Lise Sarfati: una storia lunga un fotogramma

lisesarfatiLa fotografa francese Lise Sarfati è una delle fotografe più dotate, e quotate del momento, lungi dal sentirsi una diva, al contrario di alcuni fotografi nostrani con velleità di primedonne, si è dimostrata disponibile (e velocissima) a rispondere alle nostre domande. La Sarfati, che dal 2001 fa parte della prestigiosa agenzia Magnum, ama fotografare soprattutto giovani donne inserite in contesti urbani e domestici spesso spogli e banali, producendo un effetto straniante e ipnotico. Lise con la serie di foto intitolata Austin Texas sarà in mostra fino al prossimo 8 giugno presso la Galleria Brancolini Grimaldi di Roma.

Nella serie Austin Texas sembra quasi che lei voglia confondere le carte mescolando la banalità del quotidiano con la eterea bellezza delle giovani modelle…

In genere mi piace per le mie foto ispirarmi al quotidiano, così anche nel caso della serie Austin Texas, dove le ragazze sono state ritratte realmente nelle loro case o nei negozi che frequentano di solito, o nei loro giardini. Tutto quello che circonda le modelle ogni giorno ha per me la stessa importanza delle modelle stesse.

Qual è il messaggio che vuole dare attraverso i suoi scatti: l’esaltazione della femminilità o la dimostrazione della fragilità umana?

Non voglio parlare di femminilità. Principalmente uso ragazze per le mie foto ma a volte in passato ho ritratto anche dei ragazzi dalle caratteristiche molto femminili. Scelgo le ragazze come soggetti attraverso i quali poter raccontare delle storie. Praticamente la modella diventa una sorta di specchio nel quale chi guarda si può riconoscere.

Come prepara il set dei suoi scatti, e come sceglie le sue modelle?

Scelgo le mie modelle con molta attenzione, in genere preferisco quelle che trasmettono una sensazione forte ma allo stesso tempo devono essere ragazze qualunque. Inoltre le modelle devono interagire per creare una narrazione omogenea per tutta le serie di foto. Trovo le modelle un po’ dappertutto in centro o nei negozi dove sono i tatuaggi.

Le ragazze delle sue foto sono come bambole tristi, sospese in una realtà che sembra non appartenere loro…

Le mie modelle sembrano fuori dal contesto perché sono al di sopra del contesto. Sono ragazze ribelli e intelligenti… si, sono tristi, ma ti dirò che non sorridono e non sono trasmettono emozioni persino se lo scatto lo richiede. Loro sono al di sopra di tutto anche della foto che sto scattando… lise_sarfati

Le sue foto sono una sorta di brevi film: piccole storie dove i dettagli sono importanti. Si ispira al cinema per i suoi scatti?
E’  vero, le mie foto sono come brevi film, piccole storie nelle quali ognuno si può riconoscere. Ma nelle mie immagini c’è anche qualcosa che parla della vita e della identità delle donne. Ho lavorato molto nei sobborghi delle città americane ed ho imparato molto dal regista francese Robert Bresson ma mi piacciono anche film maker come David Lynch e John Waters…. L’attrice Isabelle Huppert a questo proposito ha detto di me:” Lise Sarfati spesso fotografa ragazze sole, anonime, che si trasformano in personaggi di una sceneggiatura… ”

Come definirebbe il suo stile nel fotografare?
I miei lavori sono una sorta di fotogrammi. Un critico ha definito i miei lavori ” Life Still”.
Si tratta di azioni congelate che sembrano proprio fotogrammi fotogrammi di una pellicola in Super 8.

Cosa rappresenta per lei la fotografia?
Passo tutto il mio tempo a lavorare a progetti, mostre e alla preparazione di lavori che possano riflettere il più possibile la mia personalità e… a rispondere alle domande “chi siamo” e “chi sono”.

Lei sta lavorando ad un nuovo progetto? Ci vuole regalare qualche anticipazione in proposito?
Prima di tutto voglio finire la mia serie “She” e poi comincerò una nuova serie che avrà come filo conduttore la musica attraverso i vari stati.

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