Mapplethorpe incontra Michelangelo

Una occasione unica per ammirare gli scatti di Robert Mapplethorpe, il fotografo americano, scomparso nel 1987, le cui opere non si vedono spesso, anzi diremo raramente, nelle gallerie e negli spazi museali del nostro paese.

Fino al prossimo 27 settembre alla Galleria dell’Accademia di Firenze va in scena un particolare abbinamento: quello fra arte e fotografia. Al fianco ai capolavori del maestro del Rinascimento, infatti, si potranno ammirare gli scatti del grande fotografo americano Robert Mapplethorpe. robertmapplethorpe

La mostra, dal titolo ‘La perfezione nella forma’, propone un sorprendente ed ineditoabbinamento che mette in evidenza la ricerca e l’attenzione al corpo umano che entrambi gli artisti hanno affrontato nel loro percorso espressivo. Alle opere di Michelangelo come il ‘David’ e i ‘Prigioni’ sono abbinati 93 scatti di Mapplethorpe, mettendo in evidenza un’inaspettata similitudine tra due personalità di artisti così distanti nel tempo e nello stile.

La mostra, curata da Franca Falletti e Jonathan Nelson, consente di ammirare gli scatti di un fotografo, spesso giudicato scabroso, che ha segnato la storia della fotografia e il modo di concepire il nudo. Gli scatti di Mapplethorpe, che più volte aveva espresso di ispirarsi al maestro rinascimentale, sono morbide sinfonie in bianco e nero, un gioco di vuoti e pieni, di luce ed ombra che scolpisce i corpi proprio come se fossero delle sculture in due dimensioni.

Abbiamo raggiunto con alcune domande i curatori della mostra Franca Falletti e Johnatan Nelson, ecco cosa ci hanno risposto a proposito…

Come è nata l’idea di accostare in una mostra Mapplethorpe a Michelangelo?

Questo è un accostamento che è stato fatto più volte dalla critica, perciò nell’idea di per sé non c’è nulla di particolarmente originale. Mapplethorpe stesso ha più volte sottolineato il suo debito verso l’Arte del Rinascimento e verso Michelangelo in particolare.  L’idea nostra, invece, è nuova in quanto accosta i due artisti sotto lo specifico tema della comune ricerca intorno alla perfezione della Forma. Quando Patti Smith ha cantante e musa di Robert Mapplethorpe ha visitato la galleria nel dicembre del 2007 mi ha parlato (in questo caso è Nelson a rispondere, ndr) di quando Mapplethorpe ammirasse le sculture di Michelangelo e di come il fotografo cercasse allo stesso modo di creare la bellezza attraverso i suoi scatti. L’osservazione di Patti mi ha aiutato a trarre ispirazione per la mostra, ma già nel 2004  Bruno Cora ebbe l’idea dia ssociare il David di Michelangelo alle foto di Mapplethorpe. Alcuni critici in passato hanno avvicinato i due artisti proprio per la loro attenzione al nudo maschile ma nessuno aveva mai sottolineato in una mostra che la ricerca della bellezza in Mapplethorpe è ispirata proprio da Michelangelo. Lo scopo della mostra è proprio quello di instaurare un dialogo tra il presente e il passato, fra la scultura e la fotografia.

Come si articola il percorso espositivo?
La mostra si sviluppa in cinque sezioni, di cui la prima (Mapplethorpe e il Rinascimento) è collocata nel corridoio dei Prigioni e nella Tribuna del David; le altre quattro (La geometria della forma, Il frammento come forma, La forma si sdoppia, La forma scultorea) sono collocate negli spazio esposizioni. Ognuna di tali sezioni affronta, quindi, un aspetto inerente al tema generale della perfezione della Forma.

Robert Mapplethorpe è giudicato ancora un fotografo “scandaloso” e  almeno in Italia le sue foto si vedono pochissimo… perché?
Perché in un certo periodo della sua attività (fino a gli inizi degli anni Ottanta) si è dedicato a soggetti che sono stati considerati “scandalosi” secondo la morale comune. Ciò ha creato una certa ostilità nei confronti della sua arte in generale e non solo in Italia, dove sicuramente esiste una particolare sensibilità riguardo a certi argomenti.
Ma ciò ha creato (e questo ci interessa particolarmente) una lettura critica della sua opera più rivolta verso i contenuti della medesima che non verso i suoi pregi artistici.
E anche in questo senso la mostra si pone come innovativa, nel senso che intende ridare all’opera di Mapplethorpe un posto importante nell’ambito della storia dell’arte, riconoscimento che gli è dovuto, dato l’alto livello di qualità delle sue foto, “scandalose” o no.

Ci sono in programma altre mostre che metteranno a confronto arte e  fotografia?
Per il momento no, perché non è un argomento particolarmente legato alle nostre collezioni, salvo rare eccezioni come questa.

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