fotografa (Emanuela Franchini) “Heterological Boundaries”, Mayfair Library, Londra; per finire con la mia attuale mostra che si e’ inaugurata a maggio e durera’ fino a luglio “The 11 Commandments” alla Southwark Cathedral, Londra.

Il mio primo approccio con la fotografia e’ stato sicuramente artistico. Da subito ho utilizzato il mezzo che ritenevo piu’ affine per ricercare, esprimere e portare alla luce elementi in qualche modo nascosti o dimenticati. Volevo comunicare la mia visione del mondo e delle cose, dettagli, particolari, momenti ed azioni che passano veloci, sfuggendo alla nostra attenzione. Dettagli che hanno invece una loro importanza, o bellezza che sia, e che e’ un peccato non osservare. La mia interpretazione puo’ risultare a volte cruda, ma sicuramente fedele. L’intento e’ quello di far soffermare la gente, farla pensare, mostrare la realta’ che ci attornia sotto un altro punto di vista; che venga recepito o meno non e’ rilevante, importante invece e’ catturare l’attenzione, fermarsi per un istante e considerare che la fuori, nel mondo e attorno a noi, c’e’ molto di piu’! Un mondo che nella mia visione va da dettagli di oggetti quotidiani che ci circondano che facilmente diamo per scontati e mai ci fermiamo ad osservare, ai paesaggi rurali dell’Irlanda, alle visioni urbane delle citta’ nelle quali viviamo o attraversiamo, all’esplorazione dei “paesaggi” del corpo umano”

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