“Amo da sempre la fotografia; mi affascina riuscire a catturare quell’istante che, seppur banale, può diventare evocativo”

Gioia Onorati è una giovane fotografa ciociara molto attenta al sociale. Sul suo spazio Flickr ci sono toccanti immagini dedicate ai piccoli Rom scattate in punta di piedi, con naturalezza e senza invadenza e che trasmettono tutta la gioia e la vitalità che i piccoli di ogni popolo hanno nel loro cuore. Una ragazza sensibile e attenta agli altri che con la sua macchina fotografica riesce a raccontare la paura e la fragilità ma anche le npiccole felicità dei più deboli.
Così Gioia si racconta, con grinta, professionalità e precisione, a Fotonote illustrando il suo ultimo lavoro dedicato alla solidarietà nei confronti degli immigrati …
“Negli ultimi 8 anni ho frequentato diverse scuole di fotografia, lavorato in camera oscura, letto decine di libri, visitato centinaia di mostre, scattato innumerevoli fotografie. Una cosa mi ha sempre accompagnata… lo studio dei grandi Fotografi e l’enorme eredità che ci hanno lasciato, dagli scatti dello sbarco in Normandia alle contestazioni Europee del ‘68, dalle guerre in Medio Oriente alle carestie in Africa. Questa è la fotografia che mi ha fatto capire il potere che può avere un’immagine, al di la della ricerca stilistica; documentare, denunciare, raccontare un mondo lontano dalle nostre vite ovattate fatte di stereotipi e ovvietà.
“Non potendo andare lontano l’ho fatto qui, a Roma. Non è scontato iniziare da qui; la capitale offre diversi luoghi di degrado, storie di emarginazione, violenza, razzismo… aspetti che non devono restare taciuti. Ho iniziato questo lavoro due anni fa, con l’entusiasmo di chi, per la prima volta, si mette davvero alla prova. E l’ho affrontato imparando una cosa che neanche nelle migliori scuole insegnano, l’umanità. Il mio obiettivo ha inquadrato persone di diverse etnie, nazionalità, religione e condizione sociale.
“Storie diverse, accomunate dallo stesso desiderio di comprensione, dalla necessità di voler farsi conoscere, dall’esasperazione di essere emarginati; stati d’animo che generano spesso insicurezza e isolamento, e, talvolta, degenerano in disagio psichico, malattie psicosomatiche e forme di depressione. Quelle che ho ascoltato e ritratto sono storie che sanno di coraggio e nostalgia, lavoro, sottomissione… e solidarietà, genuinità, dedizione, ribellione.
“Il progetto “Medicina Solidale racconta…” nasce e si evolve grazie alla collaborazione con la Dott.ssa Lucia Ercoli, direttrice del centro di Medicina Solidale, Poliambulatorio medico che vanta la collaborazione ed il volontariato di personale qualificato del Policlinico di Tor Vergata, e fulcro di questa splendida e variegata avventura umana, sociale, civile e culturale.
“Il Centro è allestito all’interno della Parrocchia Santa Maria del Redentore di Tor Bella Monaca, nel cuore di uno dei quartieri più popolosi e ad alto rischio xenofobia della città di Roma; dal 2004 ad oggi ha accolto e curato migliaia di immigrati e persone indigenti. Come fotografa e come persona ho un umile scopo, quello di sensibilizzare tutti noi sulla necessità di garantire a tutti un’elevata qualità della vita e delle cure mediche adeguate, senza alcuna distinzione di razza, cultura e religione. La diversità è la più grande ricchezza di cui l’umanità dispone.
“Le fotografie sono state esposte a Palazzo Lateranense, in occasione della presentazione alla città di Roma del Centro di Medicina Solidale onlus, e presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Vergata.”














