Stefano Mola

sm_02

Se le parole raccontano, nel senso di inventare, un mondo, o un sé che esiste solo per noi, forse soltanto le fotografie parlano davvero di noi.

Stefano Mola di lavoro fa l’ingegnere ma dai suoi scatti e dalle parole che usa per definire cosa significa la fotografia per lui si può dedurre che potrebbe fare benissimo il poeta! Paesaggi, geometrie, scatti “rubati” in strada e giochi di riflessi tutto questo e molto altro nello spazio flickr di Stefano, un vera miniera di immagini quella di questo giovane e sensibile fotografo torinese. Ecco come si racconta…

“Una delle cose che mi interessano della fotografia è questa. Il mondo è tridimensionale, ci puoi camminare dentro, spostare la tua posizione rispetto alle cose e alle persone. La fotografia sottrae una dimensione. È bidimensionale. La riduzione al piano permette però di evidenziare o creare dei legami tra cose, oggetti, persone, monumenti che apparentemente non esistono nella realtà. Non è che la profondità non esista più. Semplicemente, cambia di valore, di significato. La fotografia permette così talvolta di oggettivare uno sguardo sul mondo. Oggettivare uno sguardo, se ci pensate, è un ossimoro. Lo sguardo è soggettività, individualità, e dunque invenzione. Pertanto, nulla di meno realistico della fotografia. Ogni fotografia, oltre che un’invenzione potenziale, è una scelta. La fotografia non è un piano infinito, ma un quadrato o un rettangolo ritagliati sul piano infinito delle infinite possibile connessioni tra le cose. È lo sguardo, soggettivo, che decide cosa entra e cosa resta fuori. Forse è pertanto impossibile pensare, o pretendere, che la fotografia ci racconti il mondo. Al massimo, ci racconta qualcosa dello sguardo che osserva il mondo. Ci racconta come questo sguardo inventa il mondo. Quando proviamo a raccontare di noi, le parole, siano dette sia scritte, ci stanno davanti. Siamo noi che le appoggiamo lì, e le usiamo come specchi piegati ad arte per restituire di noi una immagine desiderata. Quando invece la parola non dice io, ma si appoggia all’invenzione, non si può configurare come verità, o racconto del mondo così come è. Piuttosto, come racconto di un altro mondo, di un possibile, di un potenziale. In ogni caso, di un altrove. La fotografia invece sta dietro ai nostri occhi. Forse è i nostri occhi. È quello che guardiamo. Soprattutto, è come lo guardiamo. In un certo senso, le fotografie sono dentro la nostra testa. Mi piace andare in giro per fotografare, per fermare il modo in cui vedo le cose. A volte è uno scopo primario: andare in un posto per fare foto. Credo che la mia passione principale sia sempre la scrittura, ma la fotografia sta diventando sempre più importante. Ringrazio il digitale: senza credo che non avrei mai usato più di un’usa-e-getta. Di lavoro faccio tutt’altro, sono ingegnere”.

Articoli Correlati

Collegati | design by line22 Copyright FotoNote.it 2008-2012 - Tutti i diritti riservati - FTM Studio SRL - P.IVA 08117231004