E’ più che un dovere segnalare mostre fotografiche che sposano questa forma d’arte alla denuncia sociale o, come in questo caso, documentano un genocidio silenzioso che si è consumato negli anni non molto lontano dal nostro paese. Tra le finalità della fotografia c’è infatti da sempre il racconto, la testimonianza, la lettura della realtà realizzata in modo diretto e senza manipolazioni. 
E’ stata inaugurata lo scorso 6 maggio la mostra fotografica dal titolo “Armin T. Wegner e gli Armeni in Anatolia, 1915″. L’esposizione, che si chiuderà il prossimo 16 maggio, occupa le sale della Casa della Memoria e della Storia di Roma, ed è dedicata a Wegner, ufficiale medico e intellettuale testimone oculare dello sterminio del popolo armeno iniziato a Istanbul il 24 aprile 1915.
In tutto 80 drammatiche e commoventi immagini, scattate clandestinamente da Wegner, e che raccontano in un lungo reportage uno sterminio, oltre due milioni di persone, a lungo negato ma che questi scatti d’epoca, gli unici esistenti, evocano e denunciano in modo eterno e indelebile. ![]()













